domenica 14 marzo 2010

ritorno


Passeremo,
su questo treno
che porta a Migliarino.
- precisa Marcna -
Torneremo ad essere
tutto ciò
che non siamo.

sabato 13 marzo 2010

sostiene Isiu Appluntai


"Perchè Io sono la Prima e l'Ultima.
.sostiene Isiu Appluntai -
Io sono la Venerata e la Disprezzata.
Io sono la Prostituta e la Santa.
Io sono la Sposa e la Vergine.
Io sono la Madre e la Figlia.
Io sono le braccia di mia Madre.
Io sono la Sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile.
Io sono Colei che dà alla Luce e Colei che non ha mai partorito.
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
- prosegue Isiu -
Io sono la Sposa e lo Sposo.
E fu il mio Uomo che nutrì la mia fertilità.
Io sono la Madre di mio Padre.
Io sono la sorella di mio marito.
Ed Egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi Sempre.
Poichè Io sono la Scandalosa e la Magnifica."
- conclude Isiu  Apppluntai eclissandosi.

Laris il Navigatore


Laris il Navigatore etrusco  sospirò.  I motivi di questo viaggio erano  stati tenuti segreti troppo a lungo. I suoi uomini erano malati di oceano infinito; paura di cadere che arriva al bordo della Terra . Erano sul punto di ammutinamento, tanto più che il rum stava  per esaurirsi, e tutto ciò che è rimasto è stato conservato per l'uso personale del Navigatore . Aveva bevuto lo stesso per continuare  a credere che al di là dell'oceano c'era una terra ricca di spezie, dove poteva commerciare liberamente, senza doversi preoccupare del fastidioso funzionario doganale ottomano che  ha rifiutato di fargli trasportare liquidi lungo la via vecchia per paura che potessero subire combustione spontanea e distruggere le carovane adiacenti.
Un'altra linea di stress aveva  fatto la sua comparsa sulla fronte. Cosi   Laris pensava al passeggero misterioso incappucciato seduto in cabina. Che l'oscuro personaggio  fosse  responsabile di questo dannato tentativo di fare il giro della Terra, e se qualcosa era  andato storto con l'equipaggio, il Navigatore  poteva decidere di schierarsi con loro e uccidere il Misterioso Personaggio Incappucciato , e poi tornare a casa. Ma c'era qualcosa che  ha inviato a Laris brividi lungo la schiena e gli ricordò i suoi giorni passati a studiare sotto la guida del Maestro crudele più sadico a  est del grande oceano. L'uomo in particolare gli ricordava i tempi spesi appeso a un albero, mentre il suo precettore frustava il  suo posteriore. Pensò che  di modo migliore per finire questa storia  fosse quello di affrettare la sua corsa prima che le riserve di rum finissero. 

punta di cielo


Pensiero che spezza le vene:
Quando è amore è nero,
Quando è primavera è brina.

venerdì 12 marzo 2010

oblio


La luna diffondeva una luce azzurrata nel portico. Vestito con un chitone bianco, un mantello leggero e un cappello a cono, Zelinte  era seduto su una panca e guardava fisso il cielo stellato. Gli piaceva quello stato contemplativo e rifletteva sul fatto che il bene supremo consiste nel vivere in accordo con la natura, quella natura universale di cui la natura individuale è soltanto un frammento. Mi avvicinai a lui. Era magro, tirato in viso , con i capelli ancora castani chiari nonostante l'età: Aveva la fronte rugosa, il viso triste; una barba chiara gli fioriva sulle guance emaciate. Il mio maestro, lo sapevo, conduceva una vita sobria. Consumava pane, miele, fichi e gli piaceva bere vino buono, ma in quantità minima. In un'epoca in cui tutto l'edificio religioso stava crollando e le persone illuminate non credevano più agli dèi popolari e nei vecchi principi indicati da Tinia , Zelinte affidava il primato alla morale e alla virtù. Diceva di voler liberare il mondo etrusco  dallo scetticismo e dall'inquietudine dovuti all'invasione greca prima e alla dominazione romana dopo. Duemilacinquecento anni di tragedia per il popolo Rasna.Per mettere fine al disagio intellettuale, insegnava l'esistenza di un criterio del vero; per dissipare l'angoscia dei suoi concittadini, insegnava loro a cercare la felicità nella sottomissione al destino, considerato come espressione della volontà divina... Il mio maestro diceva che è più facile tenere sott'acqua un otre pieno d'aria che obbligare un saggio ad agire contro la sua volontà, perché il saggio non è schiavo delle passioni e della vanità e gode della forza invincibile che trae dalla solidità dei suoi principi. Fedele alle proprie convinzioni, dava prova lui stesso di una fermezza di carattere che suscitava l'ammirazione dei discepoli e l'invidia dei nemici.
«Ti aspettavo» mi disse in aretino , avvolgendosi nel mantello.
Sorrisi. Quando voleva parlarmi di qualcosa di personale, Zelinte ricorreva sempre alla lingua dei nostri antenati. Ricordandomi le nostre origini comuni, intendeva cancellare la distanza imposta dal rispetto che provavo nei suoi confronti.
«Ti ascolto, maestro.»
«L'ora della partenza si avvicina.»
La sua voce era seria. Gli occhi brillavano di una strana luce che non avevo mai visto.
«Tu sai tutto di me, del mio pensiero. Ma ignori ancora la storia della mia famiglia, la tragedia vissuta da mia madre. Vorrei affidartela perché sopravviva alla mia morte e non diventi un relitto nel mare dell'oblio.»

12


Riscopro  un essere sveglio
che vuole darmi consiglio
dentro questo sentimento vermiglio.

giovedì 11 marzo 2010

ouroboros


Sottintendere.
Evitare di nominare
Mille volte una cosa.

mi conforta Losna Chairei .


Il tempo presente,Principe,  non è un tempo fuggevole, vuoto, transitorio - mi conforta Losna Chairei . Lo è se non si coglie la sua profondità, la sua intensità, il suo essere l’occasione per le decisioni, per una scelta, per un atto d’amore.

insiste Losna


Tempo verrà
- insiste Losna -
in cui, con esultanza,
saluterai te stessa arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino.Offri pane.Rendi il cuore
a se stessa, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.
conclude lo spettro etrusco
eclissandosi.

extra



tentando di porsi al centro
di qualcosa di stabile,
intangibile al vento,
11
come quel momento in cui
fermai la luna e le cicale
E un dio Candido mi disse:
adesso puoi peccare.

mercoledì 10 marzo 2010

- mi dice Airunthe.


I giorni son sempre più lunghi
le piogge finiscono.
La mia porta, spalancata,
Perché hai tardato tanto?
- mi dice Airunthe.

sospira Larthia Maspune


Mi chiedi che sapore ha la neve di marzo
-sospira Larthia Maspune . Ha il Sapore che immagini.Manna. Come se l'inverno non volesse lasciarsi andare. Come se ci fosse qualcosa che ancora mi trattiene, qui. La cosa strana è che vorrei non finisse. Forse sono io che mi aggrappo all'inverno e a questo cielo denso di nubi. Per quel modo che ho di resistere al cambio delle stagioni. Come se uccidessi una parte di me stessa ne ed abbandonassi il cadavere della terra.  Nella passata stagione, a diventare polvere, un  dimenticare.  Lasciarsi.
Mi chiedi che sapore ha la neve di marzo - insiste lo spettro Etrusco . Forse non ha neppure sapore. E manna . Cade. Smette. Riprende. Fiocchi piccoli che fluttuano nell'aria secondo percorsi sbagliati , contorti. E nulla non resta a terra. Come se la stessimo immaginando questa neve.Succhiandola. Come se neppure nevicasse.
La terra la assorbe, la cancella. Impaziente. manna che si nutre del nostro passato di polvere e prepara una nuova primavera - conclude Larthia svanendo.

cangiante

 l'amore e la vita
hanno un nome cangiante
e io sono troppo distante,
perso in una pagina,
in un autunno assonnato,
dentro un fiocco di neve
o un fiore appena sbocciato.

atermico


Neve di Marzo
stamani cammino scalzo,
sulle malinconie.Perso.

martedì 9 marzo 2010

masquerade


Altrove. Deborda , pertanto, il non-canto,
una nenia, mima una scena
di estrema eloquenza: la maschera della sirena.

osserva l'Augure Pavle Harkuna


Sei  instabile
come un pensiero  che scende e sale,
- osserva l'Augure Pavle Harkuna -
come l'animale che vive nel bosco,
come tutto quel senso di squilibrio
che conosci ma non governi.

Ager Veientanus

Percorrendo la via Cassia dal centro di Roma in direzione Viterbo, poco prima dello svincolo per il G.R.A. si incrocia via di Grottarossa. Una delle sue strade traverse porta l'altisonante nome di via dei Veienti, nella zona che fu "Ager Veientanus", lungo la quale si apre un parco pubblico, detto anche "parco Papacci". Il parco, sul lato che affaccia sulla strada, conserva i resti di un sepolcro detto "dei Veienti" per il quale il sito della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma cita: "L’edificio, costruito in conglomerato cementizio con scaglie di selce e blocchi di travertino, e' del tipo ad edicola con pianta rettangolare, a piu' piani di altezza. La cella cruciforme e' in opera quadrata di tufo e coperta da una volta a botte; sulle pareti si aprono le nicchie per le deposizioni. Il paramento esterno e' stato completamente asportato.
Databile alla prima eta' imperiale ".
In effetti molto di piu' non si puo' dire, anche perche', oltre essere il rudere in stato di sostanziale abbandono, l'accesso diretto e' interdetto da un recinto di arbusti d'alloro piuttosto alto e che ne rende scarsa la già compromessa visibilità, specialmente della parte interna.

cascante


che strano,
vorrei morire
e invece sopravvivo
9
avo e pronipote di me stesso
promessa di futuro
e passato compromesso.

lunedì 8 marzo 2010

connotazione



Oggi le parole reali
Sono accalappiate
Da una nuvola di connotazioni

- osserva Luzrna –


l’alternarsi del caldo e del freddo
- osserva Luzrna –
sono i sintomi della stessa febbre.

- mi sprona Uli Krenme -


La luce è più in là del senso comune, Principe, tra la follia che ragiona
e l'impossibile che si dilegua innanzi all'audacia
- mi sprona Uli Krenme -

Novità da Nemi sul Ramo d'Oro

"Nascosto entro un albero
ombroso c'è un ramo, d'oro le foglie e la verga flessibile,
 sacro all'inferna Giunone: e tutto il bosco lo copre,
entro le oscure convalli protetto lo tengono l'ombre.
Ma non prima è concesso scendere sotto la terra
che si sia colto dall'albero l'auricomo ramo.
Strappalo via, con la mano: da solo verrà,
sarà facile se i fati ti chiamano; se no, né con forza nessuna,
né con il duro ferro piegarlo o stroncarlo potrai."
Virgilio
Eneide

Il tema centrale da cui si sviluppa Il ramo d'oro è la vicenda del Rex Nemorensis, sacerdote di Diana nel tempio di Nemi, sopravvivenza di un antico culto all'interno del contesto storico dell' antica Roma. Secondo l'interpretazione di Frazer, egli agisce sulla natura e sulla fertilità per i suoi poteri simpatici (propri della magia simpatica di sopra) e ha un ruolo sociale fondamentale per la comunità che vi circola attorno.Nella mitologia romana, era un ramo d'un albero con foglie d'oro che ha permesso all'eroe troiano Enea di viaggiare attraverso l'Aldilà in modo sicuro.
Ne hanno scoperto i resti durante gli scavi santuario religioso costruito in onore della dea Diana, nei pressi di un antico lago vulcanico del Colli Albani, 30 km a sud di Roma.
Ritengono che il recinto proteggesse un enorme cipresso o un albero di quercia che era sacro per i latini, una potente tribù che governava la regione prima della nascita dell'Impero Romano.
L'albero era al centro del mito di Enea, al quale uno spirito consigliò di cogliere un ramo di foglie d'oro per proteggere se stesso quando si avventurò nell'Ade per cercare consiglio da suo padre morto.
Enea, per potersi accingere alla sua catabasi infera, consigliato dalla Sibilla cumana, dovrà trovare un ramo d'oro che può essere colto solo da coloro che ne sono degni. Il ramo, nascosto in una fitta selva, è sacro a Proserpina, la regina degli inferi. Una volta trovato, si staccherà facilmente dalla pianta, se il Fato è favorevole alla sua discesa negli Inferi; se non lo sarà ogni sforzo sarà vano. La dea Venere, sua madre, lo aiuterà nell'impresa.
In una seconda versione della leggenda, più storicamente attendibili, i Latini credevano che simboleggiasse il potere del loro re-sacerdote.
Chiunque spezzasse un ramo, anche uno schiavo fuggitivo, avrebbe potuto sfidare il re in una lotta fino alla morte. Se il re fosse stato ucciso in battaglia, lo sfidante avrebbe assunto la sua posizione di leader della tribù. Fu Caligola a chiudere brutalmente il rituale,facendo uccidere lo schiavo e dichiarandosi lui Rex Nemorensis in eterno.
La scoperta è stata fatta nei pressi della città di Nemi da un team guidato da Filippo Coarelli, professore in pensione di archeologia all'Università di Perugia.
Dopo mesi di scavi nel terreno vulcanico, hanno portato alla luce i resti di un recinto di pietra.
Cocci di ceramica che circondano il sito ne progongono la datazione alla tarda età del bronzo, tra i secoli XIII e XII a.C.
Abbiamo trovato molti, molti pezzi di ceramica di ex voto o di natura rituale, " ha affermato il prof. Coarelli. "La posizione ci dice anche che doveva essere una struttura sacra. Abbiamo trascorso mesi di scavo, durante i quali abbiamo dovuto tagliare enormi blocchi di lava".
La recinzione in pietra si trova nel mezzo di un'area che contiene i resti di un immenso santuario dedicato a Diana, dea della caccia, insieme con i resti di terrazzamenti, fontane, cisterne e di un ninfeo.

"E' una scoperta intrigante e aggiunge elementi di prova per il fatto che si trattava di un santuario di straordinaria importanza", ha detto il Prof. Christopher Smith, il capo della British School at Rome, un istituto archeologico.
"Sappiamo che gli alberi erano coltivati in contenitori, presso i templi. I Latini si riunivano qui per il culto fino alla fondazione della repubblica romana nel 509 a.C."
La storia del ramo d'oro e di Enea, che si dice abbia viaggiato da Troia in Italia per fondare la città di Roma, è stata narrata da Virgilio nel suo poema epico, l'Eneide.
"Virgilio dice che le sibille dissero a Enea di andare negli inferi per farsi consigliare da suo padre, ma doveva prendere un ramo d'oro come una sorta di chiave per consentirgli l'accesso, " ha affermato il prof. Smith.

domenica 7 marzo 2010

ondeggiante


Dall’ondeggiante oceano, dalla folla,
viene teneramente a me una goccia,
mormorando Io ti amo.

arretrando


La strada arretra.
Come il granchio tengo gli occhi fissi
sul presente che si allontana.

essenza


Nel rumore del ponte
l'essenza  va .
Sola.

Vagante


Un monaco trappista stà leggendo .
Una pietra incisa:
Folate di maestrale

nel segno dei pesci


Oggi  l’essere è mobile, succedente,variante,  mutando e piegandosi al movimento del ritmo, l’inesauribile moto circolare del tempo, punta a incontrarsi con  l’incidenza del “momento giusto”,cosi come lo determinano i cieli.

canto nominato


Chissà se sono
 il figlio d'uno sbadiglio
 o d'un'eterna passione
7
chissà se il mio nome
è la punta d'una stella
o l'angolo acuto della ragione.

sabato 6 marzo 2010

attual mente



 RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI.

Le situazioni mutano ma le persone son le stesse:
Forse è questo il fondamento dell'essere vivi?
Le farfalle succhiano un altra foglia,
i ragni divorano un altra mosca,
e io vorrei vedere fino in fondo
ma non son altro che perversioni.
che scorgono  solo il retro delle cose.

infuocante


E’ la devastazione che mi porto dentro
a riordinare in cesti
le mie frasi.
6
Portarle all'inceneritore,
e macinarle
in rime con il fuoco.

sostiene Partni Faluske


Andare a caccia di ricordi,Principe,  non è mai un bell’affare- sostiene Partni Faluske - Qualunque cosa trovi sulla tua strada, rimane in ogni caso un nulla di fatto. Quelli belli non li puoi più catturare e quelli brutti non li puoi uccidere.

cantando


Abbiate pietà di me. Ma stavolta indietro non torno.
Mi sveglio cantando canzoni
e amo tutto il giorno.

venerdì 5 marzo 2010

tunnel


Oggi un doloroso torcicollo  mi costringe ad aggirarmi
senza meta attraverso le ore
come una puttana in un mondo
senza marciapiedi.

osserva Chime Laurina -


La soluzione prospettata dalla tecnologia
è il condizionatore, il mondo stesso pare richiederlo
è impossibile vivere senza.
- osserva Chime Laurina -

 Eppure milioni di condizionatori all’unisono
 succhiano energia, consumano l’acqua, portano alla siccità..
.morte, la morte della terra ormai inaridita.

canto malato


Come uno scaltro ladro
Stò rubando la vita
Al tempo
5
Ma il tempo,
implacabile,
mi ruba la vita


giovedì 4 marzo 2010

fisso segno


Oggi , 4 marzo Giovedi,  ho provato un vivo sentimento di me stesso, proprio come prendevo coscienza di me a cinque o sei anni. La coscienza  senza movimento.

afferma Petri Maskuna


La felicità,Principe,  è reale solo quando condivisa
 - afferma Petri Maskuna - Vero sentimento.
Muore per mancanza di giudizio.

Arnth il prescelto


Il Giovane Arnth  fece una pausa. Aveva fatto la sua strada a mezza costa lungo  i ripidi pendii della Grande montagna Cimina che sovrastava il suo villaggio. E aveva speso la metà migliore della giornata, ed  ora metteva in dubbio la sua capacità di andare fino in cima. Ma sapeva che nessun altro avrebbe potuto farlo, e doveva raggiungere la cima ad ogni costo. La sua vita dipendeva da questo. La vita del villaggio intero dipendeva da questo. Era l'uomo più forte del Suo villaggio all'epoca  e a cura della Confederazione Lucumonica era stato scelto per svolgere questo Compito Apparentemente da Superuomo di Raggiungere la cima della Montagna Grande. Ha dovuto arrivare. Ha dovuto. Ha dovuto.
E 'stato un anno negativo per il paese. Le piogge che avevano procurato fertilità per anni erano scomparse , E non vi era stato nemmeno un accenno di una nuvola. Gli abitanti del villaggio avevano sempre vissuto all'ombra della montagna, e le dolci colline circondate in tutte le altre Direzioni. Erano circondati da tutte le direzioni, e vissuto fuori della terra desolata esterna . Mentre  quando alcuni di quelli più temerari si avventuravano  nella selva sulle prime pendici delle colline per la caccia, i Capi Lucumoni ammonivano. Selve Cimine Tabù erano, perché  piene di bestie feroci. Regno di dei sconosciuti. E gli abitanti del villaggio avevano, così vissuto separati dal mondo esterno da quando la nonna più antica tra i quali uno riusciva a ricordare. Gli dei della pioggia avevano sempre un sorriso su di loro, e il raccolto era  stato buono . Ma quest'anno  bruciava ogni cosa. Dominava lo stato  di sesso maschile. Veramente maschile. Vero maschio veramente.
Così come le riserve di cibo buttato, e le riserve idriche asciugate, si sono recati alla nonna più antica del paese, che  ha dettato loro Il racconto che era stato raccontato dalla nonna, e da sua nonna, e così via e così via. E lei disse: "Questa storia mi è stato detta da mia nonna, che, se mai ha smesso di piovere, e la fame e la morte ci guardava in faccia, la risposta ai nostri problemi sarebbero trovati nella parte superiore della Montagna Grande. Ci vive una vecchio uomo che può far  piovere lontano. "La Montagna Grande Cimina era venerata da tutti gli abitanti del villaggio per l'ombra della sua Presenza benevola. Era sacra, E nessuno era stato a scalare le sue pendici. Ma ora qualcuno doveva. E dopo un lungo Dibattito e un sacco di discussioni, l'uomo più forte è Stato scelto per scalare la montagna e Trovare la risposta.Così  Arnth,  il  campione della salita , si arrampicò fino alla fine della  Montagna,  si alzò sul   picco e cadde  al di là in esaurimento. Le labbra secche e annerito dalla mancanza di acqua, la sua pelle screpolata Dalla furia del sole di mezzogiorno, si trascinò lentamente in avanti, e vide la bocca di una caverna. Egli entro e ascolto una voce.

oracolo riuscito



la coscienza del pericolo
rende possibile
la riuscita

4

Prendere una decisione
esaminando
i segni favorevoli

mercoledì 3 marzo 2010

mille alberi morti



Hanno abbattuto  mille alberi a Migliarino...
Ancora ieri il vento, il sole, gli uccelli
l’accarezzavano benignamente.
Erano felici? Erano vecchi? O giovani?
Comunque erano candidi,  eretti
con una chiara vocazione di cielo
e un alto futuro di stelle.
Stasera giacciono  come bambini
esiliati dalla loro culla, spezzate
le tenere gambe, affondati
il capo, sparso per terra e triste,
disfatti in foglie
e in pianto ancora verde, in pianto.
Questa notte il bambino uscirà
 dal corpo maturo di Wasco ,
quando nessuno potrà vedere,
quando sarà solo,
a chiudergli gli occhi  ai suoi  alberi
e a cantargli
quella canzone che ancora ieri il vento
passando sussurrava.

implora Massi Bofurste


il vostro unico dio,
 ti prego,
mi implora Massi Bofurste
 non avendo alcuna
 complessità concettuale al suo interno,
direi
che si è esaurito, 
 e comunque a furia di parlarne
 mi è venuto a noia.

alti ideali



Da questo canto
Scaturiscono poche idee.
Però confuse

arepo


incessanti giorni
consumano mesi
annientano anni

sorride Calunte Vanteliu


Potevi passare - sorride Calunte  Vanteliu .
e invece hai detto basta:
così non sei passata,
così tu sei rimasta.

fine inverno


Collerici istinti
tinti di rosso e viola,
le farfalle fanno la spola
3
tra l'inverno e l'inferno
che spunta
dalla primavera.