giovedì 3 dicembre 2009

incantesimo della libellula




La libellula, la creatura del vento, simboleggia l'illusione e il cambiamento.

Le sue ali cangianti ci ricordano tempi e mondi magici, rendendoci coscienti del fatto che la realtà di questo mondo è solo un'apparenza.
Il suo insegnamento ci dice che niente è in realtà come ci appare e che dobbiamo sforzarci di liberarci dalle illusioni dei nostri sensi.
Inoltre essa fa da tramite per portarci messaggi degli elementali e degli spiriti del mondo vegetale.
Quando desidero effettuare dei cambiamenti importanti, ovunque mi trovo, evoco l'energia della libellula

vuoto spazio



Immagino d'essere un bimbo che, sdraiato sulla schiena con lo sguardo rivolto al cielo senza nuvole, faccia bolle di sapone con un anello di plastica. Non appena la bolla si stacca, l'osservo mentre s'innalza nel cielo, e così facendo sposto l'attenzione dalla bolla al cielo. Mentre osservo la bolla, questa scoppia, ma l'attenzione per un attimo rimane là dove c'era la bolla. Ecco, in quell'attimo la mia  consapevolezza si posa nello spazio vuoto.


voleremo via






e senza fame
e senza sete
e senza ali
 e senza rete
voleremo via..

ghigna Calu -



Siete  tra l'ecologia dell'attenzione
 e la strategia della disattenzione
 - ghigna Calu -


hubbardyng


downshifting


L'ho saputo tre minuti fa. Si chiama downshifting, il cambiamento volontario e a lungo termine del proprio stile di vita, che porta verso una ragionata "decrescita". Lavorare meno, guadagnare meno e consumare meno. Altri la chiamano "semplicità volontaria", vivere con poco ma meglio, in maniera più consapevole, preferendo la qualità. La questione non è rallentare, ma scegliere un ritmo di vita che privilegi le relazioni umane e la gentilezza. Riappropriarsi della capacità di elaborare una strategia, di pensare prima di agire, di costruire il proprio futuro. Se abbiamo una passione, l'ozio è l'anticamera della creatività. Lo applico da tre milioni di anni luce.

mare d'inverno



 Hai visto Sepu -
 alcuni gestori di stabilimenti balneari, d'inverno,
chiudono gli accessi al mare alle persone

A volte succede che ci pensa il mare,
 d'inverno, a riaprirli.
- gli risponde Aisna

mai più

 

Attacchino i demoni, colpiscano forte, si arrochino la voce per l'urlare sanguigno,
si sbraccino, si insultino, si picchino e picchino più forte che possono.
Attacchino i demoni, scagliandosi dal mio profondo, gettandosi planando sulla mia testa ancora affatto canuta, perché non è la mia età, né la tua che richiama, rimbomba, risuona, rintocca, rinuncia.
Attaccate dunque, provateci se ne avete la forza, ma sappiate bestie, sappiate che ben altro che me solo, troverete ad accogliervi adesso.
Ben altro che il povero uomo che ero, la larva che avete incontrato a suo tempo.
Stavolta sbatterete il muso, bestie, contro il muro del riso, che si erge e vi frantuma, e vi lascia ululanti e feroci senza alcuna fortuna.
Ché la fortuna è mia amica e per voi non ce ne sarà più. Mai.



avvolte



Certo non canto bene, o sarei cantante;
scrivo, mi arrangio, arranco e roll, guardo, a volte vedo.
 Non uso, mi adopero il più delle volte.

pentagramma -


a cura Accademia Etrusca di Bibbona

 

La stella a cinque punte o pentagramma è uno dei piu’ vecchi segni del mondo. Rappresenta, al di là dei vari significati, la magia stessa, il dominio dello spirito sopra i quattro elementi della creazione.

Il cerchio che la include, essendo senza fine e senza inizio, rappresenta l’infinito e l’eternità. Un altro significato del pentagramma è che contiene una rudimentale figura umana come se fosse in piedi con gambe e braccia aperte. Quindi il pentagramma nel circolo è il simbolo della natura umana in relazione con l’infinito.
La figura a otto braccia nel centro del pentagramma rappresenta le otto celebrazioni rituali dell’anno stregonesco, quattro Grandi Sabba e quattro Sabba Minori. Il numero otto di questo simbolo piu’ il numero cinque del pentagramma fanno tredici il numero della congrega delle streghe.
Le tre X attorno al pentagramma rappresentano i tre gradi delle cerimonie iniziatiche “due sopra e uno sotto”, due sopra la vita e uno sotto.
Le due S rappresentano l’antico simbolo dei serpenti gemelli, le forze positive e negative, yang e yin, maschile e femminile, che sottintendono a tutte le manifestazioni.I simboli sulle tre punte superiori del pentagramma sono le due fasi crescente e decrescente della luna e al centro la luna piena. Assieme rappresentano la primordiale dea della natura, spesso raffigurata in triplice forma come ninfa, madre e vegliarda, le tre fasi della luna.
I due simboli sulle due punte inferiori del pentagramma rappresentano i due aspetti dell’antico dio delle streghe. Essi sono convenzionalmente disegnati come testa cornuta e teschio con le ossa incrociate. Il primo segno rappresenta il dio con le corna simbolo di vita e fertilità, l’ultimo il dio della morte e dell’Oltre.
 Naturalmente non sono in molti a conoscere il significato della stella a cinque punte, ma preparatevi alle domande!




Uno dei simboli più importanti nella magia è la stella Pitagorica, o pentacolo, o pentalfa. Si tratta di una stella formata dalla congiunzione delle diagonali di un pentagono regolare. Nella sua forma originaria è inscritto in un pentagono,a sua volta inscritto in un cerchio.
Nonostante il Pentagramma sia spesso considerato il simbolo demoniaco per eccellenza, abbraccia significati molto diversi a seconda del verso in cui viene disegnato.
Il pentagramma era un simbolo già usato nel Pitagorismo, ed anzi sembra che fu proprio Pitagora a idearlo. Pitagora era attratto dalle proporzioni che intercorrono tra una diagonale della stella e il lato del pentagono in cui essa è inscritta, che segue il rapporto aureo. In realtà ogni segmento sviluppa il rapporto aureo con altri segmenti che il disegno individua.
Molto spesso veniva rappresentato una seconda stella all’ interno del piccolo pentagono inquadrato dai segmenti interni della stella. E’ infatti sempre possibile tracciare una stella pitagorica più piccola al centro di una stella pitagorica, in un movimento teoricamente infinito. I cinque vertici rappresentano l’ equilibrio dell’ universo sensibile. Secondo la filosofia pitagorica la base dell’ universo è il numero 10 che è base della numerazione, di cui il cinque è la metà, ed il pentacolo individua 5 vertici esterni e cinque vertici interni. Ma sempre secondo Pitagora il numero che rappresenta il cosmo è il 4. Il cinque invece rappresenta il microcosmo, cioè il cosmo che l’ uomo è in grado di esperire. Per questo motivo il pentacolo era usato come simbolo di salute dai pitagorici, in quanto pone l’ uomo come misura delle cose.
Negli usi druidici il pentacolo veniva disegnato libero ( non iscritto al cerchio o al pentagono), con i lati che si accavallano tra loro intrecciandosi. Quest tipo di pentacolo viene usato ancora adesso da alcuni circoli di streghe, come le wicca.




Nel medioevo il pentacolo veniva usato molto spesso come simbolo da utilizzare nei rituali, e veniva spessopotenziato da altri simboli. Poteva essere usato per il rituale del pentagramma, ( evocazioni) se disegnato a partire dalla punta verso il vertice inferiore sinistro, senza mai staccare il pennello dal foglio, o per i rituali magici se disegnato a partire dalla punta fino al vertice in basso a destra.
Nel medioevo il pentacolo prese il nome di “ Piede dei Druidi” perché poteva essere usato per scacciare le streghe. Anche
Nel medioevo si intendeva il pentagramma come l’ unione dei quattro elementi e del principio spirituale, cioè il principio alla base della vita non materiale.



Orione alla stazione








Se un giorno vorrai parlarmi
i tuoi occhi spaccheranno
il telefono
irromperanno qui
e nuovamente
mi narreranno Orione.

mercoledì 2 dicembre 2009


Sì, io sono cresciuta amata in uno spazio con neon
dove una donna sola era china
su pentole che sapevano di sugo lento
al burro fuso e questa felicità dolciastra
senza uomini, senza occhi, lentissima
immutabile al destino, in attesa di nessun altro
che della morte, quella che stava attaccata ai muri
eppure riempiva di mistero, quasi estasi, silenzio
ritmo e attenzione. Tranne all’inevitabile, che mai vediamo.

temperanza



a cura del'Accademia Etrusca di Bibbona

Il Tarocco numero 14 La Temperanza è astrologicamente assegnato al segno d'Aria e futuribile dell'Acquario. Un’angelica figura alata versa il liquido da un vaso tenuto con la mano sinistra in un altro tenuto con la mano destra a una certa distanza del primo quasi come in un gioco da giocoliere. Sul capo c’è un emblema circolare unico o plurimo con piccoli cerchi contigui. Alcune piante isolate crescono al suolo attorno alla figura. Nulla deve essere stagnante. C’è un flusso continuo per mantenere la vita. La vita priva di movimento e cambiamento diventa sclerosi e morte. Al centro della fronte c’è un fiore rosso a cinque petali (la quintessenza). L’acqua viene da un’anfora di argento che simboleggia il mondo ricettivo, yin, lunare, immaginativo, per trasfonderlo in un’anfora d’oro, yang, mondo solare, ragione, la coscienza. Questa è l’acqua di vita che viene infusa nell’uomo affinché possa giungere al suo destino.
 Le due anfore, simboleggiano, quindi, la vita; il vaso che sta in basso, quello che riceve il liquido prezioso, è l’essere umano pieno di fede pronto a ricevere la luce dello Spirito che proviene dall’alto e lo inonda. Il gesto dalla mano sinistra a mano destra forma un arco, simbolo di ponte di unione. Sulla fronte c’è il terzo occhio. Questa lama è fondamentale perché inspirerà tutte le azioni seguenti. Siamo in presenza di un essere alato attraverso il quale si pratica il giusto equilibrio. Qui si deve creare la grande opera alchemica, riconciliando gli opposti.


 La temperanza è anche, quindi, il grande alchimista che inizia la grande opera. L’acqua purifica. Ne deriva il carattere sacro dell’acqua ed il suo ruolo nelle purificazioni iniziatiche. L’acqua ha un flusso serpentiforme e evoca il simbolo della kundalini e dell’ouroboros serpente che si autofeconda e si morde la coda in un movimento infinito. Anche i capelli azzurri introducono il concetto di un’evoluzione verso uno stato superiore. Il vestito è giallo e conferma l’aspetto solare. Temperanza significa moderazione in tutte le cose ed equilibrio come nel temperare una lama di acciaio, ma anche il continuo fluire della vita, il rinascere dopo la morte iniziatica e continuare a rivivere. Uomo d’esperienza e di studi, il nostro saggio si tiene lontano dalle suggestioni subite dalle folle; cerca la verità senza fretta, limitando il campo delle esplorazioni, poiché è ansioso di mantenersi nello stretto dominio del sapere umano. La sua riservatezza, attraverso la Temperanza, si traduce in moderazione. L’adepto che si è bagnato nel fluido travasato dall’Angelo solare non è più pervaso dalla febbre che assilla i comuni mortali. Morto alle ambizioni meschine, alle passioni egoistiche, indifferente alle miserie che lo minacciano, vive sereno nella dolce saggezza, indulgente alle debolezze altrui.

the boss



Quando fù creato il corpo umano, tutti gli organi si presentarono, per diventarne il capo.

Disse il cervello: " Io sono il cervello e trasmetto gli ordini a tutto il corpo e quindi è giusto che io né sia il capo naturale. "
Lo stomaco disse: " Io trasformo in energia tutti i cibi è quindi naturale che diventi io il capo. "
Le gambe dissero: " Noi esprimiamo l'energia e facciamo muovere il corpo, quindi non puo' esserci altro capo che noi stesse. "
E così via, tutti gli organi uno dopo l'altro, proposero la loro idea più o meno valida, per candidarsi a diventare il capo.
Quando toccò al buco del culo, tutti scoppiarono in una sonora risata !!!
Il buco del culo, che era molto permaloso, come sua natura, si mise in sciopero e non espletò più il suo dovere....
In poco tempo tutto il corpo cominciò a stare male...
Il cervello divenne febbricitante, lo stomaco ebbe i crampi e le gambe divennero immobili.
Così, prima di giungere a morte certa, tutti gli organi di comune accordo, decisero che il Buco del Culo sarebbe stato nominato loro capo !

Morale della favola :
" Non c'è bisogno di essere un genio per fare il capo.
Non è importante dimostrare di essere energici, per fare il capo.
Non è importante sapere come muoversi nell'ambiente, per fare il capo.
Quello che conta in realtà, è sapere fare lo stronzo......."

Huntie Farnia



Se mantieni la calma mentre tutti intorno a te hanno perso la testa - mi spiega Huntie Farnia - probabilmente non hai capito qual è il problema !


Remante



Due remi ha la barca:
uno mi piacerebbe spaccartelo in testa,
con l'altro vorrei fare fulcro sul mondo
e saltare verso l'infinito.

canto vagante


Io per mia fortuna me ne son sempre fregato .
Non facevo i compiti, non ho quasi mai studiato.
 Ascoltavo dischi, mi tenevo informato.

Pulzella Gaia




Questa è una leggenda che parla di cavalieri, incantesimi e soprattutto di anguane: creature appartenenti al folklore alpino, in particolar modo del Triveneto. Chiamate anche acquane, potrebbero essere imparentate con Adgana, la dea celtica dell'acqua; oppure, il loro nome potrebbe collegarsi al serpente, in latino anguis.


Una di esse, infatti, è protagonista di un'antica leggenda veneta scritta nel Quattrocento, ma diffusa oralmente già dal Trecento: La pulzella Gaia.
Tutto cominciò quando il Cavalier Galvano scommise con Traiano su chi riuscisse a portare la preda più bella. Il giovane non ebbe dubbi quando vide, nei pressi di un lago, un’enorme serpe acquatica coperta da squame. L’assalì, ma proprio quando stava per pugnalarla ecco che si trasformò in una fanciulla bellissima: Gaia, figlia della fata Morgana. Era un’anguana e aveva il potere di trasformarsi in serpe.

“Se mi risparmi ti dono tutte le ricchezze che vuoi.” Gli disse.

Galvano rispose:

“Non me ne faccio niente delle ricchezze, ti risparmio se mi doni il tuo amore.”

Lei accettò, ma a patto di non rivelare a nessuno la loro relazione. Galvano promise. Gli altri cavalieri e la gelosa regina Ginevra, però, si insospettirono; volevano sapere chi andava ad incontrare di nascosto e al suo ennesimo rifiuto lo condannarono al patibolo.

Poco prima dell’esecuzione Gaia si presentò davanti a tutti e, sfidando le leggi della sua famiglia, svelò il loro legame. Il coraggio di entrambi fu premiato, Galvano fu risparmiato e per una volta un uomo e una creatura fatata riuscirono ad avere una vita felice insieme.



prosegue Vant








Un Ragno,
che tesse il filo della tua vita,
districa la tela
di questo momento.



sorride Vant



Che non importa
 quanto sia buona una persona - sorride Vant -
 ogni tanto ti ferirà.

E per questo,
bisognerà che tu la perdoni.

martedì 1 dicembre 2009

sconosciuta marziana



stancami e parlami poi
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
e poi
perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te

Descrizione di una malattia



Ve lo spiego. Arriva cosi. Sulle prime, non ci si fa un gran caso. Può capitare, per esempio, di trovarsi appoggiati contro un muretto alle quattro del pomeriggio quando, da un portico o da un cumulo di rifiuti, inizia ad allungarsi un'ombra affilata e strana; l'ombra (ma di solito lo si nota quando è troppo tardi) non è proiettata da alcun oggetto; si potrebbe chiamarla un'ombra orfana, non fosse che in realtà si tratta di un curioso parassita.

In modo un po' inatteso, questa forma allungata, che sporge dalle ombre delle case come l'ombra di un pinnacolo, vi fa venire in mente città esotiche, come se la piazza del vostro paese si fosse trasformata in un cortile di Istanbul o Baghdad.
La forma dell'ombra non è stabile, e fino alla fine non smetterà di affascinarvi. Questo fascino è il nocciolo del tranello in cui state cadendo.

Mentre vi perdete dietro a sogni di bazar e mercanti di stoffe, di spezie, di vecchie pergamene, di cammelli, di distese infinite di sabbia, l'ombra, spontandosi in modo impercettibile, si allunga fino a staccarsi dalle altre ombre e rimanere sola in mezzo alla piazza, come se ora non appartenesse più a un pinnacolo, ma una nuvola o, meglio ancora, a un drago: e così ora guardate in cielo e, anche se in cielo non c'è niente, iniziate a borbottare sottovoce una favola.

Lenta com'è, sarebbe davvero facile allontanarsi dall'ombra; ma anche questa facilità di fuga fa parte dell'inganno: troppo fiduciosi nella vostra velocità, vi potrà accadere di tardare troppo, prima di scendere dal muretto ed andarvene; e poi è così bello stare fermi a fissare le ombre, pensando a Istanbul e ai draghi!

A questo punto, si viene colti da una profonda sonnolenza e da un'insolito torpore nelle giunture dei ginocchi; è come quando si ha la febbre, ma la sensazione non è priva di una certa dolcezza. Quando finalmente abbassate di nuovo gli occhi, l'ombra si è ormai accoccolata ai vostri piedi.

Lady Godiva



Chi poteva essere questa fanciulla che con aria ispirata cavalca coperta solo dai suoi bellissimi capelli biondi?

Godiva nacque intorno all'anno 1000 e fu moglie del nobile Leofrico di Coventry. Secondo la leggenda, chiese al marito di togliere le tasse che stavano vessando la popolazione di Coventry, ma lui la schernì dicendo che l'avrebbe fatto solo se avesse cavalcato nuda attraverso le vie della città.

Ebbene, la bella sposa lo prese alla lettera!

Come accadde per The lady of Shalott, la leggenda ispirò i pittori Preraffaelliti.


Lady Godiva, John Collier (1898 ca.)

Il quadro è ambientato lungo le strade della città. Potrebbe sembrare strano che le strade siano deserte, mentre magari ci si aspetterebbe di vederle gremite di giovanotti intenti a godersi lo spettacolo
Il dipinto, infatti, si riferisce ad una versione successiva della leggenda, diventata poi la più popolare: la cittadinanza aveva ricevuto l'ordine di non guardare la dama nuda, nemmeno attraverso porte o finestre. Il giovane Peeping Tom, però, la spiò dalla finestra e ne rimase così folgorato da diventare cieco! In effetti Peeping Tom vuol dire pressappoco Tom lo spione e nella cultura inglese è diventato il modo per dire "guardone"!

In ogni caso, alla fine della leggenda Leofrico di Coventry cedette alla richiesta dell'ardimentosa moglie .

Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi..



Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare!

uno come altro



Uno per uno è uguale a uno
Ne consegue che in due sei comunque solo
Ne consegue che in due sei una cosa sola con l'altro
Ne consegue che l'altro è solo come te.








conclude Larisa Hapsnei


La speranza non è la convinzione
che qualcosa andrà a buon fine ,Principe,

ma la certezza che quel qualcosa abbia un senso
indipendentemente da come andrà a finire
- conclude Larisa Hapsnei volando via

Larisa insiste

Mi chiedi perché io viva nelle montagne azzurre. Sorrido e non rispondo, il cuore tranquillo.
i fiori di pesco se ne vanno lontano, galleggiando leggeri sul torrente.
È un altro mondo, diverso da quello degli uomini.

Larisa Hapsnei



E' durante le ore che affronti il tuo tempo, - mi conferma Larisa Hapsnei -  lo vedi nascere e crescere. Nel tempo delle ore conosci la tua vita e quella degli altri, le ami, le detesti, le lasci andare.

papessa rovesciata






Un giorno vai per strada,
un gatto ti vede e,
 se gli piaci,ti adotta.

Da allora percorrerete insieme
 un tratto relativamente breve di esistenza.

lunedì 30 novembre 2009

einstein diceva


Ho visto un graffito stamattina
nel quale Einstein  diceva:
ci sono due giorni a cui non penso mai,
 ieri e domani!

Kaines Ramthai -


Grandi menti  parlano di idee,
- mi sussurra Kaines Ramthai -
menti mediocri parlano di fatti,
menti piccole parlano di persone.

terra straniera





C'è una bambina che passeggia in mezzo al bosco con la mamma da poco separata e il fratello maggiore. Cammina cammina, a un certo punto, stanca dei continui battibecchi fra i due, si apparta un momento fra gli alberi per fare pipì in santa pace. Terminata la bisogna, anzi il bisognino, decide d’imboccare una scorciatoia: “Li raggiungerà subito”, pensate. Errore! Mai lasciare il sentiero battuto, quando si hanno solo nove anni e ci si chiama Cappuccetto Rosso !

spettri


sono
relegato qui, inerme testimone di un mondo stanco e lontano dalla conoscenza, il druida impiccato, il guerriero dal rutilo pelo legato ad una pianta e trafitto da lance, infanti e donne affogati nell'acquitrino e avvolti dai miasmi della decomposizione ... che cosa è tutto ciò?
Che rimane della brughiera ormai?
la guardo e percepisco spettri ...
alcuni tristi e mesti,
i tramiti col mondo dei morti ...

Accademia Etrusca di Bibbona prosegue


banchetto all'Accademia Etrusca di Bibbona


Le genti etrusche e quelle fenicio-puniche si incontrarono sul mare e condivisero per secoli l'avventura dell'espansione commerciale verso gli empori più lontani, alla ricerca delle materie prime e della ricchezza. Si fondarono empori, colonie, santuari, si definirono trattati e sfere d'influenza, si trasportarono da una sponda all'altra beni di sussistenza e di lusso, culture e tradizioni.


Come ampiamente documentato dagli scavi eseguiti a partire dal 1956, nell'area del santuario etrusco di Pyrgi, antico porto di Cerveteri, viveva una consistente comunità punica, dedita agli scambi commerciali tra il mondo etrusco e quello cartaginese. Il "re su Caere" Thefarie Velianas, ricordato nelle tre famose lamine d'oro rinvenute nell'area sacra C, dedicò un tempio ad Uni, la Giunone etrusca, "gemellata" nello stesso luogo di culto con la fenicia Astarte. L'antica alleanza esistita fin dall'epoca arcaica tra gli Etruschi di Cerveteri-Pyrgi ed i Cartaginesi, ha lasciato sul piano archeologico alcune tra le tracce più significative della presenza punica nell'Italia tirrenica.


La mostra, primo spunto di ricerca ed approfondimento, illustra il rapporto esistito tra queste due importanti civiltà antiche e il Mare Mediterraneo, negli aspetti della dinamica storica ma anche e soprattutto della quotidianità dell'esistenza umana "sul mare e per il mare", con particolare riferimento alle fonti letterarie, storiche ed archeologiche: le testimonianze degli antichi traffici, le rotte commerciali, le navi, la navigazione e le grandi esplorazioni oceaniche saranno alcuni dei temi trattati nell'esposizione.


Gli Etruschi, che già secondo gli autori antichi dominarono su quasi tutta l'Italia e furono veri e propri signori del mare, controllarono gran parte del Tirreno e si spinsero ben oltre, nell'Egeo e forse anche nel grande Oceano al di là delle Colonne d'Ercole. Costruirono navi veloci con cui praticare l'arte aristocratica della pirateria ma anche grandi navi onerarie per trasportare i loro prodotti fino in Africa, in Grecia, in Asia Minore, nella Gallia meridionale. Una civiltà che deve molta della sua fortuna al mare, crocevia, ieri come oggi, di idee, cultura, interessi commerciali e politici.


I Fenici e i loro continuatori in occidente, i Cartaginesi, appartengono ad una civiltà ancora poco nota al grande pubblico, che tuttavia ha segnato per oltre un millennio la storia del Mondo antico e ha lasciato un'impronta forte nella nostra stessa cultura. Anch'essi grandi navigatori colonizzarono le sponde e molte isole del Mediterraneo, furono i primi a circumnavigare il continente africano e, usciti dallo stretto di Gibilterra, a navigare in pieno Oceano Atlantico, fondando città sulle coste africane e raggiungendo le Isole Azzorre per arrivare, forse prima di Colombo, addirittura in America.

Accademia Etrusca di Bibbona informa


danzatrice Accademia Etrusca di Bibbona


Etruschi e Fenici sul mare.
Da Pyrgi a Cartagine

Dal 12 novembre al 13 dicembre 2009, a Roma , presso il Complesso del Vittoriano
 La mostra, con ingresso gratuito, è stata promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, curata dal Museo del Mare e della Navigazione Antica della Città di Santa Marinella in collaborazione con il Centro Studi Marittimi del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (Onlus).L'esposizione punta a divulgare scientificamente la conoscenza di un aspetto molto importante di due antiche civiltà che si affacciarono sul Mediterraneo prima di Roma, un tema affascinante ancora poco noto al grande pubblico: "La vita sul mare e per il mare". Il tutto con particolare riferimento con particolare riferimento alle fonti letterarie, storiche ed archeologiche: le testimonianze degli antichi traffici, le rotte commerciali, le navi, la navigazione e le grandi esplorazioni oceaniche alcuni dei temi rappresentati in mostra.

Attraverso pannelli illustrativi, plastici e modelli ricostruttivi, anche in scala reale, di oggetti e ambienti, l'esposizione ripropone dunque la vita sul Mediterraneo e la normalità dell'esistenza quotidiana degli Etruschi e dei Fenici.Alla mostra è collegato un programma di 8 pubbliche conferenze scientifico-divulgative sui temi della mostra, della nautica, dei commerci e delle esplorazioni degli antichi nel Mediterraneo che si svolgeranno presso la sala conferenze del Vittoriano.Su appositi schermi presenti nell'ambito della mostra sono previste a ciclo continuo proiezioni di video scientifico-divulgativi sui temi del mare e delle ricerche collegate


1. Il Museo del Mare e della Navigazione Antica – di Paul Sassine (Iterconficere)
2. Panta Rei – di Nicoletta Retico (Studio Blu Production)
3. Il contributo dell'archeologia subacquea alla conoscenza del mondo antico: filmati, immagini e testimonianze – di Mario Mazzoli (A.S.S.O)
4. Il Respiro del Mare – di Fabrizio Antonioli (ENEA)
5. Santa Severa tra leggenda e realtà storica – di Massimo D'Alessandro (Studio Blu Production)
6. Gli Etruschi da valorizzare – di Alessandro Barelli (Historia)
7. Etruschi e Fenici sul Mare – video del Museo del Mare

SONO PRESENTI E COLLABORANO ALLA MOSTRA
L'Itinerario Culturale del Consiglio D'Europa "La Rotta dei Fenici"
L'Associazione per la Valorizzazione dei Beni Culturali d'Italia "Historia"
L'Associazione Archeologia, Subacquea, Speleologia, Organizzazione (A.S.S.O)
L'Associazione per la divulgazione scientifica dei beni culturali "Iter Conficere"
La Società di servizi Archeodromo
La Libreria Internazionale del Mare
Il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (ONLUS) - Volontari per i Beni Culturali
Il Centro Studi Marittimi del Museo del Mare e della Navigazione Antica

hombres


L’uomo cammina
 sotto il lampione
La sua ombra lo segue
Poi lo affianca,
poi lo precede
Come la nebbia nel sogno,
È davanti a lui
intorno a lui
 e infine dentro.

chiavi




 La verità esoterica,Principe,
 è un flusso energetico
che si respira a occhi chiusi.

30 novembre



pezzi di novembre 
 mi rimasero addosso,
oblio
e colossi intervallati da sogni.

domenica 29 novembre 2009

etruscan psichic


essi ( gli Etruschi )  sono convinti non già che le cose abbiano un significato in quanto avvengono,
ma piuttosto che avvengono
perché debbono avere un significato




Tectite oro




Se avete un pò di pazienza Vi racconto di una pietra speciale. Si chiama Tectite oro, chiamata anche Silica Glass.Nel deserto libico sono state ritrovate delle pietre vetrose dai morbidi colori bruno-dorati per le quali si pensa a una origine simile a quella della Moldavite, che vengono perciò classificate come tectiti.
Sono pietre molto rare, perfino più rare della Moldavite, anche se si trovano a volte in misure molto più grandi.
La teoria più accreditata dice che questo minerale si è formato circa 28,5 milioni di anni fa e sembra sia stato "creato" da una cometa o da un meteorite.Fino ad oggi non è stato trovato il cratere d'impatto,per cui si ritiene che il corpo celeste,entrato nell'atmosfera terrestre ad una
velocità elevatissima,esplose ad una altezza di 10-12 chilometri dalla superficie del deserto.
L'area venne investita da temperature elevatissime che provocarono la fusione del quarzo contenuto nella sabbia e ,forse,lo portarono all'ebollizione.
Il successivo e lento raffreddamento determinò la trasparenza del Silica Glass.
E' stata trovata negli anni 20/30, ma era ben conosciuta dagli antichi egizi.

Rube  Simplu riporta che queste pietre emettono una energia pulsante simile a quella della Moldavite e della tectite Tibetana, tuttavia alcune frequenze sono decisamente solo sue.
La Tectite Oro ha una maggiore capacità di radicamento e inoltre risuona con l'energia del plesso solare. E' dunque una pietra adatta a incrementare il potere personale. Questa pietra sembra donare la capacità di estrarre le proprie risorse nascoste quando le si usi per manifestare nel mondo fisico i propri sogni e i desideri.
Queste pietre erano tenute in grande considerazione presso gli antichi, in particolare in Egitto. Nella tomba di Tutankhamon è stato rinvenuto un pettorale che è descritto come sede di poteri soprannaturali, in grado di conferirli a chi lo avrebbe indossato. Lo scarabeo al centro è stato ricavato da un grosso pezzo di Tectite Oro libica
Questa pietra risuona immediatatamente con il chakra della corona, preparandoci alla ricezione di informazioni da guide superiori, angeli e maestri.
Quando la sua frequenza entra nel campo energetico apre progressivamente tutti i chakra, energizzandoli ed espandendoli a turno fino a quando l'intero corpo diviene un condotto della sua energia. Dopodiché favorisce la manifestazione di tale energia nel reale per mezzo dell'azione in sintonia con la Volontà Divina.
Inoltre la Tectite Oro stimolerà il plesso solare per ottenere il rilascio di vecchi attaccamenti emozionali o di scambi di potere che non sono più vantaggiosi per il proprio "bene superiore"-
Rinforza la volontà, la capacità creativa e il potere di manifestazione.


Per chi lavora al recupero di antiche conoscenze questa pietra rappresenta un potente strumento di accesso alla memoria akaschica. La Tectite Oro può assistere chi desidera ricostruire la storia dei legami tra le prime civiltà egizie e le entità extraterrestri. Essa ci può connettere alle vibrazioni di Iside e Osiride, le mitiche figure che, si dice abbiano dato una propulsione notevole all'evoluzione della razza umana.
Anche l'energia del sistema stellare di Sirio sembra essere connessa con queste pietre. Quelli che desiderano compiere viaggi interdimensionali in quel luogo, o in altri regni a vibrazione elevata, possono usare questa pietra per entrare nel "fascio" giusto.-
La Tectite Oro risulta essere una ottima pietra da meditazione e per cerimonie speciali.