Capitolo 1
Era seduta sul greto del fiume Nilo come una contadina qualsiasi. I piedi immersi nell'acqua, le braccia affusolate nude, assorbiva il sole di un freddo giorno invernale. I suoi pensieri vagavano in mille direzioni.
La sua vita era giunta a una svolta, non per sua scelta né per la situazione: aveva dovuto reagire.
Le donne odiano quel tipo di compulsione, quando si trovano ad agire in modo innaturale, contro i normali tempi e ritmi della vita, ma agiscono lo stesso, con efficienza, spesso senza possibilità di ritorno.
Per tutto l'arco del suo regno, la sua vita era stata in pericolo ogni giorno, protesa in ogni istante della sua azione di governo contro lo status quo del mondo. Dopo anni di lenta reazione contro il Potere del Sole, l'equilibro delle forze si era rovesciato.
Aveva donato alla dinastia sei figlie. Con la nascita della terza, pensava a un potere di sole donne: senza padri né mariti né figli maschi. Generò altre tre figlie e nemmeno nel suo intimo più segreto sapeva chi fossero i loro padri. Semplicemente, rifiutava di saperlo.
Oggi non si curava più del passare dei giorni. La sua vita era stata ricca e appagante; non nutriva più speranze né aspettative.
Il suo futuro sarebbe stato un ininterrotto sforzo a non lasciarsi andare. Una vita senza un erede maschio su cui contare, ma con molti uomini da temere. Un'altra anomalia da sommare alle tante del suo destino.
Tutti i giorni, nel bagliore dei fiammeggianti tramonti sul Nilo, sulla sabbia accesa dai riverberi dorati, il destino le comunicava il suo semplice messaggio: ho vissuto un altro giorno nella verità della bellezza e nell'eresia.
La sua bellezza era una combinazione della verità interiore e del potere esteriore del Sole. Tutto il resto era finzione.
Era seduta sul greto del fiume Nilo come una contadina qualsiasi. I piedi immersi nell'acqua, le braccia affusolate nude, assorbiva il sole di un freddo giorno invernale. I suoi pensieri vagavano in mille direzioni.
La sua vita era giunta a una svolta, non per sua scelta né per la situazione: aveva dovuto reagire.
Le donne odiano quel tipo di compulsione, quando si trovano ad agire in modo innaturale, contro i normali tempi e ritmi della vita, ma agiscono lo stesso, con efficienza, spesso senza possibilità di ritorno.
Per tutto l'arco del suo regno, la sua vita era stata in pericolo ogni giorno, protesa in ogni istante della sua azione di governo contro lo status quo del mondo. Dopo anni di lenta reazione contro il Potere del Sole, l'equilibro delle forze si era rovesciato.
Aveva donato alla dinastia sei figlie. Con la nascita della terza, pensava a un potere di sole donne: senza padri né mariti né figli maschi. Generò altre tre figlie e nemmeno nel suo intimo più segreto sapeva chi fossero i loro padri. Semplicemente, rifiutava di saperlo.
Oggi non si curava più del passare dei giorni. La sua vita era stata ricca e appagante; non nutriva più speranze né aspettative.
Il suo futuro sarebbe stato un ininterrotto sforzo a non lasciarsi andare. Una vita senza un erede maschio su cui contare, ma con molti uomini da temere. Un'altra anomalia da sommare alle tante del suo destino.
Tutti i giorni, nel bagliore dei fiammeggianti tramonti sul Nilo, sulla sabbia accesa dai riverberi dorati, il destino le comunicava il suo semplice messaggio: ho vissuto un altro giorno nella verità della bellezza e nell'eresia.
La sua bellezza era una combinazione della verità interiore e del potere esteriore del Sole. Tutto il resto era finzione.
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