sabato 17 ottobre 2009

favola etrusca


Ho trovato questa favola pubblicata su http://www.miniclub.it/favole/etruschi.htm, sito per "i piccini"


"C'erano una volta, e non ci sono piú, gli Etruschi, che abitavano nell'Italia antica, e furono spazzati via da Roma.Con loro l'Italia era tutta un giardino: costruivano canali d'irrigazione e di scolo per impedire frane e alluvioni, piantavano uliveti e vigneti. Abili ingegneri, portavano l'acqua nelle case e dotavano le città di fogne (Roma ha ancora le loro). Grandi artisti, avevano templi di legno dipinto (che sono andati perduti) e splendide tombe affrescate (che ci sono rimaste). Grandi architetti, inventarono l'arco e la volta. Le loro città risuonavano di musiche, perfino il cuoco in cucina impastava il pane al suono del flauto, tagliava le carote sul ritmo di una marcetta.Insomma, gli Etruschi amavano costruire piú che distruggere, consideravano barbari i Romani e i barbari Romani distrussero la loro civiltà dopo aver adottato molti dei loro costumi. Una cosa però i Romani non copiarono: la condizione della donna, che vollero casalinga e sottomessa come in Grecia, mentre la donna etrusca era libera e padrona di se stessa. Non restava sempre dietro le quinte, ma diceva la sua, partecipava a cene e banchetti, usciva di casa quando voleva. L'audacia era una virtú femminile, come la fierezza.Il giorno etrusco non cominciava a mezzanotte (come per noi) ma a mezzodí. L’anno iniziava a marzo, e ogni anno si piantava un chiodo in una colonna di legno nel tempio di Norzia, la dea della fortuna. Secondo una profezia, il popolo etrusco sarebbe vissuto soltanto finché ci fosse stato spazio per i chiodi, in quella colonna."E lo sapete dove stava quella colonna?

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