Tre volte sulle rive del Mediterraneo compare il nome Pisa: e sempre là dove due fiumi, Arno Serchio, Alfeo e Cladeo, e due rami dell'Ebro o quale altro fiume fosse di Spagna, si univano a delta per formare un'erbosa pianura.Prateria dunque, o delta, significò quel nome in qualche lingua antichissima di popoli antichissimi e scomparsi, che molto tempo prima dell'invasione indo-europeapopolavano la Spagna, l' Italia e la Grecia; e i cui toponimi, generalmente conservatidai loro discendenti Iberi, furono talvolta, dai sopraggiunti Italici e Greci, tradotti nelle proprie lingue. Così Pisa fu detta Olimpia quando prese vigore il culto di Zeus oracolo olimpio, mentre il contado intorno serbava ancora l'antico nome di Pisatide: Invece- e non senza profonda ragione-questa che è LA PIU' ANTICA CITTA'MADRE D'EUROPA , serbò sempre saldo il nome ibero-ligure datole dai suoi fondatori, e quel nome rimase sulle labbra e nel cuore di tutti i loro tenaci nipoti.Pisani rimasero, e non si fecero Etruschi, malgrado la valanga rasenica;pisani furono, e non italici,malgrado l'invasione indo-europea; ne si germanizzarono nonostante le calate dei Longobardi e dei Franchi.Pisani rimasero, e non divennero Toscani, resistendo alle istanze appassionate del secolo guelfo e nazionale; così come mai si erano lasciati romanizzare, ad onta della guarnigione romana, del pretorio, del circo e dell'impero.SE C'E' UN POSTO AL MONDO DOVE DA UN NOME SI PUO' LEGGERE LA STORIA, E' QUESTO, PISA. Incompresa, anzi odiata, senza cercare comprensione, senza averne bisogno ne desiderio, poggiata su millenni di arcaica grandezza che la legano via mare ai Fenici e ad altri popoli navigatori di cui è andato sommerso il ricordo, prima che sorgano le rocche contadine del Tevere e i fondacho attorno al ponte fiesolano, Pisa volge le spalle all'Italia con spirito sidonio e cartaginese e si cerca un impero sul mare, dal quale a lei venne una morte tragica, sidonia e cartaginese.Cartagine oltre la morte patì l'invettiva poetica di Lucrezio,e Pisa quella, celebre, di Dante, che sopportò stoicamente quasi estrema corona.Ma prima che fossero abbattute le sue torri e il suo porto venisse inghiottito dalla sabbia,si era espressa con tale potenza di forme davanti agli Dei e agli uomini, che la stessa carnefice di Corinto, e tanto meno la bramosia di vendetta dei fiorentini, mai osarono toccare la sacra cerchia delle sue mura.
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