lunedì 30 novembre 2009

Accademia Etrusca di Bibbona prosegue


banchetto all'Accademia Etrusca di Bibbona


Le genti etrusche e quelle fenicio-puniche si incontrarono sul mare e condivisero per secoli l'avventura dell'espansione commerciale verso gli empori più lontani, alla ricerca delle materie prime e della ricchezza. Si fondarono empori, colonie, santuari, si definirono trattati e sfere d'influenza, si trasportarono da una sponda all'altra beni di sussistenza e di lusso, culture e tradizioni.


Come ampiamente documentato dagli scavi eseguiti a partire dal 1956, nell'area del santuario etrusco di Pyrgi, antico porto di Cerveteri, viveva una consistente comunità punica, dedita agli scambi commerciali tra il mondo etrusco e quello cartaginese. Il "re su Caere" Thefarie Velianas, ricordato nelle tre famose lamine d'oro rinvenute nell'area sacra C, dedicò un tempio ad Uni, la Giunone etrusca, "gemellata" nello stesso luogo di culto con la fenicia Astarte. L'antica alleanza esistita fin dall'epoca arcaica tra gli Etruschi di Cerveteri-Pyrgi ed i Cartaginesi, ha lasciato sul piano archeologico alcune tra le tracce più significative della presenza punica nell'Italia tirrenica.


La mostra, primo spunto di ricerca ed approfondimento, illustra il rapporto esistito tra queste due importanti civiltà antiche e il Mare Mediterraneo, negli aspetti della dinamica storica ma anche e soprattutto della quotidianità dell'esistenza umana "sul mare e per il mare", con particolare riferimento alle fonti letterarie, storiche ed archeologiche: le testimonianze degli antichi traffici, le rotte commerciali, le navi, la navigazione e le grandi esplorazioni oceaniche saranno alcuni dei temi trattati nell'esposizione.


Gli Etruschi, che già secondo gli autori antichi dominarono su quasi tutta l'Italia e furono veri e propri signori del mare, controllarono gran parte del Tirreno e si spinsero ben oltre, nell'Egeo e forse anche nel grande Oceano al di là delle Colonne d'Ercole. Costruirono navi veloci con cui praticare l'arte aristocratica della pirateria ma anche grandi navi onerarie per trasportare i loro prodotti fino in Africa, in Grecia, in Asia Minore, nella Gallia meridionale. Una civiltà che deve molta della sua fortuna al mare, crocevia, ieri come oggi, di idee, cultura, interessi commerciali e politici.


I Fenici e i loro continuatori in occidente, i Cartaginesi, appartengono ad una civiltà ancora poco nota al grande pubblico, che tuttavia ha segnato per oltre un millennio la storia del Mondo antico e ha lasciato un'impronta forte nella nostra stessa cultura. Anch'essi grandi navigatori colonizzarono le sponde e molte isole del Mediterraneo, furono i primi a circumnavigare il continente africano e, usciti dallo stretto di Gibilterra, a navigare in pieno Oceano Atlantico, fondando città sulle coste africane e raggiungendo le Isole Azzorre per arrivare, forse prima di Colombo, addirittura in America.

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