Attacchino i demoni, colpiscano forte, si arrochino la voce per l'urlare sanguigno,
si sbraccino, si insultino, si picchino e picchino più forte che possono.
Attacchino i demoni, scagliandosi dal mio profondo, gettandosi planando sulla mia testa ancora affatto canuta, perché non è la mia età, né la tua che richiama, rimbomba, risuona, rintocca, rinuncia.
Attaccate dunque, provateci se ne avete la forza, ma sappiate bestie, sappiate che ben altro che me solo, troverete ad accogliervi adesso.
Ben altro che il povero uomo che ero, la larva che avete incontrato a suo tempo.
Stavolta sbatterete il muso, bestie, contro il muro del riso, che si erge e vi frantuma, e vi lascia ululanti e feroci senza alcuna fortuna.
Ché la fortuna è mia amica e per voi non ce ne sarà più. Mai.

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