lunedì 1 marzo 2010

l'Aruspice Donas



 Per spiegarmi cos'è l'infinito l'Aruspice Donas mi dice che c'è un arciere che,
postosi ai confini dei mondo, scaglia una freccia: il dardo prosegue la corsa verso l'infinito. Potrà sbattere contro qualche roccia, contro qualche montagna. Ma a quel punto l'arciere potrà sempre scagliare una nuova freccia verso l'infinito. E' così che la freccia corre. Ma soprattutto - continua Donas -
 è così che l'arciere agisce: quando la freccia si ferma, magari si rompe, prende una nuova freccia, carica l'arco e tira. Per sempre. E l'infinito non è tanto quello che non si raggiunge, ma la ripetizione del gesto, il rito che ogni giorno l'arciere compie per amore del tiro con l'arco. Cosa importa il resto? Cosa importa se il tiro non ha bersaglio definito? L'arciere cerca di mantenere sempre teso l'arco, non si lascia andare. Può darsi che il tempo tenda ad allentare la corda, ma un buon arciere cambia freccia, non l'arco.

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