lunedì 5 aprile 2010
Parco Archelogico di Carmignano
chiedo a Ctli Smurtie
domenica 4 aprile 2010
sogni infranti
nulla, neppure le fugaci illusioni della vita e i bei momenti possono scalfire l'oceano sconfinato
Questa è solo apparentemente un’affermazione scontata, basti infatti pensare che se un popolo segue una falsità per tradizione non se ne può più liberare: in nome poi di una “verità” accettata ciecamente possono essere concepiti ed operati crimini di ogni sorta; la terza conseguenza, quella più grave, consiste nel fatto che una menzogna accettata collettivamente, come una religione o un’ideologia di massa per esempio, vanifica la possibilità di conoscere.
vane religioni
sabato 3 aprile 2010
Anniversario
Ramthie il Phersu - 3 -
Mentre Ramthie, si avvicina impaurito ai piedi della bestia, l'essere immondo scatta velocemente e attanagliando il collo dell'etrusco ha un breve sussulto e torna con la mente ai ricordi della sua vita passata e vede sua madre,come se fosse li in quel momento. Guarda sua madre che avrebbe voluto essere sempre sicura come una roccia e invece era come acqua che scorre e non sa mai che terreno trova. Era mare che arriva e si ritrae. Era vittima della sua depressione. Ora voleva che il suo abisso non esistesse,che l'etrusco angosciante svanisse ed al suo posto contemplare un prato fiorito ( lei sapeva parlare sempre di cose rassicuranti ). Invece era lì e intorno a lei vedeva tanti corpi inanimati che provavano ad essere giganti vendendo sè stessi al mercato delle pulci
venerdì 2 aprile 2010
fuori
approdo
giovedì 1 aprile 2010
osserva Atne Camsiu
Osserva Atne Cramsiu che tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.Mistero vitale
mercoledì 31 marzo 2010
mi chiede l'Augure
Ti sei mai chiesto Principe qual'è la differenza tra un sogno e un'ambizione?- sorride l'Augure ?Ultimanente io mi sono posto questo interogativo e chiaramente sono giunto ad una mia personale conclusione.
Chiaramente il sogno che intendo io sarebbe il raggiungimento di uno scopo, l'ottenere qualcosa di impossibile o quasi, l'irraggiungibilità di un qualsiasi scopo ci porta a definirlo un sogno, perchè solo nei sogni (quelli che facciamo di notte mentre dormiamo) accadono spesso cose impossibili o quasi! E chiaramente quelli belli vorremmo che diventassero realtà.
L'ambizione invece - prosegue Pavle - non la possiedono tutti, non tutti siamo ambiziosi di diventare qualcosa nella vita o raggiungere i posti di comando. Ovvero, forse siamo tutti ambiziosi, ma spesso la sorte ed alcuni episodi della vita ci portano a perdere le speranze nel raggiungimento della propria ambizione, del proprio scopo di vita.
Secondo me, per quanto mi riguarda, sogno e ambizione viaggiano su due linee, ma non parallele (quelle che non si incontrano mai), ma con un angolo di 0,1°, dando solo l'impressione di essere parallele, ma prima o poi s'incontreranno.
Nel mio caso il mio sogno è anche la mia ambizione.- conclude Falkunte.
martedì 30 marzo 2010
storia di Ramthie l'Etrusco
A Fuflunia ,capitale
I suoi genitori non erano nobili né ricchi, ma fecero in modo che nulla mancasse per fargli avere una buona educazione; Ramthie crebbe in maniera del tutto normale, circondato dell’amore dei suoi genitori e dei suoi parenti, rigorosamente per la maggior parte donne, ( conobbe solo le nonne sia paterna che materna e le sue zie erano ben cinque e due soli gli zii).
Trascorse la sua gioventù studiando le materie che i suoi precettori preparavano per il completamento della sua cultura con un profitto appena sufficiente per quello che gli era richiesto. Non essendo destinato né alla carriera religiosa all'interno del Tempio, né a quella di studioso per il Collegio Lucumonico , i suoi studi, per quanto condotti con un profitto che avrebbe potuto essere migliore, erano già molto in un'epoca nella quale era ancora molto alto il numero di analfabeti.
Il tempo che gli rimaneva libero dagli studi e dai doveri, che come ogni ragazzo di quegli anni doveva adempiere, era dedicato da Ramthie alla conoscenza dei popoli che avevano abitato nei tempi passati le terre allora conosciute.
Non a caso la materia che più l'interessava anche all'Accademia era proprio la Storia in tutte le sue sfumature: l'Arte, le Leggende, l'Architettura, tutto quello che riguardava il passato emanava per lui un fascino assoluto, e coltivava questa sua passione girovagando ad ogni occasione per le strade e i vicoli dell'antichissima Città di Fuflunia, imparando a conoscerne ogni angolo, anche il più nascosto, il più segreto; ogni palazzo, ogni Tempio, non avevano segreti per lui, ogni particolare delle decorazioni, o dei fregi di un frontale, ogni quadro, ogni statua erano per lui delle frequentazioni quasi giornaliere.
Piaceva a Ramthie fermarsi a parlare con gli Anziani della Città Antica, gli abitanti di questa parte della Città erano la memoria storica di mille leggende e storie vere, custodi inconsapevoli della cultura popolare, veri e propri ultimi residuati di un tempo ormai lontano, parlare con loro era ogni volta una vera scoperta di nuovi aneddoti, di nuove leggende, di rivelazioni sui segreti delle passate Civiltà. La Capitale era ormai abitata da moltitudini eterogenee, immigrati dai paesi più poveri , clandestini dalle Terre Orientali e dai Paesi del lontano Est, sfuggiti alle persecuzioni successive alla caduta dell’Impero dei Regni Uniti e, quando ne aveva l’occasione, passeggiare in compagnia di un Anziano era davvero una delle cose che più piaceva fare al giovane Ramthie. Nella parte più vecchia di Fuflunia dove rimanevano più vestigia dei tempi passati, dove più forti erano le tradizioni e più vivi i ricordi e le leggende, c'era, e ancora oggi c'è, al centro del Fiume la piccola Isola della Nave di Pietra, così chiamata a causa della sua forma simile all'imbarcazione che la leggenda diceva giacesse sepolta sotto le sue fondamenta marmoree.
L'Isola è tuttora attraversata da un ponte che unisce le due rive del fiume e nello stesso tempo ne consentiva l'accesso, sotto una delle arcate di quel ponte, alla base di uno dei piloni si formava una piattaforma, lì Ramthie si fermava a riposare dalle sue passeggiate, proprio accanto a una cascatella formata dal fiume e proprio lì era solito pensare e raccogliere le idee, a volte leggendo un libro, a volte suonando il suo liuto a volte mangiando le fragole che acquistava dall'ortolano che aveva la sua bottega sull'Isola.
L'abitudine che aveva di andarsene a girovagare da solo o in compagnia di qualche Anziano rendeva Ramthie un po' diverso dai suoi coetanei i quali preferivano passare il loro tempo in giochi di guerra o in corse a cavallo oppure in gare di abilità, ma d'altra parte, i suoi genitori pensavano fosse giusto assecondare le sue inclinazioni alla riflessione e all'introspezione augurandosi che infine qualcosa di buono sarebbe potuta venir fuori da un ragazzo così silenzioso e solitario.
Ma invero né loro né nessun altro si accorse per molto tempo degli strani poteri di Ramthie , quelli stessi poteri che fecero di lui negli anni seguenti il famoso Principe del Tempo.
Successe ad un tratto, all'improvviso, un giorno di Aprile, nell'anno nel quale avrebbe compiuto il tredicesimo compleanno, egli giaceva ammalato nel suo letto in preda ad una forte febbre, i Medici Aruspici avevano riscontrato una anomalia ritmica del suo cuore derivata da una malattia alle tonsille avuta qualche anno prima, le conseguenze di questa febbre avevano lasciato un segno indelebile sia al suo cuore, lasciandolo indebolito, sia causando un allentamento del nervo ottico del suo occhio destro.
La febbre lo stava debilitando velocemente e nessun rimedio di quelli fino ad allora tentati sembrava sortire un effetto valido, nel dormiveglia causato dall'indebolimento dovuto dalla febbre Ramthie sognava, come altre volte gli era capitato, di essere su una spiaggia che ben conosceva, era la spiaggia ad ovest di Ramthie , vicino alla foce del Fiume Biondo, una lunga spiaggia costeggiata da un serie di dune non molto alte, e ininterrotta per chilometri, con una ricca vegetazione di cespugli di erbe aromatiche e fiori selvatici, su quella spiaggia andava a volte a cercare e recuperare nei ruderi delle case abbandonate dagli abitanti, reperti, porcellane, qualche volta vecchie monete per quella che era diventata ormai una ricca collezione di cose antiche; nel sogno camminava lentamente in riva al mare, un caldo sole riscaldava l'aria di quella che sembrava una stagione non ancora estiva, ma non più invernale, un lento volo di gabbiani ricamava di volteggi leggeri e arditi un cielo azzurro e sereno, i profumi delle erbe selvatiche riempivano l'aria, e ad un tratto lo stormo di gabbiani si abbassava repentinamente verso di lui quasi a sfiorargli la testa per rialzarsi subito in un volteggio elegante e per Ramthie, nel sogno, fu automatico spiccare un salto e aprire le braccia, quasi fossero ali, a cercare in loro un sostegno per un volo inaspettato e imprevisto, ma diventato subito naturale e inebriante allo stesso tempo.
La sensazione nel sogno era di estrema naturalità lo sguardo di Ramthie si allargava su tutto il panorama, poteva vedere sia il mare fino all'orizzonte verso Ovest, sia la foce del fiume . Tutto sembrava estremamente realistico e vero, con un elegante volteggio aereo, piegando le braccia - ali con un movimento millimetrico riusciva a compiere evoluzioni e capriole aeree imitando quelle dello stormo dei gabbiani, precipitando velocemente verso le onde per risalire altrettanto velocemente verso il sole. Un'ultima cabrata e poi con un elegante gesto aereo eccolo atterrare sulla spiaggia proprio accanto al frangersi delle onde. Il sogno terminò, lasciando a Ramthie una sensazione di estremo benessere e calma, non si sentiva affatto sorpreso da quella sensazione né dal sogno che aveva appena fatto, tutto sembrava estremamente naturale, come se fosse sempre stato così, come se fosse normale per lui volare come i gabbiani.
Una sensazione di ansia e di angoscia lo prese nel profondo, la capacità di riuscire a vedere in anticipo i suoi movimenti, i suoi gesti, non riusciva a spiegarsela, non riusciva a capire come potesse essere accaduto, come fosse potuto succedere che si fosse potuto verificare quella specie di incantamento. Poi, calmatosi, dette colpa alla febbre che lo divorava da più giorni, imputando alla malattia quella sorta di incubo, e d'improvviso si rese conto che la febbre era sparita, dissolta come una nebbia primaverile al sole dell'alba, non c'era più traccia ne di febbre, ne di dolore, portate via allo svanire del sogno.
Non parlò mai a nessuno di quello che gli era accaduto, e mai nessuno seppe mai spiegarsi come la febbre che lo aggrediva fosse potuta svanire all'improvviso.
Ma in lui rimase a lungo la sensazione di angoscia e allo stesso tempo di onnipotenza che sentiva a causa di quello che gli era successo, la capacità di dominare e insieme di subire lo scorrere del tempo. Non riusciva ancora a capire se desiderasse o temesse il ripetersi di un episodio simile, ma sapeva, sentiva che tutto sarebbe accaduto nuovamente, di certo però non immaginava ne il come, ne il quando, ne il perché.
mi dice Hansina Thaimu
portando con la sua fine l'inizio della fine.
La luce è ora visibile alla fine del tunnel.
lunedì 29 marzo 2010
bruciante
domenica 28 marzo 2010
libertaria
in un lampo si incontrano due raggi di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo e il raggio fresco dello spirito.
sabato 27 marzo 2010
Zilunte mi rincuora
afferma Thana Lible
- afferma Thana Lible -
ogni foglia un'alternativa d'amore
e di nuovo rabbia, rancore senza nome:
l'ennesima fragile cura
a cui spunta un pungiglione.
in eterno
venerdì 26 marzo 2010
Soldataglia
giovedì 25 marzo 2010
dai Libri Ostentari
mercoledì 24 marzo 2010
Ramthie, il Phersu - 2 -
corpus vitae
Hansne Tupnia mi consiglia
martedì 23 marzo 2010
Ramthie,il Phersu - 1 -
Il cane abbaiava rabbioso apparendo improvvisamente sulla strada attraverso la radura, causando a Ramthie bisogno di fuga e riparo. L'Assente, chiamato così perché era di solito assente, era alle sue spalle,ghignando e godendo dell'evidente disagio che l'eroe etrusco stava subendo. A Ramthie era successo di assistere a un omicidio mille anni prima ed era cosi entrato nel mondo imprevedibile delle zanne e negli artigli del cane rabbioso che non è in realtà un cane rabbioso, ma si chiama così semplicemente perché voglio che si chiami cosi . L'Assente osservava ma era depresso. Aveva combattuto anche lui incappucciato contro la bestia mille anni prima ricevendo un infezione grave che lo aveva prostrato. Cosi ora tentava di superare la sua depressione osservando la lotta di Ramthie con il cane , consumando enormi quantità di essenza pipistrello, noto anche come lo spirito dalla terra della forma tridimensionale più semplice.








































