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Spargere le ceneri di un defunto o conservare l'urna in un luogo diverso dal cimitero può mettere a repentaglio la salvezza dell'anima. Così scrive il vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello in una lettera ai parroci della diocesi del Grossetano. "La Chiesa permette la cremazione se tale scelta non mette in dubbio la fede nella resurrezione. Avvalersi della facoltà di spargere le ceneri, di conservare l'urna in un luogo diverso dal cimitero o prassi simili è comunemente considerata segno di una scelta compiuta per ragioni contrarie alla fede cristiana e pertanto comporta la privazione delle esequie ecclesiastiche". Sembra certamente risibile la concezione che questo vescovo ha del proprio dio che, da, me non credente, viene immaginato onnipotente……. Mi fa tenerezza questo dio fermo li a recuperare tutti i pezzettini, poniamo di Giovanni, poi metterli insieme ordinatamente, cenere di carpo,di metacarpo ecc. …….che fatica!!!! e finalmente la resurrezione del corpo (e se dio stanco e distratto dalle mille richieste che a lui salgono dalla terra, avesse attaccato il dito di un altro a Giovanni?! In effetti, la risurrezione risulta molto più difficile in caso di cremazione. Ciò in quanto si devono rimettere insieme nel giusto ordine tutte le particelle corporee, che peraltro sono bruciate, andando contro il secondo principio della termodinamica. Al punto che solo un miracolo potrebbe realizzarla….. sempre più difficile…… povero dio del vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello Se Cristo fosse stato cremato, secondo la tesi del vescovo, ci sarebbero voluti ben più di tre giorni per farlo risorgere. E probabilmente il risultato non sarebbe stato soddisfacente. D'altra parte, osserva qualcuno, nel caso di cremazione l'ascensione al cielo è molto più agevole, bastando un semplice colpo di vento alle ceneri.
I pro e contro della teologia...
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