sabato 24 ottobre 2009

Proserpina rapita

Sguardo di mito.
Proserpina e Plutone si incontrarono nella Città della Gioia. Proserpina coglieva fiori con fare noncurante, fiore tra i fiori avrebbe detto il poeta. Plutone invece, re dell'Ade, stanco dell'oscurità del suo regno (erano 15 secoli che aveva saldato tutte le bollette insolute ma l'Enel non ne voleva sapere di togliere i piombini dal contatore) aveva deciso di vedere come funzionavano le cose in quella città di cui si favoleggiava nel suo regno con alterni accenti (chi ne magnificava le inarrivabili bellezze, chi ne stigmatizzava la rilassatezza dei costumi).
Un rapimento mistico e sensuale li incatenò. Consumarono un pantagruelico pasto a base di membra umane a due passi dalle Terme Stazionarie (mitico luogo dove schiere di dannati per l'appunto stazionavano attendendo che un mutevole capriccio degli Dei li riconducesse alle loro destinazioni), e quindi attraversarono lo Stige e si trovarono in un mondo incantato, un eterno campo di fragole dove nulla è reale, una curiosità spaziale dove il pianeta Terra era blu e non è che ci si potesse fare gran che, e trascorsero un giorno perfetto bevendo Sangria nel parco.
Altre bonarie divinità un po' più timide di loro, li guardavano forse senza capire... O capivano benissimo ma dovevano darsi un contegno... La Città della Gioia girava vorticosamente intorno a loro, o erano i loro sensi che non rispondevano più ai comandi della ragione? Mentre il cocchio delle bonarie divinità li trasbordava da un punto all'altro della Città della Gioia, Proserpina e Plutone trovavano molto più interessante rimirarsi l'un con l'altro, Plutone scoprendo in Proserpina un animo da eterna fanciulla e Proserpina scoprendo in Plutone dietro la sua boccaccesca maschera un romantico temperamento da poeta.
Ma, ahimè, col calare delle tenebre l'intero Olimpo corse alla ricerca di Proserpina per strapparla da quello che, insensatamente, veniva considerato uno spregevole ratto. Invano la giovinetta cercò di spiegare che aveva fornito il suo pieno consenso, ma Giove obiettò che ella non aveva compilato l'apposito formulario e che per nessun motivo egli poteva soprassedere a questo vizio di forma Da allora a Plutone e Proserpina resta, a cura del Dio Clinios Rocciosos e del Dio Vodafonius, solo l'ingestione di una magica pozione che induce in entrambi una trance medianica in cui credono di rivedersi, ma purtroppo è solo una perfida illusione.
Ma, come un antico mito sostiene, in virtù di chicchi di melograno che opportunamente Plutone fece scivolare nella crema catalana di Proserpina, ella passerà d'ora in poi sei mesi all'anno nel regno di Plutone ..
. oh, Vescovo, sono solo silloggismi.....

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