giovedì 29 ottobre 2009

Essere invisibile



Narra la leggenda che una volta c’era un Essere. Proprio qui, dove adesso c’é questo altissimo palazzo. C’é chi dice che era un essere invisibile, si percepiva la sua presenza solo per i rumori che faceva, suoni ritmici come di gomma su legno grezzo, o di acciaio spinto dentro il cemento, come di polvere che riempie i polmoni, non è facile da spiegare; e c’é chi dice che era un essere volante, perché non ci si capacitava di come potesse salire fin lassù, di come potesse andare -dicono- ovunque volesse, alto o basso che fosse il luogo da raggungere. Non si sa bene, è una leggenda ma di certo era un essere.



Ebbene, io so: l’essere era in effetti invisibile, perché nessuno voleva vederlo. E l’essere in effetti volava. L’ultimo volo che fece fu in verticale, verso il basso, come per tornare alla terra che l’aveva generato. Questo palazzo è la sua cattedrale. Ora, piccolo mio, impara: impara a vedere l’invisibile che ti bussa alla porta mentre stai al caldo sotto le coperte, e impara a percepire nell’aria ciò che vola sopra i tuoi capelli, perché il volo dell’invisibile è ciò su cui poggia il mondo.

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