lunedì 23 novembre 2009

sulla caccia alle streghe


Verso la metà del 1700 Giacomo Casanova, che fortunatamente amava le donne, nelle sue memorie riporta un dialogo tra due sacerdoti, suoi compagni di viaggio. I due prelati si domandavano se l'utero fosse un animale diabolico nascosto nel ventre femminile o se costituisse parte intrinseca delle sue stesse viscere.

E uno stornello popolare del 1400 dice della donna" Dolor senza consiglio, sacco senza fondo, febbre continua che mai ha fine, bestia insaziabile, pazza scatenata, nel letto un demonio, nell'orto una capra, immagine del diavolo."
Ecco la considerazione che si aveva di noi donne fin dal basso medioevo; ed è lì che si accendono i primi bagliori della caccia alle streghe, via via sempre più massiccia, fino a diventare sterminio.
Tra disprezzare la donna e bruciarla il passo è breve, se la mentalità dell'epoca la ritiene fonte di ogni male, dal peccato dei sensi alle carestie.
O forse esistevano davvero, ed ancora esistono, le streghe: in questo caso mi auguro che abbiano perseguitato a morte i loro cattolicissimi persecutori e che ancora lo stiano facendo.
Montaigne è davvero un uomo fuori dalla norma quando scrive, nei suoi Saggi :
-La stranezza della religione cattolica consiste nel fatto di aver elevato a virtù la crudeltà-
Queste donne di epoche diverse, che comparvero sul palcoscenico della persecuzione dal 1400 al 1700 furono levatrici, guaritrici, botaniche esperte, o streghe davvero, capaci di scagliare malefici e di preparare micidiali misture? Magari, ma se si leggono gli atti dei processi contro queste poverette, vedi quello famosissimo contro Franchetta Borelli che si tenne a Triora nel 1500, se ne deduce che quasi sempre furono vittima di invidia , o di sentimenti di vendetta personali da parte di compaesani, oppure, ancor peggio, come nel caso della Franchetta, si trattava di eliminare un "oggetto del desiderio maschile" che essa ben rappresantava, con la sua bellezza e disinvoltura nelle cose d'amore; così fu naturale prima tacciarla di meretricio e poi di stregoneria, perché il binomio sesso-demonio era (ed ancora spesso è) inscindibile.
Già nel 1300 ci furono processi contro presunte streghe (Benvenuta Benincasa, Matteuccia ,Gabrina, per ricordarne alcune), dove i giudici ecclesistici tennero in qualche modo sveglia la mente per individuare eventuali cedimenti o contraddizioni che mettessero le poverette al muro; nel 1400 non dovettero più affaticarsi: per i processi di massa, sempre più plateali, ecco apparire un prezioso manuale, il Malleus maleficarum , dei due frati Domenicani Sprenger e Kramer, pubblicato nel 1489.
In esso si fornivano notizie erudite sul mondo stregonesco e diabolico, insieme a un elenco delle domande da fare durante gli interrogatori, nonché modi e applicazioni delle torture.
Erano arrivati gli esperti. E con loro una stupidità ferocissima globalizzò in tutta l'Europa i processi di stregoneria.

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