“sento il rombo di una grossa macchina due mondi ed in mezzo amore perduto, fuoco a volontà pallottoledum-dum e spara per uccidere, sento i bombardieri inpicchiata, e l’impero che cade … noi siamo il regno,noi abbiamo la chiave, noi abbiamo l’ Impero, prima come poi, noi non abbiamo dubbi … ” Noi etruschi - mi spiega Lucumone Hunsne Pesnai - attualmente siamo degli anarconazionalisti. Miriamo alla ricostruzione e al raggiungimento di una società in cui gli stati nazionali nella forma che oggi li conoscete vengano destituiti e rimpiazzati con un insieme di piccole comunità autogestite in cui le persone condividano cultura, stile di vita, usi e costumi, ecc….Inutile dire che EU, ONU ed altri superleviatani verrebbero in pratica cancellati, così come le Banche centrali ed altri organi burocratici centralizzati. Le comunità sarebbero costituite fondamentalmente da individui che lavorano in network mutualistici, gestendo le aziende mediante la logica del “tutti padroni tutti garzoni” e cioè quella in cui gli operai si trasformano in azionisti dell’impresa. Insieme alle corporazioni, all’interno delle comunità sarebbero presenti anche piccole imprese private coinvolte nel microcommercio. Ogni comunità avrebbe il diritto di autogovernarsi con le proprie regole ed il separatismo razziale volontario contribuirebbe ad una situazione di pluriculturalismo in cui ciascun modello sarebbe inserito in un sistema di regole autoprodotte. In altre parole - conclude Lucumone Hunsne Pesnai volatizzandosi - si tratta di un sistema di sopravvivenza del più adatto, che non solo riguarda il lato economico, ma anche quello culturale dei gruppi etnici, sociali, ecc… Naturalmente in questo sistema le tasse sarebbero abolite e i servizi verrebbero ottenuti tramite un sistema di mutualismo e competizione tra le corporazioni esistenti.
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