e dal cielo: mi batte sulla guancia
quasi consapevole della gioia che dà.
Benvenuta messaggera, benvenuta amica,
ti saluta un prigioniero che esce da una casa
servile, affrancato dalle mura di codesta città,
un carcere che a lungo l’ha serrato.
Ora sono libero, emancipato, all’aria aperta,
posso prendere casa dove mi piace.
Che abitazione mi riceverà? Quale valle
sarà il mio porto? Sotto quale bosco
mi stabilirò e quale dolce corrente
mi persuaderà al sonno col suo mormorio
La terra mi è tutta davanti. Con cuore
La terra mi è tutta davanti. Con cuore
felice, per nulla impaurito della sua libertà,
mi guardo intorno e – fosse guida scelta
nulla di più sicuro di una nuvola vagante –
non mancherò la strada. Finalmente respiro.

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