lunedì 5 ottobre 2009

chi non sono


Io sono il riflesso della coscenza
che torna a bussa nei silenzi della sera,
il fiume lento di vino
che placa il dolore dei pensieri,
il demone di nero fumo dalle ombre del giorno che muore.

Dicono sia un mago,
un vagabondo,
uno da cui stare lontano.
un artista di parole,
un principe caduto,
un diavolo che cerca redenzione,
o ancora un folle,
un pazzo,
un'anima braccata che è riuscita a farla franca.

Un perditempo che gioca con la luna,
un cantastorie,
un re,
uno che un tempo è morto
e che non morrà mai più

ghost


Come forse i più attenti avranno notato,
ho voluto cambiare oltre al guscio esteriore,
anche il sottotitolo a questa sorta di disordinato diario di viaggio
che mi sono venuto a costruire,
per poter meglio donare un'identità propria
a questo spazio irreale,
nato dalla voglia di tenere una traccia dei miei pensieri,
e sapere dove andarli a trovare,
il giorno in cui sarò preso dalla voglia di cercarli.

arcadico


Bisogna combattere la tristezza
subito
non si sa mai quanto possa durare
5
Bisogna
vivere la felicità completamente
non si sa mai quanto possa durare


domenica 4 ottobre 2009

quel cappello color porpora


A tre anni Lei si guarda e vede una Regina.

A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola.

A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella ("mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui").

A venti anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati", ma decide che uscirà di casa lo stesso.

A trenta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.

A quaranta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma dice: "almeno sono pulita", ed esce di casa lo stesso.

A cinquanta anni Lei si guarda e si vede "esistere" e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

A sessanta anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.

A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.

A ottanta anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.

Manda questo messaggio a tutte le donne che hai la fortuna di avere come amiche con l' augurio che sappiano afferrare molto prima quel cappello color porpora!

io ti voglio bene

perchè ci sei andato?
ci andai perchè
ci si crede.

Pisa ! Pisa ! Pisa !


Tre volte sulle rive del Mediterraneo compare il nome Pisa: e sempre là dove due fiumi, Arno Serchio, Alfeo e Cladeo, e due rami dell'Ebro o quale altro fiume fosse di Spagna, si univano a delta per formare un'erbosa pianura.Prateria dunque, o delta, significò quel nome in qualche lingua antichissima di popoli antichissimi e scomparsi, che molto tempo prima dell'invasione indo-europeapopolavano la Spagna, l' Italia e la Grecia; e i cui toponimi, generalmente conservatidai loro discendenti Iberi, furono talvolta, dai sopraggiunti Italici e Greci, tradotti nelle proprie lingue. Così Pisa fu detta Olimpia quando prese vigore il culto di Zeus oracolo olimpio, mentre il contado intorno serbava ancora l'antico nome di Pisatide: Invece- e non senza profonda ragione-questa che è LA PIU' ANTICA CITTA'MADRE D'EUROPA , serbò sempre saldo il nome ibero-ligure datole dai suoi fondatori, e quel nome rimase sulle labbra e nel cuore di tutti i loro tenaci nipoti.Pisani rimasero, e non si fecero Etruschi, malgrado la valanga rasenica;pisani furono, e non italici,malgrado l'invasione indo-europea; ne si germanizzarono nonostante le calate dei Longobardi e dei Franchi.Pisani rimasero, e non divennero Toscani, resistendo alle istanze appassionate del secolo guelfo e nazionale; così come mai si erano lasciati romanizzare, ad onta della guarnigione romana, del pretorio, del circo e dell'impero.SE C'E' UN POSTO AL MONDO DOVE DA UN NOME SI PUO' LEGGERE LA STORIA, E' QUESTO, PISA. Incompresa, anzi odiata, senza cercare comprensione, senza averne bisogno ne desiderio, poggiata su millenni di arcaica grandezza che la legano via mare ai Fenici e ad altri popoli navigatori di cui è andato sommerso il ricordo, prima che sorgano le rocche contadine del Tevere e i fondacho attorno al ponte fiesolano, Pisa volge le spalle all'Italia con spirito sidonio e cartaginese e si cerca un impero sul mare, dal quale a lei venne una morte tragica, sidonia e cartaginese.Cartagine oltre la morte patì l'invettiva poetica di Lucrezio,e Pisa quella, celebre, di Dante, che sopportò stoicamente quasi estrema corona.Ma prima che fossero abbattute le sue torri e il suo porto venisse inghiottito dalla sabbia,si era espressa con tale potenza di forme davanti agli Dei e agli uomini, che la stessa carnefice di Corinto, e tanto meno la bramosia di vendetta dei fiorentini, mai osarono toccare la sacra cerchia delle sue mura.

Khitna Murine


Gli altri non si dimenticano
- sospira Khitna Murine .
si uccidono.

Oggi,Plenilunio di Bilancia


Sei di fronte al tuo sentiero
al centro,in perfetto equilibrio
prosegui il tuo cammino.
Muoviti con armonia
mentre scegli costantemente
procedi nella terra di mezzo.
Servi il prossimo tuo in modo
che l’essere umano,
possa servire a sua volta,
imparando a distinguere il bene dal male
e per questo tuo Servizio in dono
riceverai l’Amore.

indifferenza


Sono molte le atrocità nel mondo
e moltissimi i pericoli:
Ma di una cosa sono certo:
il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza;
il contrario della vita non è la morte,
ma l’indifferenza;
il contrario dell’intelligenza non è la stupidità,
ma l’indifferenza.

cardamomo intrigante



del cardamono quale tonificante e afrodisiaco è ancora ben vivo come per la preparazione del caffè alla moda de Le Mille e una Notte che tanto intrigavano anche i signori del rinascimento medievale

RUBI HALINE


SOLO QUELLI CHE SONO COSI' FOLLI
DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO,
- AFFERMA RUBI HALINE
LO CAMBIANO DAVVERO

sabato 3 ottobre 2009

Tuchinas sostiene

Tuchinas sostiene che
male voluto
non è mai troppo

limitante


i limiti del tuo linguaggio

- sorride Laris Tulesne -

significano i limiti del tuo mondo.

Sabato Ultimo


In media, un individuo vive settantacinque anni. Alcuni vivono più a lungo, altri meno, ma la persona media raggiunge questa età. Nel realizzare questo fatto, in un soleggiato sabato pomeriggio, Alberto fece dei veloci calcoli per contare quanti sabati una persona media è in grado di vivere: 3.900. Avendo cinquantacinque anni, ad Alberto rimanevano 1.000 sabati ancora da vivere. Si recò in un negozio di giocattoli e comprò tutte le biglie di vetro che avevano, 1.000 in tutto. Più tardi Alberto mise tutte le biglie in un vaso di vetro che poi sistemò nel soggiorno. Ad ogni sabato che passava, Alberto toglieva una biglia dal vaso di vetro e la buttava via. Alberto guardava il contenuto del vaso che diminuiva drasticamente e rifletteva sul fatto che non aveva moltissimo tempo per crearsi una vita più felice. Ogni giorno notare di aver perso ancora una opportunità di avere un giorno felice lo rendeva particolarmente negativo verso se stesso e la sua vita.


IL TEMPO NON ASPETTA NESSUNO


Un giorno arrivò il suo ultimo sabato. Alberto non aveva mai osservato la sua vita da questo punto di vista. Non aveva mai affrontato seriamente il fatto che la vita è corta e che c’è un tempo limitato per viverla al meglio. Alberto guardò le sue priorità e fece qualche aggiustamento. All’inizio della lista mise “trascorrere più tempo con la famiglia e con gli amici”, “apprezzare quello che ho”, “godere di ogni momento in cui sono vivo”. Senza cambiare il suo mondo esterno, la vita di Alberto era completamente differente. Non decise di guadagnare più soldi, di perdere peso o di creare nuove relazioni. Semplicemente prese quello che aveva e si mise a guardarlo sotto una nuova luce. Dopo aver fatto delle biglie parte della sua vita, la sua nuova attitudine gli permise di riequilibrare le aree della sua vita di cui non era soddisfatto. Prima sentiva che gli mancava il potere di cambiare alcunché e desiderava solo che le cose migliorassero senza che lui facesse nulla. Ora stava compiendo delle azioni positive per creare la vita che lo facesse sentire bene. Sappiamo tutti che non possiamo vivere per sempre, ma pensarci nei termini che vi ho appena raccontato potrebbe veramente aiutarci a mettere le cose nella giusta prospettiva. Ci rende consapevoli di quanto valore c’è in ogni singolo giorno che passa, e di quale perdita sarebbe se non potessimo goderci ogni giorno della nostra vita. A seconda della tua età, hai un certo numero di biglie che ti rimangono nel vaso. Se non hai ancora creato la vita che hai sempre sognato, a quale punto deciderai di iniziare il cambiamento? Quante altre biglie devi gettar via prima che inizi a goderti la tua vita?


IL TEMPO GIUSTO E’ ADESSO


Oggi è il giorno ideale per fare un cambiamento. Oggi è il tuo giorno per compiere il primo passo verso i tuoi obiettivi e i tuoi sogni. Immagina… vivere la vita a modo tuo, facendo quello che vuoi, e amarne ogni minuto. E’ possibile. Puoi avere qualsiasi cosa vuoi nella vita, ma devi avere il controllo della tua motivazione e farla lavorare per te.

Le cause di ogni avvenimento

assomigliano alle dune del mare:

una segue l’altra,

e l’ultimo perché,

presso il quale si potrebbe riposare,

stà nell’infinito.

venerdì 2 ottobre 2009

titanic


Manifesto del contadino folle


Amate il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Desiderate sempre più case prefabbricate.
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini, e di morire,
e avrete una finestra nel pensiero.
Nemmeno il vostro fututo sarà più un mistero,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassetto.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto
ve lo faranno sapere.


Ma tu amico,


ogni giorno,
fà qualcosa che non possa entrare nei calcoli.
Ama il Creatore, ama la Terra.
Lavora gratuitamente.
Conta su quello che hai e sii povero,
ama qualcuno anche se non lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani.
Nel tuo rapporto con ciascuno di loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura ciò che non capisci,
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l'uomo non ha razionalizzato,
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio.
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per raccogliere.
Afferma che le foglie quando si decompongono
diventano fertilità.
Chiama questo "profitto".
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia nei 5 cm. di humus
che si formeranno sotto gli albero ogni mille anni.
Stai a sentire come si decompongono i cadaveri:
metti l'orecchio vicino
e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire.
Aspettati la fine del mondo.
Sorridi, il sorriso è incalcolabile,
sii pieno di gioia.
Finché la donna non ha abbastanza potere,
sostieni la donna più che l'uomo.


Domandati:


questo potrà dare gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest'altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all'ombra,
posa il capo sul suo grembo ...
e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente.
Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come segnale
per indicare la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe,
che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

Piscu


A volte ,se mi metto faccia a faccia
- sospira Piscu -
non riesco a vedere la faccia dell'Altro.

enigma


Il perimetro di un essere umano
è pari alla lunghezza di un frammento di personalità
moltiplicato per il numero delle proprie esperienze variabili
(?)

sono




sono l'imperitura ruota
sono lo sfuggente salmone
sono l'intrepida lancia
sono colui che suona l'arpa nera
sono colui che evoca le parole sacre
sono colui che suscita il sogno
sono l'ombra nell'oscurità
sono la tristezza per ciò che è stato (e non è più)
sono il nome mai pronunciato
fui colui che giurò sulle sacre pietre
fui colui che torna in essere
fui colui che per i suoi figli piange
sono colui che venne per primo
sono colui che i figli sospinse
sono colui che per ultimo chiuderà il sacro cerchio (recinto)


di fuori


Ci sono tre pietre che non bisogna mai portare
se non per ottenere effetti specifici per breve tempo
- mi spiega Katlina :
1) l'amazzonite 2) la malachite 3) l'occhio di tigre.
Come vedi la malachite è al secondo posto.
Sono pietre che conducono
a una grande stimolazione endocrina e ormonale
che può essere utile in alcuni casi
ma devastante in altri,
per intenderci mandano veramente di fuori
e io le ho sperimentate tutte e tre personalmente

giovedì 1 ottobre 2009

dammi una mano

Se cerchi una mano
disposta ad aiutarti,
la trovi alla fine del tuo braccio.

ex tremiste

Quando per caso trovo delle idee insolite
le metto alla prova.
E il mio modo di metterle alla prova
è di estremizzarle

1


Cosi il confronto
mi aiuta a vivere
e le guerre a morire.

mare traverso

con il mare ho un rapporto travolgente.
Quando lo vedo muoversi,impazzire,calmarsi,
cambiare colore,rotta, è il mio amante .

recensione - Ombra della Sera


Raffinata poetessa dotata di intensa interiorità che si muove in un'articolazione di riflessioni e sogni espressi con un linguaggio denso di inventiva e risorse metriche, la Busca Gernetti in questa terza silloge Ombra della sera mantiene inalterata la sua cifra poetica in perfetta sintonia con l'incidenza simbolica delle immagini di cui aveva già dato prova nelle due precedenti sillogi: Asfodeli e La luna e la memoria. Ritualità di pulsioni laico-religiose che si accavallano e s'inseguono nel fecondo vivaio del suo universo dove la metafora dell'ombra della sera: "Forse la vera essenza si svela nel tardo crepuscolo presso l'oscura soglia della tetra notte" inanella le immagini in un unico affresco visionario a raggruppare le sezioni della raccolta: Metempsicosi, Ombra della sera, Eros, Elegie sicane, Canto della terra, Notturno, Thanatos, il cui ordito si dipana come un ininterrotto racconto.
La necessità di comprensione di sé, il desiderio d'immergersi nella natura: "le siepi ormai bianche di petali le timide viole che occhieggiano tra il verde rigoglio del prato, mi perdo con lo sguardo nella pura e immensa azzurrità del cielo e delle onde", il motivo religioso o quanto meno del trascendente: "io sono tutto e nulla nella chiaria dell'alba", il richiamo sottile dell'infanzia goduta: "oggi vivevo nel passato ero una bimba timida e scontrosa china sull'umida scabra battigia che cercava pietruzze colorate", la comunione poetica con gli altri: "l'ora di Barga del Poeta è viva nella mente", sono motivi frequenti della sua tematica abilmente interpretati da un verseggiare sapiente in cui il verso libero ben si amalgama con metri classici. Una poesia senza dubbio dotta in cui però la spontaneità di certe intuizioni: "una pietruzza verde fra le dita", non è affatto invalidata dall'alchemica progressione di versi come questi: "ecco mi bagno nel limpido mare turchino, nel mare che Ulisse ardito, con l'agile chiglia solcava alla volta del regno ventoso di Eolo". E non mancano i richiami e gli appuntamenti con Eros che acquistano fascino particolare per riferimenti forse autobiografici perché quando la storia di sé diventa urgente, sfugge dalle mani dell'autore e si fa inchiostro: "amaro è l'attendere vano mentre ore mute, incolori sembrano immobili". Né mancano stupende immagini rubate alla terra cui la nostra è tenacemente legata in una sorta di sensuale, atavico innamoramento: "il canto della terra è un lieve stormire di fronde un sussurro dolce dolente nel pallore dell'alba, sinfonia della vigna violacea di grappoli turgidi nell'aria sonora di vespe, campi di papaveri squillanti sulle prode nell'oro delle spighe (...)" dove il dettato poetico si fa carico di odori e presenze e diventa tessuto cromatico quasi a esorcizzare la paura dell'ombra. E neppure trascurato l'argomento morte (Thanatos) dove si fa certezza l'umano destino tribolato, dove forse emerge quella parte oscura di noi, l'ombra appunto: "occhi senza sorriso scuri nel volto triste" e più avanti "tutta la notte nel rifugio nella grande cantina dal soffitto a crociere", ma dove però nella mancanza di un giudizio negativo e nell'appassionato appello a un Padre misericordioso: "ti prego padre mio celeste fammi risvegliare bambina" la poetessa attraverso il lievito della religiosità unitamente a quello degli affetti familiari scommette sulla bontà dell'uomo dividendo con gli altri le sofferenze di un percorso di vita. Sofferenze da cui come dice Madame de Sévigé si esce anche attraverso lo scrivere: "l'unico modo per rendere tollerabile un'indicibile sofferenza".
Recensione
Ombra della sera
poesia
Autori
•
Giorgina Busca Gernetti
Edizione:Genesi Editrice Torino 2002
Prefazione di Antonio Gagliardi. Rassegna critica - pp. 162
prezzo: € 9,50
Recensione a cura di

Giuliana Matthieu Chiocchini
Pubblicata su:La Ballata nr.2/2003

logica esistenziale


Chiedo a Lucumone Vel Supline :
"V'è una logica nell'esistenza?
" Egli mi dice:
"Senza esistenza non può essere definita una logica,
essa è quindi a posteriori all'esistenza stessa
e quindi irrilevante e privo di senso il quesito ...
inoltre essa composta di parti o proposizioni
e non è una proprietà intrinseca
quindi l'intaglio è irrilevante alla stessa.
Due sono le realtà che si scontrano nell'esistere:
il caos e l'oscurità:
quelle sono immanenti,
imperiture quantità di sostegno
e dominano tutto,
compenetrandosi ...
esse sono a priori dell'esistenza.""

Larth - gli dico -
ti rendi conto dell'affermazione che hai fatto?
Se la minoranza dovesse appropriarsi
di queste idee il Regno potrebbe crollare
sulle sue stesse basi ...
""Se il nostro popolo non compirà presto
il passo verso l'Oscuro esso si estinguerà,
ma non è quella la peggiore
delle conseguenze come tu ben sai ...
La peggiore delle estinzioni
e quella che avviene
nella non conoscenza e nell'ottusità,
la non consapevolezza è colpa."



brutto carattere



C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere.Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno:aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo.Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato.Lo steccato non sarà mai più come prima.


Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

mercoledì 30 settembre 2009

giochi di Acquario


Strano segno l'Acquario. E' il segno dell'incomprensibile e strano periodo che stiamo vivendo in tutto il mondo, ma anche qui in Italia non si scherza. Basta dare un'occhiata ai news...e che notizie! Una Babele di Notizie. Un presidente "one man show", l'esemplare del narcisismo portato all'inverosimile eccesso, dichiara se stesso come salvatore della Patria, assegnandosi meriti che vengono "in primis" da soldi pubblici, quindi dai nostri soldi. Non le ha mica comprate lui con i suoi soldi, le case ai terremotati. Eppure...Ma è vero, quando si tratta di incensarsi tutte le occasioni sono buone. Poi si può fare una scelta per il candidato Nobel. Il premier oppure Gino Strada. Il gatto e la volpe. Sarebbe meglio Gino Strada, ma anche il Nobel si compra. E poi: "E' stato proprio un bel funerale!" Funerali di Stato, funerali mediatici, per i morti ammazzati, i canti, cori, cortei, gli applausi. Gli applausi? Ma a chi si applaude è difficile da capire. Applaudiamo al morto? E' rito collettivo, un modo di esorcizzare la propria spaventosa morte, di sottolineare la differenza, loro i morti, noi, vivi. Che mancanza di rispetto. Proprio ieri (era il compleanno del Presidente Berlusconi...) ,che si forma nel cielo una spettacolare congiunzione Luna - Giove- Nettuno,dio del mare e dei maremoti, intorno ai 16 gradi dell'Acquario, torna lo tsunami, il terremoto degli oceani come nel 2004.. .
Naturalmente noi vediamo il tranquillo spettacolo degli astri, silenziosi la sera dopo il tramonto e per buona parte della notte. Ma nel mondo, che baccano. In astrologia la congiunzione Luna-Giove è d'altronde considerata tra gli aspetti più favorevoli in assoluto, in quanto le caratteristiche espansive di Giove trovano nella Luna il naturale terreno fertile che ne permette la piena manifestazione. Generalmente una congiunzione Luna-Giove nel quadro radix può essere segno di prosperità, abbondanza di risorse, generosità e popolarità; contraddistingue i soggetti che sanno amare e farsi amare, che sanno essere tolleranti e indulgenti. Ma l'Acquario,attraversato in questo periodo da Nettuno purtroppo diventa un segno strano: è il segno che fa rivivere sullo schermo mediatico, il periodo decadente dei giochi al colosseo, enormi quantità di violenza, processi mediatici sugli assassini, una continua carrellata di nefandezze umane messe al microscopio, senza senso, senza nesso comune, come nei giochi degli antichi romani, per scacciare la noia, o per distrarre l'attenzione pubblica..

saltato fuori


Allora sono saltato dalla finestra
e ho pigiato sull’acceleratore,
sono entrato in contatto con i prati e le libellule,
e a un certo punto
non c’erano più prati
ma un promettente tic-tac,
un brusco accenno di musica
e altri che come me cercavano il brivido.

cerchio in croce


Un indiano Hopi racconta di come,
nel lontano 1492 le varie tribù
accolsero come fratelli
noi occidentali e di come si aspettassero da noi
benevolenza e saggezza,
ma come, purtroppo,
i nostri antenati smentirono
queste speranze

"Le nostre profezie parlano del popolo bianco.
Un tempo essi erano nostri fratelli,
andati verso est per imparare tutte le invenzioni di quella lontana regione.
Noi aspettavamo il loro ritorno e le loro conoscenze
per poter migliorare la nostra vita.
Noi ci aspettavamo che essi completassero
il nostro cerchio di natura spirituale.
Ma invece di riportare il simbolo del cerchio,
sono ritornati con la croce.
Il cerchio mantiene unita la gente,
la croce la divide."

natural mente


Comprendere la ragione naturale con gli strumenti del pensiero
– afferma Farslie –
È come bere la minestra con una forchetta

suplu


Arcangeli Archibugeri Inca

Inca
29 SETTEMBRE, FESTA DEGLI ARCANGELI
Gli Arcangeli Archibugieri rappresentano i falconi, che nella Cultura incaica sono la personificazione dei defunti che dopo la morte assumono quelle sembianze e proteggono i propri familiari e, per questa ragione, sono considerati i Protettori della casa. Nel Libro di Enoc, gli Arcangeli Archibugieri sarebbero 5, ma all’origine erano 14. In alcune serie dell’Esercito Celestiale, però, i pittori s’ispirarono ad un trattato flamenco d’archibugieria, nel quale si descrivono i 15 movimenti necessari per la carica dei moschetti. In conformità a quel testo, quindi, la varietà delle pose si prestò alla rappresentazione di altrettanti Arcangeli guerrieri. L’Arcangelo Archibugiere Gabriele (Gabriel Dei, o Gabriel Forti Dei), è rappresentato con una bandiera in spalla e il giglio poggiato ai suoi piedi, Raffaele (Rafael Dei) impugna una lancia o una picca, mentre un pesce giace per terra davanti a lui, Adriele (Hadriella Lasio Dei) è con un archibugio in spalla, Asiele (Asiel Timor Dei) è con l’arma rivolta verso il basso, Aspiele (Aspiel Apetus Dei, il Messaggero Celeste) punta l’archibugio verso l’alto, Leiele (Laeiel Dei) lo sta caricando, Uriele (Uriel Dei) vi sta mettendo la polvere da sparo, Letiele (Letiel Dei) mostra l’archibugio con la miccia.

Rune Hubbli


Le conseguenze delle vostre azioni - mi spiega Rune Hubbli -
sono assolutamente al di fuori del vostro controllo:
solamente le vostre intenzioni lo sono,
per questa ragione la logica vi impone di controllare le intenzioni.
Tutto ciò perché gli effetti delle vostre azioni
interagiscono in modo non lineare
sia con le interazioni interne al sistema
sia con gli effetti delle azioni degli altri componenti sul sistema

ieri,29 settembre


martedì 29 settembre 2009

www . wiloworld


Il progetto “L’Urlo” non è certamente una novitá in rete.
Si tratta semplicemente di un “sensless collaborative book”,
un esperimento di comunicazione come ce ne sono molti nel web.
Alla base c’è il concetto di collaborazione,
scambio di sensazioni, voglia di esprimersi.
È ciò che la rete offre ogni giorno a milioni di persone.
Episodi come questo definiscono ancora più in profondità
il senso della realtà
(virtuale e non, poco importa a questo punto)
del futuro più prossimo.

Non più due mondi separati ma uno solo.

L’idea di un progetto totalmente anonimo,
privo di un senso o di una direzione,
è come il respiro di un organismo gigantesco
composto da una moltitudine di unità-cellule.
È il prodotto della rete.
L’inesauribile macchina della creatività,
che corre a velocità supersonica
attraverso chilometri di filo
(e sempre più spesso nell’etere),
ha bisogno di essere definita.
Un po’ come un segmento,
che altro non è che una parte di retta (infinita)
delimitata da due punti.

Il senso del progetto è proprio questo.
Come accennato anche nel precedente
Versetti Poetronici, dal caos sistematico
(lo stato primario del processo creativo)
si passa al caso controllato
(trovare un senso a quello che un senso non sembra avere).
Anche se il risultato di un progetto simile
sembra più volgere all’involuzione
(un libro è un ormai da considerarsi un oggetto del passato),
bisogna tener presenti un paio di cose.

Primo,
non sappiamo, anche se molti cercano di intuirlo,
come si evolverà il fenomeno Internet in futuro.
Può anche darsi che rimarrà un mezzo
alla portata di pochi,
proprio a causa della sua natura partecipativa.
Non tutti sono in grado di abbandonarsi
all’orgia della collaborazione.
Secondo,
non è detto che la rete rimanga libera
come lo è oggi.
Mi piace pensare a questo libro
come l’ultima testimonianza di qualcosa di scomparso,
dentro un incubo Orwelliano
in cui i pompieri non bruciano
i testi di letteratura ma i pc.
Quando anche l’ultima connessione
verrà tagliata e l’ultimo supporto digitale cancellato,
torneremo a collezionare quintali di carta
sopra gli scaffali.
E non avremo più modo di URLARE!

manuale atnesco

Atnl usa le parole per costruire
un grande manuale di sensazioni.
Chiudo gli occhi e la lascio fare.

25 falli pendenti

Lo scandalo?
E' negli occhi
di chi guarda.

mi son svegliato e..


Oggi,29 settembre




Proibisco che nei templi ci sia alcun simulacro
perché la divinità che anima la natura
non può essere rappresentata-

29

Ma che cosa diventa quando si diffonde in icone,
quando si demoltiplica in simulacri?
Resta l’istanza suprema, che semplicemente si incarna,
attraverso le immagini, in una teologia visibile?


Oppure si volatilizza nei simulacri,
che di per sé dispiegano un loro fasto
e un loro potere di fascinazione dal momento
che il macchinario visibile delle icone
si sostituirebbe all’Idea pura e intelligibile di Dio?

Dio non è mai esistito,
ne è sempre esistito soltanto il simulacro.
O anzi meglio,
Dio stesso non è mai stato altro che il proprio simulacro.

Tesoro Templare


il Prete SAUNIERE
Nominato parroco nel 1885, della chiesa di Rennes-le Chateau, minuscolo villaggio nel Sud della Francia, portò il suo segreto nella tomba.
Nel 1896, nonostante non avesse mezzi personali e dovesse essere aiutato dai propri parrocchiani, il prete cominciò a spendere come un milionario, acquistando terre, costruendo ville e giardini e, facendo costose migliorie nel villaggio e nell’antica chiesa.Alla domanda da dove venissero quei soldi, lui raccontò al suo vescovo che era un dono di persone molto ricche, la cui identità non poteva essere rivelata, perché coperta dal segreto del confessionale.La maggior parte delle persone, pensava invece che il giovane prete avesse trovato un tesoro sepolto e fosse riuscito a vendere il tutto a dei compratori che avevano acconsentito a mantenere il silenzio.Vennero fatte persino supposizioni che Saunière avesse trovato il leggendario “Tesoro di Gerusalemme”, supposizioni suffragate da alcuni fatti storici.Ripercorriamo il cammino dell’antico tesoro di Giudea, a volte chiamato “Il Tesoro di Salomone”.In origine conservato nel Tempio di Gerusalemme, fu portato via dai Romani nel 70 d.C., messo in mostra e custodito a
Roma, solo per divenire poi bottino di guerra quando i Visigoti saccheggiarono la città nel 410 d.C.Verso la fine del V secolo, i Visigoti avevano conquistato gran arte dell’Europa Occidentale e avevano costruito città, tra cui una in cima ad una collina ch’era diventata uno degli ultimi baluardi nella Galla, nel tempo quella città-fortezza si trasformò in una piccola borgata isolata: Rennes-le-Chateau.E’ possibile quindi che il tesoro dei Visigoti, comprendente quello di Gerusalemme, fosse nascosto in una grotta naturale o in un passaggio.Saunière conosceva bene la storia del villaggio e sapeva che la sua chiesetta era stata costruita sopra un’antica struttura visigota.Nel 1891, convinse i propri parrocchiani a racimolare dei soldi per dei restauri urgenti, fece spostare la pietra dell’altare e scoprì che uno dei pilastri cavi, sui quali poggiava, conteneva delle antiche pergamene.In un primo tempo sembravano delle semplici trascrizioni di brani dei Vangeli, tuttavia Saunière guardò più attentamente e trovò tracce di un codice complesso entro le righe copiate.Pare che questo codice sia stato decifrato con l’esperta assistenza di altri ecclesiastici parigini.Saunière riconobbe gli accenni a precisi punti di riferimento nella zona che circondava Rennes-le-Chateau, notò allusioni a Dagoberto ( il re merovingio) e a Sion ( Giudea) collegati alla parola “tesoro”.Il primo risultato delle sue ricerche fu il ritrovamento di alcuni reperti merovingi di cui parlò, ma qui iniziò il mistero.Si possono fare solo supposizioni su ciò che accade e che lo fece entrare in possesso di un’ingente fortuna, sebbene le congetture si basino su solidi fatti e lo stesso Saunière lasciò un’infinità di indizi.Per prima cosa, s’incaricò personalmente dei complessi lavori di restauro della chiesa; alcune decorazioni appaiono bizzarre, sconvenienti, persino blasfeme.Molti visitando Rennes-le-Chateau si chiedono come mai sulla pietra sopra la porta della chiesa sia scolpita la frase: “Terribilis, est locus iste” questo luogo è terribile; Oppure perché una grottesca statua del demonio Asmodeo stia a guardia della porta e questa statua è la prima cosa che si nota entrando.La spiegazione di tutto ciò, e di altre immagini tutt’ altro che sacre che si trovano all’interno, è che forniscano la chiave di lettura sulla fonte delle ricchezze del prete, per esempio Asmodeo era il leggendario guardiano demoniaco del tesoro di Gerusalemme.
Nessuno sa quale fosse il tesoro, né in quali mani sia finito; forse il giovane prete l’ha usata tutto e ha voluto lasciare ai posteri solo la curiosità di un misterioso segreto.

lunedì 28 settembre 2009

tu che sei parte di me . G.Nannini


Potere della Grotta


Rennes-le-Château
e il mistero dell'abbazia di Carol

di Roberto Volterri, Alessandro Piana
Editore:
SugarCoPrezzo: 16,50
EuroDati: p. 157Anno: 2005
Descrizione:

Un minuscolo, quasi inesistente villaggio del sud-ovest della Francia nella seconda metà del XIX secolo. Uno strano prete; un’enorme disponibilità di danaro; dei magnifici ed inconsueti edifici religiosi... No, in questo nuovissimo libro di Roberto Volterri ed Alessandro Piana, autori di “L’Universo magico di Rennes-le-Château” (SugarCo 2004) non vengono descritte ancora una volta le misteriose ‘gesta’ dell’abate Bérenger Saunière. Ci troviamo invece a Baulou, in una località, in un villaggio che si fa fatica a definire tale, sperduto nella campagna francese, dove un altro enigmatico prete – in gran parte anch’egli finanziato dagli stessi ‘strani’ personaggi che aiutarono Saunière… – creò, qualche decennio prima, un suo particolarissimo ‘regno’, dotato di costruzioni al confronto delle quali Villa Bethania e Torre Magdala… impallidiscono. Poi… tutto esplose, letteralmente esplose! Tranne la ‘Grotta della Maddalena’, la ‘Grotta dei Gethsemani’ e qualcos’altro… ancora da scoprire insieme agli autori di questo nuovo ed intrigante volume. Un’inedita ‘pagina’ della ‘storia infinita’ di Rennes-le-Château...

Welthur Spurinna


La civiltà moderna appare nella storia
come una vera e propria anomalia:
fra tutte quelle che conosciamo – spiega
Velthur Spurinna -

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essa è la sola che si sia sviluppata in senso puramente materiale,
la sola altresì che non si fondi
su alcun principio di ordine superiore.


Tale sviluppo materiale che prosegue ormai da diversi secoli,
è stato accompagnato da un regresso intellettuale

che esso è del tutto incapace di compensare

umilmente,sogno



Viaggiando in lungo e in largo per il mondo
ho incontrato magnifici sognatori,
uomini e donne che credono con testardaggine nei sogni.

Li mantengono,
li coltivano,
li condividono,
li moltiplicano.
Io umilmente, a modo mio,
ho fatto lo stesso.

bandiera rossa sul Gianiicolo


Per i moderni gli Etruschi sono un popolo misterioso. Affascinano l'origine sconosciuta, la lingua non completamente interpretata, le tradizioni magico-religiose, le necropoli, le creazioni artistiche.Per gli antichi gli Etruschi avevano indubbiamente più concretezza.Per i Siracusani erano dei concorrenti temibili sul piano commerciale e su quello militare.Per i Cartaginesi erano degli alleati con cui spartirsi il controllo del Mediterraneo Occidentale.Per i Celti erano un popolo molto ricco, da depredare periodicamente.Per Alessandro Magno e per i Greci erano dei pirati che rendevano insicura la navigazione nel Tirreno e nell'Adriatico.Per i Romani erano i nemici per antonomasia, la bandiera rossa sul Gianicolo era il segno dell'avvicinarsi delle schiere etrusche.Per i Romani erano gli amici dove portare in salvo le vestali e i sacri vasi quando i Celti calavano sull'Urbe.Per i Romani erano simbolo della cultura e presso le loro città i nobili romani andavano a studiare esattamente come avrebbero fatto in seguito con Atene.Per i Romani erano i saggi in possesso dell'antica disciplina che univa il profano al divino.


clicca sopra la foto

vagante


irreperibile.

come schiere di innumerevoli

esseri senzienti.

domenica 27 settembre 2009

in viaggio


La Vita è un viaggio, in ogni viaggio c'è Vita.
E' questo continuo viaggiare e nel viaggiare cercare,
sperimentare che ci rende vivi.

sapore di sale