martedì 6 ottobre 2009

Al di là del bene e del male

gli occhi capiscono senza parole
- afferma Cocunde Vincu -
perchè gli occhi celano più che rivelare


ISOTROPICA


l'orologio atomico mi affrontava capovolto.
niente in cui trovare tepore a lungo termine,
ma la relazione tra il suono e la percezione.

Buon Costume


Poi ci sono quelli della buon costume.
Che poi si vestono di merda,
datemi retta o datemi il retto.
Sono feroci, veloci,organizzati.
Tanti sono froci, ex stilisti, eroinomani,
acidomani con la mania della masturbazione in pubblico.
I ragazzi della Buon Costume
si aggirano sempre per i negozi di abbigliamento
dove difendono il loro credo:
il loro scopo è comprare le cose più brutte,
goffe, paradossali che trovano nei negozi
per tenere in piedi il mercato,
lo scopo di tutto questo non lo sa nessuno,
forse nemmno loro,
o almeno non io quello che conta
è che quella roba continui a circolare
che cappelli giganti viola, bastoni laccati,
occhiali imperlati, magliette con ultrascollo da uomo,
pellicce, moon boot di pelo di faina muschiata e tutto il resto
siano in giro,
siano sotto gli occhi del mondo e circolino,
come virus, nelle vene del sistema.

incerta


incerta profondità di campo.

improvvisa profondità

di tempo

improvvisa


incerta profondità di tempo.

improvvisa profondità

di campo.

siamo tutti meticciati

e contaminati

dai diversi respiri del mondo

Laris Weliote


ascolto Laris Weliote,

dirmi che le chiavi della prigione

sono nelle mie dita.

lunedì 5 ottobre 2009

Hansne Templui

clicca sopra la foto


dal tuo corpo in putrefazione

cresceranno i fiori - mi conferma Hansne Themplui -

Questa è l'eternità

Ultima cripta


L'Ultima Cripta
di Fernando Gamboa

Editore: Il Punto d'Incontro
Collana: NarrativaPrezzo: 17,90 EuroDati: 416 p.Anno: 2009
Descrizione:

Ulises Vidal, sommozzatore professionista, tra i coralli lungo le coste dell'Honduras scopre una campana di bronzo risalente al XIV secolo. L'inspiegabile ritrovamento lo spinge a investigare, aiutato da un'archeologa messicana e da un medievalista spagnolo. Dopo un viaggio intorno al mondo alla ricerca di indizi, nella prima mappa del mondo completa della storia troveranno le prove che confermano la loro scoperta: i Templari raggiunsero le coste americane due secoli prima di Colombo... nascondendo laggiù un controverso tesoro.

Catari & Templari



Anche Rennes-le-Chateau, un piccolo paese della provincia francese del profondo sud, divenne teatro di una caccia al tesoro, simile a quella di Gisors.Quella che era iniziata per gli studiosi Lincoln, Baigentl e Leigh come semplice ricerca del tesoro condusse, per loro stessa ammissione, a un labirinto sempre più intricato di segreti, la cui scoperta, dal loro punto di vista, avrebbe potuto avere conseguenze tanto rivoluzionarie, che intere parti di storia dell’Occidente avrebbero dovuto essere riscritte.Tutto sarebbe iniziato, secondo i tre autori, nel 1885, quando un certo Bérenger de Saunière diventò parroco nel paese di Rennes-le-Chateau. Nonostante disponesse solo delle entrate estremamente ridotte di un parroco di paese e non possedesse alcun patrimonio personale, a partire dal 1896, cominciò di punto in bianco a spendere molto denaro. Solo per i francobolli spendeva più di quanto guadagnasse ufficialmente in tutto l’anno. Fece restaurare la chiesa, si costruì una villa e mise da parte un patrimonio in porcellane, sculture antiche e libri rari.

Indiscutibilmente aveva raggiunto un benessere improvviso e per cercare di chiarire da dove provenisse questa ricchezza è stato speso molto inchiostro. Per quanto diverse fossero tra loro le teorie, anche qui i Cavalieri Templari occupano una posizione di primo piano. Dipende dal fatto che Rennes-le-Chateau, un paese posto su una montagna impervia e appartata, era stato un territorio chiave dei Cavalieri Templari; infatti, su cinquantadue chilometri quadrati si trovavano sei sedi dell’Ordine, che servivano ufficialmente a sorvegliare la strada dei pellegrini verso Santiago di Compostela, che passava per quel territorio.

È facile supporre che nel 1307 i Cavalieri Templari, che già sospettavano di essere arrestati, abbiano trasportato le loro ricchezze al sicuro nella regione in cui erano più presenti e dove potevano contare sul massimo appoggio da parte della popolazione. Nel XII e nel XIII secolo, l’ impervia regione di montagna intorno a Rennes-le-Chateau era divenuta un bastione dei
Catari e, durante il loro sterminio operato dalle crociate di papa Innocenzo III, molti perseguitati avevano trovato asilo nelle fortezze dei Cavalieri Templari in Languedoc e molti erano persino entrati nell’Ordine.

I Cavalieri Templari, infatti, si opposero rigorosamente all’ordine papale di alzare la spada contro dei Cristiani, anche se eretici. In quel periodo di persecuzione, tra i Cavalieri Templari e gli abitanti della regione si formò una solida comunità, tanto che l’intera regione si trasformò in un unico covo di resistenza contro il re francese e la Chiesa. In realtà i Cavalieri Templari che vivevano nella sede dell’ Ordine sul Bézu, una montagna nelle vicinanze di Rennes-le-Chateau, nel 1307 riuscirono a sfuggire alle guardie del re.

Non è chiaro se furono avvertiti o se forse la polizia locale li lasciò scappare di proposito, in ogni caso è chiaro che qui i Cavalieri Templari si muovevano in assoluta sicurezza. Qui sarebbe stato conservato al sicuro, per secoli, il tesoro del Tempio. Molte leggende in Languedoc raccontavano che il tesoro dei Cavalieri Templari si trovava in questa regione e che era stato portato da Gerusalemme, nel 70 d.C., dall’imperatore romano Tito.

Il punto di partenza di questa leggenda è l’anno 1156, quando il Gran Maestro Bertrand de Blanquefort, la cui casa natale distava solo a un chilometro e mezzo, ordinò vasti scavi nelle vecchie miniere d’oro intorno a Rennes-le-Chateau.
Tutto ciò si verificò in circostanze misteriose: Bertrand de Blanquefort fece venire gli operai da fuori, dalla Germania, probabilmente perché non avrebbero potuto parlare,con gli abitanti del luogo, di ciò che cercavano o che avevano trovato nelle miniere. Le voci che presto cominciarono a circolare su queste attività dicevano che i Cavalieri Templari cercavano l’oro là sotto, ma è davvero poco verosimile, infatti già i Romani avevano scavato in quella miniera alla ricerca dell’oro finché ne era valsa la pena. Quindi quasi sicuramente questi scavatori non cercavano l’oro.

Cesare d’Arcons, che apparteneva alla squadra di ingegneri, nel suo rapporto scriveva che forse avevano messo al riparo del metallo, costruito oggetti di metallo o forse addirittura scavato una cripta e installato una specie di cassaforte. Cosa doveva contenere questa cassaforte?

E, come arrivò il tesoro ai Cavalieri Templari? I Visigoti nel 410 lo presero ai Romani e lo nascosero in un luogo sconosciuto. Il re dei Merovingi di Francia, Dagobert II, aveva sposato una principessa dei Visigoti e forse proprio da lei era venuto a conoscenza del nascondiglio del tesoro.

Nel corso della ristrutturazione della chiesa del villaggio di Rennes-le-Chateau, il parroco Bérenger de Saunière si sarebbe imbattuto in alcuni documenti cifrati che lo portarono a scoprire un segreto. In uno di questi vi era la citazione: "A Dagobert u roi et a Sion est ce tresor et il est la mort". Vi sono due diverse traduzioni possibili ed entrambe pongono interrogativi. La prima suona così: "questo tesoro appartiene al re Dagobert II e a Sion, e qui giace morto".
La Hauf sostiene che i Cavalieri Templari (o i loro predecessori) avrebbero probabilmente scoperto nella miniera un materiale di enorme valore, che però poteva anche uccidere: l’uranio. Questo spiegherebbe l’impiego di operai stranieri nelle miniere, perché, se fossero comparsi segni sospetti di contaminazione si sarebbe potuto rispedire in patria gli uomini colpiti o lasciarli morire sul posto e quindi farli sparire.

La Hauf ritiene inoltre di sapere come utilizzavano l’uranio i Cavalieri Templari: lo usavano per uccidere lentamente. Così si spiega perché i nemici dell’Ordine morirono quasi tutti nello stesso anno in cui salì sul rogo l’ultimo Gran Maestro
Jacques de Molay (1314), spesso per cause misteriose.
Lincoln, Baigent e Leigh formulano una teoria totalmente diversa, perché ritengono che non si tratti di un tesoro materiale, ma di un segreto tanto pericoloso, che in certi luoghi si sarebbe pagata qualsiasi cifra perché non fosse reso pubblico. Questi autori sono dell’opinione che si tratti della prova inconfutabile che Gesù Cristo non fu crocifisso, ma che visse fino all’anno 45.
Queste enormi quantità di denaro vennero dall’unico luogo a cui potesse interessare che questa sconvolgente notizia rimanesse segreta: il Vaticano. Se infatti Gesù non fosse morto per espiare le colpe dell’umanità e non fosse risorto, cadrebbe il dogma principale della Chiesa Cattolica. Prendendo in considerazione questa ipotesi, alcune dichiarazioni dei Cavalieri Templari durante il processo appaiono sotto una luce totalmente diversa: i Cavalieri Templari sputavano forse sul crocifisso poiché sapevano con certezza che Gesù non era morto sulla croce e quindi quel simbolo era una falsità?
I Gran Maestri sapevano o tenevano questa prova inconfutabile tra il loro Tesoro?
Come ebbero questa prova? Quasi sicuramente la ebbero dai Catari, la cui fortezza più importante, Montségur, era caduta il 15 marzo 1244. Anche in questo caso si dice che uno o addirittura due tesori sarebbero stati portati via, poco prima. Già nel gennaio del 1244 i Catari avevano messo al sicuro il loro oro e argento, ma solo immediatamente prima della caduta della fortezza avrebbero messo in salvo ciò che per loro aveva evidentemente un valore enorme, anche se non si trattava di valore materiale. Dove portarono questo tesoro di enorme valore?

Quasi sicuramente dai Cavalieri Templari a Rennes-le-Chateau, che distava solo una mezza giornata di viaggio e dove, probabilmente, molti Cavalieri Templari erano Catari.
I Catari credevano all’esistenza di due divinità, un’entità essenzialmente spirituale, che rappresenta l’amore puro e un’altra, creatrice del mondo, che, tuttavia, è pieno di errori, impuro e quindi da condannare. Da questa divisione in due parti, i Catari trassero la conclusione che Gesù non potesse essere il Dio del puro amore e, contemporaneamente, assumere sembianze umane e tanto meno morire sulla croce. Anche i Catari negavano quindi che Gesù fosse morto sulla croce. La loro certezza derivava forse dalla "prova inconfutabile" che consegnarono, nel 1244, nelle mani dei Cavalieri Templari?

Ci sono altre analogie tra i Catari e l’Ordine: anche gli inviati dei Catari, ad esempio, viaggiavano per il paese sempre in due, come i Cavalieri Templari, per proteggersi a vicenda dalle tentazioni.

danza macabra


chi non sono


Io sono il riflesso della coscenza
che torna a bussa nei silenzi della sera,
il fiume lento di vino
che placa il dolore dei pensieri,
il demone di nero fumo dalle ombre del giorno che muore.

Dicono sia un mago,
un vagabondo,
uno da cui stare lontano.
un artista di parole,
un principe caduto,
un diavolo che cerca redenzione,
o ancora un folle,
un pazzo,
un'anima braccata che è riuscita a farla franca.

Un perditempo che gioca con la luna,
un cantastorie,
un re,
uno che un tempo è morto
e che non morrà mai più

ghost


Come forse i più attenti avranno notato,
ho voluto cambiare oltre al guscio esteriore,
anche il sottotitolo a questa sorta di disordinato diario di viaggio
che mi sono venuto a costruire,
per poter meglio donare un'identità propria
a questo spazio irreale,
nato dalla voglia di tenere una traccia dei miei pensieri,
e sapere dove andarli a trovare,
il giorno in cui sarò preso dalla voglia di cercarli.

arcadico


Bisogna combattere la tristezza
subito
non si sa mai quanto possa durare
5
Bisogna
vivere la felicità completamente
non si sa mai quanto possa durare


domenica 4 ottobre 2009

quel cappello color porpora


A tre anni Lei si guarda e vede una Regina.

A otto anni Lei si guarda e vede Cenerentola.

A quindici anni Lei si guarda e vede una Brutta sorella ("mamma non posso andare a scuola con questo aspetto qui").

A venti anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati", ma decide che uscirà di casa lo stesso.

A trenta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma decide che non ha tempo di risistemarsi e che uscirà di casa lo stesso.

A quaranta anni Lei si guarda e si vede "troppo grassa/troppo magra, troppo bassa/ troppo alta, con i capelli troppo lisci/ troppo arricciati" ma dice: "almeno sono pulita", ed esce di casa lo stesso.

A cinquanta anni Lei si guarda e si vede "esistere" e se ne va dovunque abbia voglia di andare.

A sessanta anni Lei si guarda e ricorda tutte le persone che non possono più nemmeno guardarsi allo specchio. Esce di casa e conquista il… mondo.

A settanta anni Lei si guarda e vede saggezza, capacità di ridere e saper vivere, esce e si gode la vita.

A ottanta anni non perde tempo a guardarsi. Si mette in testa un cappello color porpora ed esce per divertirsi con il mondo.

Manda questo messaggio a tutte le donne che hai la fortuna di avere come amiche con l' augurio che sappiano afferrare molto prima quel cappello color porpora!

io ti voglio bene

perchè ci sei andato?
ci andai perchè
ci si crede.

Pisa ! Pisa ! Pisa !


Tre volte sulle rive del Mediterraneo compare il nome Pisa: e sempre là dove due fiumi, Arno Serchio, Alfeo e Cladeo, e due rami dell'Ebro o quale altro fiume fosse di Spagna, si univano a delta per formare un'erbosa pianura.Prateria dunque, o delta, significò quel nome in qualche lingua antichissima di popoli antichissimi e scomparsi, che molto tempo prima dell'invasione indo-europeapopolavano la Spagna, l' Italia e la Grecia; e i cui toponimi, generalmente conservatidai loro discendenti Iberi, furono talvolta, dai sopraggiunti Italici e Greci, tradotti nelle proprie lingue. Così Pisa fu detta Olimpia quando prese vigore il culto di Zeus oracolo olimpio, mentre il contado intorno serbava ancora l'antico nome di Pisatide: Invece- e non senza profonda ragione-questa che è LA PIU' ANTICA CITTA'MADRE D'EUROPA , serbò sempre saldo il nome ibero-ligure datole dai suoi fondatori, e quel nome rimase sulle labbra e nel cuore di tutti i loro tenaci nipoti.Pisani rimasero, e non si fecero Etruschi, malgrado la valanga rasenica;pisani furono, e non italici,malgrado l'invasione indo-europea; ne si germanizzarono nonostante le calate dei Longobardi e dei Franchi.Pisani rimasero, e non divennero Toscani, resistendo alle istanze appassionate del secolo guelfo e nazionale; così come mai si erano lasciati romanizzare, ad onta della guarnigione romana, del pretorio, del circo e dell'impero.SE C'E' UN POSTO AL MONDO DOVE DA UN NOME SI PUO' LEGGERE LA STORIA, E' QUESTO, PISA. Incompresa, anzi odiata, senza cercare comprensione, senza averne bisogno ne desiderio, poggiata su millenni di arcaica grandezza che la legano via mare ai Fenici e ad altri popoli navigatori di cui è andato sommerso il ricordo, prima che sorgano le rocche contadine del Tevere e i fondacho attorno al ponte fiesolano, Pisa volge le spalle all'Italia con spirito sidonio e cartaginese e si cerca un impero sul mare, dal quale a lei venne una morte tragica, sidonia e cartaginese.Cartagine oltre la morte patì l'invettiva poetica di Lucrezio,e Pisa quella, celebre, di Dante, che sopportò stoicamente quasi estrema corona.Ma prima che fossero abbattute le sue torri e il suo porto venisse inghiottito dalla sabbia,si era espressa con tale potenza di forme davanti agli Dei e agli uomini, che la stessa carnefice di Corinto, e tanto meno la bramosia di vendetta dei fiorentini, mai osarono toccare la sacra cerchia delle sue mura.

Khitna Murine


Gli altri non si dimenticano
- sospira Khitna Murine .
si uccidono.

Oggi,Plenilunio di Bilancia


Sei di fronte al tuo sentiero
al centro,in perfetto equilibrio
prosegui il tuo cammino.
Muoviti con armonia
mentre scegli costantemente
procedi nella terra di mezzo.
Servi il prossimo tuo in modo
che l’essere umano,
possa servire a sua volta,
imparando a distinguere il bene dal male
e per questo tuo Servizio in dono
riceverai l’Amore.

indifferenza


Sono molte le atrocità nel mondo
e moltissimi i pericoli:
Ma di una cosa sono certo:
il male peggiore è l’indifferenza.
Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’indifferenza;
il contrario della vita non è la morte,
ma l’indifferenza;
il contrario dell’intelligenza non è la stupidità,
ma l’indifferenza.

cardamomo intrigante



del cardamono quale tonificante e afrodisiaco è ancora ben vivo come per la preparazione del caffè alla moda de Le Mille e una Notte che tanto intrigavano anche i signori del rinascimento medievale

RUBI HALINE


SOLO QUELLI CHE SONO COSI' FOLLI
DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO,
- AFFERMA RUBI HALINE
LO CAMBIANO DAVVERO

sabato 3 ottobre 2009

Tuchinas sostiene

Tuchinas sostiene che
male voluto
non è mai troppo

limitante


i limiti del tuo linguaggio

- sorride Laris Tulesne -

significano i limiti del tuo mondo.

Sabato Ultimo


In media, un individuo vive settantacinque anni. Alcuni vivono più a lungo, altri meno, ma la persona media raggiunge questa età. Nel realizzare questo fatto, in un soleggiato sabato pomeriggio, Alberto fece dei veloci calcoli per contare quanti sabati una persona media è in grado di vivere: 3.900. Avendo cinquantacinque anni, ad Alberto rimanevano 1.000 sabati ancora da vivere. Si recò in un negozio di giocattoli e comprò tutte le biglie di vetro che avevano, 1.000 in tutto. Più tardi Alberto mise tutte le biglie in un vaso di vetro che poi sistemò nel soggiorno. Ad ogni sabato che passava, Alberto toglieva una biglia dal vaso di vetro e la buttava via. Alberto guardava il contenuto del vaso che diminuiva drasticamente e rifletteva sul fatto che non aveva moltissimo tempo per crearsi una vita più felice. Ogni giorno notare di aver perso ancora una opportunità di avere un giorno felice lo rendeva particolarmente negativo verso se stesso e la sua vita.


IL TEMPO NON ASPETTA NESSUNO


Un giorno arrivò il suo ultimo sabato. Alberto non aveva mai osservato la sua vita da questo punto di vista. Non aveva mai affrontato seriamente il fatto che la vita è corta e che c’è un tempo limitato per viverla al meglio. Alberto guardò le sue priorità e fece qualche aggiustamento. All’inizio della lista mise “trascorrere più tempo con la famiglia e con gli amici”, “apprezzare quello che ho”, “godere di ogni momento in cui sono vivo”. Senza cambiare il suo mondo esterno, la vita di Alberto era completamente differente. Non decise di guadagnare più soldi, di perdere peso o di creare nuove relazioni. Semplicemente prese quello che aveva e si mise a guardarlo sotto una nuova luce. Dopo aver fatto delle biglie parte della sua vita, la sua nuova attitudine gli permise di riequilibrare le aree della sua vita di cui non era soddisfatto. Prima sentiva che gli mancava il potere di cambiare alcunché e desiderava solo che le cose migliorassero senza che lui facesse nulla. Ora stava compiendo delle azioni positive per creare la vita che lo facesse sentire bene. Sappiamo tutti che non possiamo vivere per sempre, ma pensarci nei termini che vi ho appena raccontato potrebbe veramente aiutarci a mettere le cose nella giusta prospettiva. Ci rende consapevoli di quanto valore c’è in ogni singolo giorno che passa, e di quale perdita sarebbe se non potessimo goderci ogni giorno della nostra vita. A seconda della tua età, hai un certo numero di biglie che ti rimangono nel vaso. Se non hai ancora creato la vita che hai sempre sognato, a quale punto deciderai di iniziare il cambiamento? Quante altre biglie devi gettar via prima che inizi a goderti la tua vita?


IL TEMPO GIUSTO E’ ADESSO


Oggi è il giorno ideale per fare un cambiamento. Oggi è il tuo giorno per compiere il primo passo verso i tuoi obiettivi e i tuoi sogni. Immagina… vivere la vita a modo tuo, facendo quello che vuoi, e amarne ogni minuto. E’ possibile. Puoi avere qualsiasi cosa vuoi nella vita, ma devi avere il controllo della tua motivazione e farla lavorare per te.

Le cause di ogni avvenimento

assomigliano alle dune del mare:

una segue l’altra,

e l’ultimo perché,

presso il quale si potrebbe riposare,

stà nell’infinito.

venerdì 2 ottobre 2009

titanic


Manifesto del contadino folle


Amate il guadagno facile,
l'aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Desiderate sempre più case prefabbricate.
Abbiate paura di conoscere i vostri vicini, e di morire,
e avrete una finestra nel pensiero.
Nemmeno il vostro fututo sarà più un mistero,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassetto.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa vi chiameranno.
Quando vi vorranno far morire per il profitto
ve lo faranno sapere.


Ma tu amico,


ogni giorno,
fà qualcosa che non possa entrare nei calcoli.
Ama il Creatore, ama la Terra.
Lavora gratuitamente.
Conta su quello che hai e sii povero,
ama qualcuno anche se non lo merita.
Non ti fidare del governo, di nessun governo.
E abbraccia gli esseri umani.
Nel tuo rapporto con ciascuno di loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura ciò che non capisci,
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l'uomo non ha razionalizzato,
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio.
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per raccogliere.
Afferma che le foglie quando si decompongono
diventano fertilità.
Chiama questo "profitto".
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia nei 5 cm. di humus
che si formeranno sotto gli albero ogni mille anni.
Stai a sentire come si decompongono i cadaveri:
metti l'orecchio vicino
e ascolta i bisbigli delle canzoni a venire.
Aspettati la fine del mondo.
Sorridi, il sorriso è incalcolabile,
sii pieno di gioia.
Finché la donna non ha abbastanza potere,
sostieni la donna più che l'uomo.


Domandati:


questo potrà dare gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest'altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all'ombra,
posa il capo sul suo grembo ...
e vota fedeltà alle cose più vicine alla tua mente.
Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come segnale
per indicare la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe,
che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la resurrezione.

Piscu


A volte ,se mi metto faccia a faccia
- sospira Piscu -
non riesco a vedere la faccia dell'Altro.

enigma


Il perimetro di un essere umano
è pari alla lunghezza di un frammento di personalità
moltiplicato per il numero delle proprie esperienze variabili
(?)

sono




sono l'imperitura ruota
sono lo sfuggente salmone
sono l'intrepida lancia
sono colui che suona l'arpa nera
sono colui che evoca le parole sacre
sono colui che suscita il sogno
sono l'ombra nell'oscurità
sono la tristezza per ciò che è stato (e non è più)
sono il nome mai pronunciato
fui colui che giurò sulle sacre pietre
fui colui che torna in essere
fui colui che per i suoi figli piange
sono colui che venne per primo
sono colui che i figli sospinse
sono colui che per ultimo chiuderà il sacro cerchio (recinto)


di fuori


Ci sono tre pietre che non bisogna mai portare
se non per ottenere effetti specifici per breve tempo
- mi spiega Katlina :
1) l'amazzonite 2) la malachite 3) l'occhio di tigre.
Come vedi la malachite è al secondo posto.
Sono pietre che conducono
a una grande stimolazione endocrina e ormonale
che può essere utile in alcuni casi
ma devastante in altri,
per intenderci mandano veramente di fuori
e io le ho sperimentate tutte e tre personalmente

giovedì 1 ottobre 2009

dammi una mano

Se cerchi una mano
disposta ad aiutarti,
la trovi alla fine del tuo braccio.

ex tremiste

Quando per caso trovo delle idee insolite
le metto alla prova.
E il mio modo di metterle alla prova
è di estremizzarle

1


Cosi il confronto
mi aiuta a vivere
e le guerre a morire.

mare traverso

con il mare ho un rapporto travolgente.
Quando lo vedo muoversi,impazzire,calmarsi,
cambiare colore,rotta, è il mio amante .

recensione - Ombra della Sera


Raffinata poetessa dotata di intensa interiorità che si muove in un'articolazione di riflessioni e sogni espressi con un linguaggio denso di inventiva e risorse metriche, la Busca Gernetti in questa terza silloge Ombra della sera mantiene inalterata la sua cifra poetica in perfetta sintonia con l'incidenza simbolica delle immagini di cui aveva già dato prova nelle due precedenti sillogi: Asfodeli e La luna e la memoria. Ritualità di pulsioni laico-religiose che si accavallano e s'inseguono nel fecondo vivaio del suo universo dove la metafora dell'ombra della sera: "Forse la vera essenza si svela nel tardo crepuscolo presso l'oscura soglia della tetra notte" inanella le immagini in un unico affresco visionario a raggruppare le sezioni della raccolta: Metempsicosi, Ombra della sera, Eros, Elegie sicane, Canto della terra, Notturno, Thanatos, il cui ordito si dipana come un ininterrotto racconto.
La necessità di comprensione di sé, il desiderio d'immergersi nella natura: "le siepi ormai bianche di petali le timide viole che occhieggiano tra il verde rigoglio del prato, mi perdo con lo sguardo nella pura e immensa azzurrità del cielo e delle onde", il motivo religioso o quanto meno del trascendente: "io sono tutto e nulla nella chiaria dell'alba", il richiamo sottile dell'infanzia goduta: "oggi vivevo nel passato ero una bimba timida e scontrosa china sull'umida scabra battigia che cercava pietruzze colorate", la comunione poetica con gli altri: "l'ora di Barga del Poeta è viva nella mente", sono motivi frequenti della sua tematica abilmente interpretati da un verseggiare sapiente in cui il verso libero ben si amalgama con metri classici. Una poesia senza dubbio dotta in cui però la spontaneità di certe intuizioni: "una pietruzza verde fra le dita", non è affatto invalidata dall'alchemica progressione di versi come questi: "ecco mi bagno nel limpido mare turchino, nel mare che Ulisse ardito, con l'agile chiglia solcava alla volta del regno ventoso di Eolo". E non mancano i richiami e gli appuntamenti con Eros che acquistano fascino particolare per riferimenti forse autobiografici perché quando la storia di sé diventa urgente, sfugge dalle mani dell'autore e si fa inchiostro: "amaro è l'attendere vano mentre ore mute, incolori sembrano immobili". Né mancano stupende immagini rubate alla terra cui la nostra è tenacemente legata in una sorta di sensuale, atavico innamoramento: "il canto della terra è un lieve stormire di fronde un sussurro dolce dolente nel pallore dell'alba, sinfonia della vigna violacea di grappoli turgidi nell'aria sonora di vespe, campi di papaveri squillanti sulle prode nell'oro delle spighe (...)" dove il dettato poetico si fa carico di odori e presenze e diventa tessuto cromatico quasi a esorcizzare la paura dell'ombra. E neppure trascurato l'argomento morte (Thanatos) dove si fa certezza l'umano destino tribolato, dove forse emerge quella parte oscura di noi, l'ombra appunto: "occhi senza sorriso scuri nel volto triste" e più avanti "tutta la notte nel rifugio nella grande cantina dal soffitto a crociere", ma dove però nella mancanza di un giudizio negativo e nell'appassionato appello a un Padre misericordioso: "ti prego padre mio celeste fammi risvegliare bambina" la poetessa attraverso il lievito della religiosità unitamente a quello degli affetti familiari scommette sulla bontà dell'uomo dividendo con gli altri le sofferenze di un percorso di vita. Sofferenze da cui come dice Madame de Sévigé si esce anche attraverso lo scrivere: "l'unico modo per rendere tollerabile un'indicibile sofferenza".
Recensione
Ombra della sera
poesia
Autori

Giorgina Busca Gernetti
Edizione:Genesi Editrice Torino 2002
Prefazione di Antonio Gagliardi. Rassegna critica - pp. 162
prezzo: € 9,50
Recensione a cura di

Giuliana Matthieu Chiocchini
Pubblicata su:La Ballata nr.2/2003

logica esistenziale


Chiedo a Lucumone Vel Supline :
"V'è una logica nell'esistenza?
" Egli mi dice:
"Senza esistenza non può essere definita una logica,
essa è quindi a posteriori all'esistenza stessa
e quindi irrilevante e privo di senso il quesito ...
inoltre essa composta di parti o proposizioni
e non è una proprietà intrinseca
quindi l'intaglio è irrilevante alla stessa.
Due sono le realtà che si scontrano nell'esistere:
il caos e l'oscurità:
quelle sono immanenti,
imperiture quantità di sostegno
e dominano tutto,
compenetrandosi ...
esse sono a priori dell'esistenza.""

Larth - gli dico -
ti rendi conto dell'affermazione che hai fatto?
Se la minoranza dovesse appropriarsi
di queste idee il Regno potrebbe crollare
sulle sue stesse basi ...
""Se il nostro popolo non compirà presto
il passo verso l'Oscuro esso si estinguerà,
ma non è quella la peggiore
delle conseguenze come tu ben sai ...
La peggiore delle estinzioni
e quella che avviene
nella non conoscenza e nell'ottusità,
la non consapevolezza è colpa."



brutto carattere



C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere.Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato.Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno:aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo.Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato.Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse: "Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato.Lo steccato non sarà mai più come prima.


Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà.

mercoledì 30 settembre 2009

giochi di Acquario


Strano segno l'Acquario. E' il segno dell'incomprensibile e strano periodo che stiamo vivendo in tutto il mondo, ma anche qui in Italia non si scherza. Basta dare un'occhiata ai news...e che notizie! Una Babele di Notizie. Un presidente "one man show", l'esemplare del narcisismo portato all'inverosimile eccesso, dichiara se stesso come salvatore della Patria, assegnandosi meriti che vengono "in primis" da soldi pubblici, quindi dai nostri soldi. Non le ha mica comprate lui con i suoi soldi, le case ai terremotati. Eppure...Ma è vero, quando si tratta di incensarsi tutte le occasioni sono buone. Poi si può fare una scelta per il candidato Nobel. Il premier oppure Gino Strada. Il gatto e la volpe. Sarebbe meglio Gino Strada, ma anche il Nobel si compra. E poi: "E' stato proprio un bel funerale!" Funerali di Stato, funerali mediatici, per i morti ammazzati, i canti, cori, cortei, gli applausi. Gli applausi? Ma a chi si applaude è difficile da capire. Applaudiamo al morto? E' rito collettivo, un modo di esorcizzare la propria spaventosa morte, di sottolineare la differenza, loro i morti, noi, vivi. Che mancanza di rispetto. Proprio ieri (era il compleanno del Presidente Berlusconi...) ,che si forma nel cielo una spettacolare congiunzione Luna - Giove- Nettuno,dio del mare e dei maremoti, intorno ai 16 gradi dell'Acquario, torna lo tsunami, il terremoto degli oceani come nel 2004.. .
Naturalmente noi vediamo il tranquillo spettacolo degli astri, silenziosi la sera dopo il tramonto e per buona parte della notte. Ma nel mondo, che baccano. In astrologia la congiunzione Luna-Giove è d'altronde considerata tra gli aspetti più favorevoli in assoluto, in quanto le caratteristiche espansive di Giove trovano nella Luna il naturale terreno fertile che ne permette la piena manifestazione. Generalmente una congiunzione Luna-Giove nel quadro radix può essere segno di prosperità, abbondanza di risorse, generosità e popolarità; contraddistingue i soggetti che sanno amare e farsi amare, che sanno essere tolleranti e indulgenti. Ma l'Acquario,attraversato in questo periodo da Nettuno purtroppo diventa un segno strano: è il segno che fa rivivere sullo schermo mediatico, il periodo decadente dei giochi al colosseo, enormi quantità di violenza, processi mediatici sugli assassini, una continua carrellata di nefandezze umane messe al microscopio, senza senso, senza nesso comune, come nei giochi degli antichi romani, per scacciare la noia, o per distrarre l'attenzione pubblica..

saltato fuori


Allora sono saltato dalla finestra
e ho pigiato sull’acceleratore,
sono entrato in contatto con i prati e le libellule,
e a un certo punto
non c’erano più prati
ma un promettente tic-tac,
un brusco accenno di musica
e altri che come me cercavano il brivido.

cerchio in croce


Un indiano Hopi racconta di come,
nel lontano 1492 le varie tribù
accolsero come fratelli
noi occidentali e di come si aspettassero da noi
benevolenza e saggezza,
ma come, purtroppo,
i nostri antenati smentirono
queste speranze

"Le nostre profezie parlano del popolo bianco.
Un tempo essi erano nostri fratelli,
andati verso est per imparare tutte le invenzioni di quella lontana regione.
Noi aspettavamo il loro ritorno e le loro conoscenze
per poter migliorare la nostra vita.
Noi ci aspettavamo che essi completassero
il nostro cerchio di natura spirituale.
Ma invece di riportare il simbolo del cerchio,
sono ritornati con la croce.
Il cerchio mantiene unita la gente,
la croce la divide."

natural mente


Comprendere la ragione naturale con gli strumenti del pensiero
– afferma Farslie
È come bere la minestra con una forchetta

suplu


Arcangeli Archibugeri Inca

Inca
29 SETTEMBRE, FESTA DEGLI ARCANGELI
Gli Arcangeli Archibugieri rappresentano i falconi, che nella Cultura incaica sono la personificazione dei defunti che dopo la morte assumono quelle sembianze e proteggono i propri familiari e, per questa ragione, sono considerati i Protettori della casa. Nel Libro di Enoc, gli Arcangeli Archibugieri sarebbero 5, ma all’origine erano 14. In alcune serie dell’Esercito Celestiale, però, i pittori s’ispirarono ad un trattato flamenco d’archibugieria, nel quale si descrivono i 15 movimenti necessari per la carica dei moschetti. In conformità a quel testo, quindi, la varietà delle pose si prestò alla rappresentazione di altrettanti Arcangeli guerrieri. L’Arcangelo Archibugiere Gabriele (Gabriel Dei, o Gabriel Forti Dei), è rappresentato con una bandiera in spalla e il giglio poggiato ai suoi piedi, Raffaele (Rafael Dei) impugna una lancia o una picca, mentre un pesce giace per terra davanti a lui, Adriele (Hadriella Lasio Dei) è con un archibugio in spalla, Asiele (Asiel Timor Dei) è con l’arma rivolta verso il basso, Aspiele (Aspiel Apetus Dei, il Messaggero Celeste) punta l’archibugio verso l’alto, Leiele (Laeiel Dei) lo sta caricando, Uriele (Uriel Dei) vi sta mettendo la polvere da sparo, Letiele (Letiel Dei) mostra l’archibugio con la miccia.

Rune Hubbli


Le conseguenze delle vostre azioni - mi spiega Rune Hubbli -
sono assolutamente al di fuori del vostro controllo:
solamente le vostre intenzioni lo sono,
per questa ragione la logica vi impone di controllare le intenzioni.
Tutto ciò perché gli effetti delle vostre azioni
interagiscono in modo non lineare
sia con le interazioni interne al sistema
sia con gli effetti delle azioni degli altri componenti sul sistema

ieri,29 settembre


martedì 29 settembre 2009

www . wiloworld


Il progetto “L’Urlo” non è certamente una novitá in rete.
Si tratta semplicemente di un “sensless collaborative book”,
un esperimento di comunicazione come ce ne sono molti nel web.
Alla base c’è il concetto di collaborazione,
scambio di sensazioni, voglia di esprimersi.
È ciò che la rete offre ogni giorno a milioni di persone.
Episodi come questo definiscono ancora più in profondità
il senso della realtà
(virtuale e non, poco importa a questo punto)
del futuro più prossimo.

Non più due mondi separati ma uno solo.

L’idea di un progetto totalmente anonimo,
privo di un senso o di una direzione,
è come il respiro di un organismo gigantesco
composto da una moltitudine di unità-cellule.
È il prodotto della rete.
L’inesauribile macchina della creatività,
che corre a velocità supersonica
attraverso chilometri di filo
(e sempre più spesso nell’etere),
ha bisogno di essere definita.
Un po’ come un segmento,
che altro non è che una parte di retta (infinita)
delimitata da due punti.

Il senso del progetto è proprio questo.
Come accennato anche nel precedente
Versetti Poetronici, dal caos sistematico
(lo stato primario del processo creativo)
si passa al caso controllato
(trovare un senso a quello che un senso non sembra avere).
Anche se il risultato di un progetto simile
sembra più volgere all’involuzione
(un libro è un ormai da considerarsi un oggetto del passato),
bisogna tener presenti un paio di cose.

Primo,
non sappiamo, anche se molti cercano di intuirlo,
come si evolverà il fenomeno Internet in futuro.
Può anche darsi che rimarrà un mezzo
alla portata di pochi,
proprio a causa della sua natura partecipativa.
Non tutti sono in grado di abbandonarsi
all’orgia della collaborazione.
Secondo,
non è detto che la rete rimanga libera
come lo è oggi.
Mi piace pensare a questo libro
come l’ultima testimonianza di qualcosa di scomparso,
dentro un incubo Orwelliano
in cui i pompieri non bruciano
i testi di letteratura ma i pc.
Quando anche l’ultima connessione
verrà tagliata e l’ultimo supporto digitale cancellato,
torneremo a collezionare quintali di carta
sopra gli scaffali.
E non avremo più modo di URLARE!

manuale atnesco

Atnl usa le parole per costruire
un grande manuale di sensazioni.
Chiudo gli occhi e la lascio fare.

25 falli pendenti

Lo scandalo?
E' negli occhi
di chi guarda.

mi son svegliato e..