sabato 9 gennaio 2010

Federazione Galattica Invia al Tempio Oracolante di Bubbluns



messaggio n°23
Non raggiungerai
mai la luce
 senza il nostro aiuto.


Di illusioni
la tua mente
 sarà piena.

Il vento freddo ti avvolgerà
 e sarai perso
 per l'eterno.

Laris Tulesne -


vola come una farfalla,Principe
  - mi incita Laris Tulesne -
e pungi. Come una vespa.

venerdì 8 gennaio 2010

Comunicazione della Federazione Galattica Lucumonica



all'Aruspice dellìAccademia Etrusca di BIBBONA messaggio n*22
Siediti, stenditi sul divano, cerca un angolo dove puoi metterti comodo e ascolta. Ascolta le mie parole, ascolta quello che non riesco a dire, senti le frasi nascoste dietro le tende o messe in un angolo del cassetto. Prova a decifrare i suoni, le sillabe, gli acuti ed i bassi, quelli non udibili da chiunque. Lasciami parlare di quello che sono, di quello che vorrei essere e di quello che mai sarò. Osserva i movimenti delle mie labbra, ora chiuse ora spalancate come petalo di un fiore. Guarda i miei occhi brillare nella notte perchè anch'essi parlano, a volte urlano più di tante altre voci. Cerca nei silenzi, nelle pause, tutte le parole che ti voglio dire. E' difficile l'ascolto? E' così profondo ed insostenibile il silenzio?

Guardami sorridere, guardami mentre faccio scivolare i pensieri sul tuo corpo disteso, guardami cercare con la punta delle dita i tasti dell'arpa che vorrei far suonare, note, armonie, onde di suoni che avvolgono lo spazio, riempiendo i silenzi del cuore.
Lasciami scrivere queste parole bianche d'inchiostro, su fogli di carta velina. Ho intinto la bocca nei colori dell'arcobaleno, ho usato quello che avevo per colorare i miei desideri, ho usato perfino il dolore mischiandolo coi raggi del sole.
Dimmi che puoi sentire i battiti dei miei pensieri, fammi sapere che hai visto cosa canta quest'anima. Cercami dentro le pagine di un libro mai scritto, dentro i colori di un quadro mai completato, dentro ai miei sogni ancora da realizzare.

Parole, suoni e musica mi scolpiscono in assoluto silenzio, liberando l'immagine di chi hai davanti, ora che sei li disteso.
Mettiti comodo, lascia che io dica qualcosa che ti faccia sognare di me.

Harpne Matusia -


Sì,Principe,mi suggerisce Harpne Matusia -
 come una giornata bene spesa dà lieto dormire,
così una vita bene usata dà lieto morire

new dai Parchi Letterari



La letteratura, flora del pensiero, ha contribuito a formare ipotetici Parchi che si sono nutriti di terra, panorami e pietre per comporre le parole dettate dai luoghi dell'ispirazione” (S. Nievo).


Luoghi da visitare lungo un itinerario di storia, arricchito dei momenti di arte, I Parchi Letterari sono simboleggiati dall’Albero del Viaggiatore, come viene comunemente chiamato il Ravenala che cresce in Madacascar e le cui foglie concave raccolgono e conservano la rugiada per nutrire il viandante assetato.
E' una pianta che ha uno stipite eretto, colonnare, che giunge a dieci metri d'altezza, non è un vero tronco ma la sua forma può ingannare. Le foglie formano un magnifico ed enorme ventaglio, e la loro attaccatura è molto stretta e convergente. Lì si conserva l'acqua piovana, provvidenziale per il viaggiante occasionale. Da qui il nome. E' un albero portafortuna per chi lo porta lontano e lo trapianta.
Nove le foglie nel disegno del marchio, ciascuna con il nome di una Divinità che ricorda il sapere etrusco , l'essenza del comportamento.

La prima foglia Menrua: La scrittura afferma ogni altra disciplina, umanistica e scientifica, sapienzale e itinerante, percorrendo ogni via che si può raccontare, La letteratura è l’arte della scrittura. Provocate nella vostra mente la sua ballata paesaggistica nell’ieri, nell’oggi e nel domani della vostra comunità.
La seconda foglia Uni: Non cambiate la lingua dell’autore per semplificarla ai visitatori. Rendetela spettacolo, emozione che viene dal tempo e – se scritta in lingua diversa – rendetela, con garbo, italiana, in forma musicale, poetica.
La terza foglia Vegoia : Con amorevolezza massaggiate e strizzate la vostra terra, il vostro paese e la sua storia. Che è unica e vi appartiene, tesoro che soltanto voi, socialmente potete rendere d’oro.
La quarta foglia Want: Non fate restauri costosi. La bellezza è un tocco da usarsi su quel che esiste, non un falso tirato a lucido
La quinta foglia Turan : Abbiate il coraggio di proporre nel Parco Letterario una novità di qualità vostra, tesa ai vertici di conoscenza del Cosmo, specifica, senza chiedere l’intervento di personaggi esterni in qualche modo spettacolari. E’ la vostra linfa umana che dovete tirare fuori, con endemismo ed eleganza. In tempi brevi fin dapprincipio, qualche mese.
La sesta foglia Fufluns : Ricordatevi che la musica e l’armonia non richiedono molto denaro per l’infanzia del Parco Letterario. O è sano e allora non ha bisogno di troppi soldi, o non crescerà.
La settima foglia Hercle: Non cercate di far programmi troppo in grande. Se siete stati o sarete finanziati, è per avere fiutato meglio l’economia nuova, più che i soldi. Pensate alla prima più che ai secondi.
L’ottava foglia Selvans : Visite e spettacoli da cantastorie possono guidarvi più con l’amore che con la ricchezza dei mezzi tecnici, che spesso spegne la fantasia e dà più grasso che polpa.
La nona foglia Tinia : Mettete presto in piedi una realizzazione nel Parco Letterario, ironica o tragica, comica o epica, una realizzazione serve più che un convegno o un premio letterario, e tante riunioni di esperti.

Ramtha Pruche



Quando gli uomini scelgono l'inerzia
- mi sussurra Ramtha Pruche -il male trionfa

giovedì 7 gennaio 2010

Federazione Galattica all'Oracolo di Bibbona



comunicazione n° 21
Quando senti che vuoi fare qualcosa di drastico, e che la scelta è associata a un sentimento di rabbia o comunque non costruttivo, rimanda la scelta, e poi ancora e ancora, fino a quando senti che quel sentimento distruttivo è passato. Allora, può darsi che quel cambiamento sia effettivamente una buona idea.

Dadne Crunes



- L'arte è sovversiva perchè fa appello all'inconscio - mi spiega Dadne Crunes . Non sono un freudiano, ma credo nell'equazione "civiltà uguale repressione". L'arte è a favore di tutto ciò che viene represso. Quindi è contro la civiltà, contro la società con le sue norme stabilite. Più un film è collegato all'inconscio, più è sovversivo. Come lo sono i sogni.

mercoledì 6 gennaio 2010

cranico vuoto


oggi non ci sono oggi non mi muovo
occhi mobili dentro una scatola fissa
ogni muscolo contratto ad evitare il vortice
ogni pensiero mirato ad allontanare il vuoto
di minuscoli cristalli usciti di posto

Artne Vintelis .



Lo specchio riflette il tuo viso
- mi spiega Artne Vintelis .
Un attimo
le azioni
per una vita intera
e spesso hai più vergogna
di un’azione
che d’uno specchio.

Accademia Etrusca di Bibbona Riceve Messaggio


n° 20 inviato a Sibilla di Bibbona

Niente è reale senza il vostro consenso. Eppure vi hanno abituato a lasciarvelo estorcere supinamente: vi considerano banali "consumatori","fedeli","elettori".. null'altro che numeri, insomma: un gregge mansueto da condurre dove gli pare – non di rado, al macello.
Forse è tempo che ciascuno cominci a pensare almeno un pochino da sè.
Forse è tempo di alzare la testa e domandarsi:
"Sono un essere umano OPPURE un animale intelligente?"

martedì 5 gennaio 2010

segreto



Ho scoperto
il segreto del fiume assaporando
una goccia
di miele


informale



Capitolo VIII

La Via informale
"Dove Sognano Le Formiche Verdi"

Una società mineraria, la Ayers Mining Company, scava e sconvolge il paesaggio dell’Australia del nord alla ricerca dell’uranio, mentre un gruppo di aborigeni si oppone all’avanzata del progresso, rivendicando il diritto a conservare, insieme al territorio, le proprie tradizioni e sogni. Ma in tribunale perderanno la loro battaglia. Ancora una volta, Werner Herzog ci racconta, in uno dei suoi film insieme più didattici e sentiti, la bancarotta della civiltà occidentale attraverso una favola ecologica di grande impatto lirico e visivo.

papocchio



Son calmo nella scena misteriosa.
Per forza:
sono del ciclone nell'occhio!

Fortuna che qualcun mi ha aperto l'occhio.
Ma io a queste manfrine
ho fatto l'occhio.

 Ho aperto lesto lesto di bue l'occhio
e quel che avviene fuori
ecco che adocchio.

 Naturalmente mi son detto: "Occhio!
Devo guardare
senza dar nell'occhio!"

 

Vedo qualcuno che pare il Verrocchio
col piatto pien di fagiolin dall'occhio
che gli è costato della testa un occhio.

 Pare mangi per vincere il malocchio
e far guarire
di pernice l'occhio

Ma che vedo? E senz'altro un bel papocchio!
                    Cosa diavol vuol dire? Forse occhio
vedo scene da storie di Pinocchio?

frammentaria mente



prendi la mosca che vedi nel mirino
e mettila nella minestra
- mi consiglia Mneas -
Assaporala.
5

(Talvolta il piacere di un cannibale
Non è il mangiare il tale o il tal altro ma quello di vomitarlo)

lunedì 4 gennaio 2010

come farfalla


come farfalla non conto gli anni
ma gli attimi perciò il suo

breve tempo a me basta.

4 struttura



e’ drammatico se canto
è drammatico se smetto di cantare.
Che cosa devo fare?
4
Lo stile e la struttura sono l’essenza del canto futuro.Le grandi idee sono inutili – mi risponde Larus Matute



comunicazione Federazione Galattica n°19



oracolo raccolto al Tempio  Fuflunico  di Bibbona da Pavle Bentu

Avete perduto il nocciolo del cristianesimo – tuona Laris Pichiunte - Avete perduto Siva, il dio danzante dell’Olimpo induista, la cui danza a livello banale è insieme creazione e distruzione, ma nella totalità è bellezza. Avete perduto Abraxas, il dio bello e terribile del giorno e della notte dello gnosticismo.

Avete perduto il totemismo,
il senso del parallelismo tra l’organizzazione dell’uomo e quella degli animali e delle piante.

Avete perduto persino il Dio Che Muore – prosegue Laris
State cominciando a giocherellare con le idee dell’ecologia,
e benché subito le degradate
a commercio o a politica
Adesso c’è soltanto il sentimento

Di un buio
In cui state sprofondando conclude il Lucumone

cio che è


Cos’è la realtà chiedo a Ancsta Conelei.
Il Tutto, ma il Tutto si manifesta in ciò che è .
C’è solo ciò che è, il resto è possibilità
- mi risponde Lo spettro etrusco.

domenica 3 gennaio 2010

letto funebre



è bene capire quando ti chiedono - mi sussurra  Ancsta Conelei - ma è meglio capire quando non ti viene chiesto nulla

sabato 2 gennaio 2010

Ancsta Conelei -



L'ispirazione,Principe, qualunque cosa sia,
nasce da un'incessante "non so"
 conlude Ancsta Conelei svanendo -


Comunicazione della Federazione Galattica


al Notaio del.l'Accademia Etrusca di Bibbona
N°18
Sarà un pò lunga questa  parte, per questo ho deciso di scrivere con meno frequenza...

Voglio indugiare ancora prima di passare ai numeri....

L’atto comune di scendere o salire da un piano all’altro può essere garantito da una semplice scala.

Essa viene dimensionata tenendo conto che dobbiamo arrivare in un altro punto dello spazio in relazione al fine che vogliamo raggiungere. Ci affatichiamo a salire perché dobbiamo vincere la forza di gravità, mentre ci stanchiamo meno quando scendiamo acquistando energia cinetica.
I Pompieri per ottimizzare l’ emergenza possono minimizzare tempo/spazio ed energia, scendendo efficientemente sul palo d’ acciaio: si lasciano semplicemente tirar giù dalla forza di gravità, applicano solo un po’ di attrito corporeo per non farsi male: così facendo l’energia potenziale si trasforma in energia cinetica nel più breve tempo possibile ( per chi cerca riscontro in termini più matematici sto considerando il lavoro compiuto nell'unità di tempo esprimibile in POTENZA = d (Lavoro )/ dT = >d/dt(F* ds/dT) => F*V)

Se non ci fosse l’azione del terreno e quindi una forza elettromagnetica vedremmo il pompiere cadere al centro della terra, uscire dall’altra parte del globo, poi sarebbe nuovamente attirato dal centro e tornerebbe al punto di partenza, in una sorta di altalena o pendolo..

L’azione elettromagnetica sembra preservare i sistemi individuali che appaiono "chiamati" ad interagire tra loro grazie all’interazione gravitazionale e le trasformazioni dell'energia.
Questa "scala a palo" sarebbe palesemente scomoda in una abitazione comune, anche perchè non avremmo questa esigenza di trasformare velocemente l’energia potenziale, a meno che non vogliamo buttarci dalla finestra per uscire via dal sistema di appartenenza ( pericolo, panico, suicidio) .

Dobbiamo cioè accettare i tempi della Trasformazione per rimanere agganciati al ciclo che ci appartiene.

Opteremo dunque per una scala a chiocciola quando lo spazio in cui dobbiamo arrivare rimane agganciato all’asse (attrattore) , oppure potremmo costruire una scala che compie alcune deviazioni rette rimanendo comunque agganciati al sistema abitazione/sistema individuo nello spazio/tempo che ci appartiene.

Nessuno di noi costuirebbe una scala che va sempre nella stessa direzione perché ci allontanerebbe inutilmente dall'asse di questo sistema , fino a perdere l’AGGANCIO.
Pertanto l’atto di Ruotare attorno ad un asse sembra finalizzato a preservare la Stabilità del ciclo ,
La Trasformazione dell'energia

venerdì 1 gennaio 2010

ricordati di me



Tra Sovicille e Chiusdino, in provincia di Siena, si trova un ponte, d’origine romana ma ricostruito nel Medioevo, con una sola arcata, “a schiena d’asino”.
Posto sul torrente Rosia, è ancora transitabile solo a piedi, e con molta attenzione, poiché mancano i parapetti di protezione: durante la guerra infatti, i carri armati li demolirono al loro passaggio.
E’ noto come il ponte della Pia perché su di esso, secondo la tradizione popolare, sarebbe passata la bella e sventurata Pia de’ Tolomei, sposa di Nello de’ Pannocchieschi, diretta in Maremma, verso il suo esilio nel Castello della Pietra.
In un celebre canto del Purgatorio, Dante ricorda l’evento
“Deh, quando tu sarai tornato al mondo / e riposato nella lunga via,
seguitò il terzo spirito al secondo, / ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma: salsi colui che innanellata pria,
disposando, m’avea con la sua gemma”.

La sfortunata Pia, di nobile e ricca famiglia senese, rimasta vedova di Baldo de’ Tolomei, sarebbe stata costretta a risposarsi con il nobile Nello de’ Pannocchieschi, signore della Maremma

Le versioni sulle cause della tragica fine di Pia sono diverse: ripudiata, sarebbe stata uccisa nel Castello in Maremma, o perché incapace di dare eredi al secondo marito, o per la patologica gelosia dello stesso oppure, secondo un’altra versione, perché il marito si sarebbe invaghito di un’altra donna
 
E non poteva mancare, a coronamento della già misteriosa storia, l’ultima leggenda:
nelle notti senza luna, qualcuno avrebbe visto, sul ponte, una bianca figura di donna velata, immobile in un’aura di pallido chiarore.

los probema de tu mente


beneaugurante



Gli esperti di marketing dicono che un blog deve essere aggiornato con regolarità in modo che i lettori si affezionino - mi spiega Larisa Matuta-
Che gli frega a Principe? - continua Matuta.   Non dovrebbe cambiare niente in teoria e può tranquillamente infischiarsene degli esperti di marketing dato che con questo sito non guadagnerà mai  il becco di un quattrino
Però - conclude Larisa  non ci vedo nessuna controindicazione a farmi ammirare...

2010


giovedì 31 dicembre 2009

testamento



Cercami.
 Nelle parole
che non ho trovato.

BUON ANNO!


Il ponte del fantastico giardino di Monet. Metafora del passaggio simbolico nel nuovo anno che vi auguro colorato e fiorito proprio come questo giardino.

addio 2009


Vederti una sola volta e poi mai più
dev'essere più facile
che vederti ancora una volta
e poi mai più.
Vederti ancora una volta
e poi mai più
dev'essere più facile
che vederti ancora due volte
e poi mai più.
Vederti ancora due volte
e poi mai più
dev'essere ancora più facile
che vederti ancora tre volte
e poi mai più.
Ma io sono uno sciocco
e voglio vederti
ancora molte volte
prima
di non poterti vedere
mai più.

sabato 26 dicembre 2009


ssstt.
Principe
stà viaggiando.

venerdì 25 dicembre 2009

forse..


sssttt.
Principe
stà riposando.

25



Attraversare la notte
è un rito di passaggio Principe.
- mi sussurra  Saprnia Lacuna

25 


Condividere l'intimità del sonno
è addormentare l'anima
su un cuscino di rose.

Saprnia Lacuna



Mi dice Saprnia  di guardarmi dalla persona il cui dio è nei cieli.In questo canto ripudia il sacrificio attribuendo a te stesso i caratteri sacri

Sol Invictus




Nacqui da lampo d’aurora boreale
Fui cuore profondo di platano  secolare,
mi sciolsi in ambra di sfumature rare.
Qual papiro flessuoso ebbi il Nilo da amare,
ma da scriba impietoso io vissi nel male.
Nel mio sesto  tempo occidentale
Imparai da Larth Purseyna  ciò che realmente vale
Fui preda e predone, gazzella e leone,
aquila, cigno, anfibio, pavone.
Conobbi paludi e cieli infiniti,
di mille creature indossai i vestiti
e ancora una volta ho dovuto tornare,
al Sole Invictus devo resuscitare..

Principe Augura Buon Natale



il nuovo sito Etrusco. Tv internet del futuro, miracoli della tecnologia… e’ facilissimo gestirlo e funziona alla grande. Puoi trasmettere in diretta e chi si collega puo’ chattare, puoi andare a vedere l’archivio delle puntate precedenti e puoi fare un palinsesto e mandarlo in onda “on demand” per tutto il giorno. Insomma un sito tv personale .
C’e’ la chat, c’e’ la possibilita’ di far vedere disegni in diretta, pubblicare contemporaneamente testi sul blog, collegare una persona al telefono o in video. Puoi persino collegarti direttamente con un videofonino. Bestiale! La diretta interattiva, con le persone che ti scrivono messaggi e ti telefonano è una dimensione molto divertente e emozionante. Molto di più che limitarsi a mettere articoli sopra un blog o video su YouTube. Ci stiamo divertendo in modo eccessivo?

giovedì 24 dicembre 2009

new emotion




“Porno bambolina in carrozzina, molto sensuale, età indefinita, pronta a soddisfare ogni tuo desiderio erotico”. Un annuncio su internet apre la porta a esperienze innovative e trasgressive; una provocazione che ribalta la percezione del corpo e dell’eros nei confronti della persona disabile, demolendo l’immagine angelicata e asessuata che la morale comune impone alle persone con handicap. Un’autoaffermazione spudorata che passa attraverso il web, luogo in cui s’intrecciano relazioni virtuali, a volte reali.



Sulla scena, la “porno bambolina” si prepara ad incontrare il suo primo cliente, in un clima d’attesa che è, al tempo stesso, eccitante e inquietante.


Tanto inconsueto è il soggetto dell’annuncio, quanto misterioso è l’eventuale cliente, in un rapporto trasversale dei ruoli: normale/diverso, femminile/maschile, cacciatore/preda. La prostituzione diventa così pretesto e metafora; non è motivata da bisogni economici, ma da un’esigenza di esplorare nuovi spazi di libertà emotiva. Canale di liberazione dalle proprie barriere fisiche e mentali?


“Piacerò al mio primo cliente? Mi piacerà…?” Su queste domande aleggia tutta la suspense di ciò che la realtà, nella sua ricchezza, ci può restituire.

Harumni Phertuna -




Il racconto intelligente della sconfitta
- mi dice Harumni Phertuna - 
 è la sottile vittoria del vinto

mormora Hansinei -


Per descrivere il mondo a un cieco  
– mormora  Barbu  Hansinei -
Bisogna inventarglielo

canto templare



Vivono senza avere nulla di proprio, neppure la loro volontà. Vestiti semplicemente e coperti di polvere, viso bruciato dai raggi del sole, lo sguardo fiero e severo, all'avvicinarsi della battaglia essi armano di fede il loro spirito e di ferro il proprio corpo.
Le armi sono il loro unico ornamento e se ne servono con coraggio nei più grandi pericoli, senza temere ne' il numero, ne' la forza dei barbari; essi pongono ogni loro fiducia nel Dio degli eserciti e, combattendo per la sua Causa, cercano una vittoria sicura o una morte santa e onorevole.
 Quale vita felice, ove si può attendere la morte senza timore, desiderarla con gioia e riceverla con sicurezza.

perchè tanto odio? E' Natale!



Eccomi, sono l’Unto del Signore! E voi siete delle merde comuniste! In verità, in verità vi dico: chi non è con me è contro di me, chi non è con Jerry Scotti e le veline, è contro di me, chi non è con Mangano e Dell’Utri è contro di me; chi non è con Gasparri... non posso biasimarlo.

Io sono il bene, cretini, e voi siete il male! Non mi voti? Sei un coglione! I magistrati sono eversivi perché vogliono applicare la legge! Voi comunisti volete rendere il figlio dell’operaio uguale a mio figlio! Stalinisti! Io ho le palle e voi fate cascare le palle! Siete più belli che intelligenti! Liberticidi! Illiberali! Avete fatto dei governi illegittimi, solo perché avete vinto le elezioni! Avete imbrogliato, avete rubato, voi fate sempre così, voi imbrogliate perché Mao Tsé Dong vi ha insegnato a farlo, voi mangiate i bambini! Ranocchio, Cicogna e Mortadella e Romolo e Remolo vogliono il regime! E quelli stanno tutti dall’altra parte, sono ’dei loro’: il Presidente della Repubblica, la Consulta, la Magistratura e la Luxuria stanno tutti con la sinistra!
Non valete un cazzo! Merde
pppommm!
Ahia! Ma... non capisco, perché tanto odio?

mercoledì 23 dicembre 2009

Thefarie Velanas



Una barzelletta raccontata da Thefarie Velanas  narra che un giorno vengono ritrovati i resti di Cristo. Imbarazzo, poi si studiano le contromisure. I Francescani propongono di adoperarli per cavarne reliquie da vendersi nei giorni di festa; i Domenicani suggeriscono nuove ermeneutiche della Scrittura volte a far quadrare i conti; e i Gesuiti, stupefatti, esclamano: «Ma allora esisteva davvero!». I tre ordini manifestano i tre ingredienti fondamentali del post-moderno: la Secolarizzazione (i Francescani), l'Ermeneutica (i Domenicani), il Nichilismo (i Gesuiti).

Comunicazione della Federazione Galattica Lucumonica



messaggio n°17 raccolto dall'Officiante del Tempio di Bubbluns

C'e' un uomo. Un uomo che cammina. C'e' un uomo che cammina in un pomeriggio d'inverno per le strade deserte di una piccola citta' balneare quasi disabitata, di quelle che si riempiono di turisti solo nella stagione estiva. Calpesta le foglie di platano accartocciate dal gelo che coprono i marciapiedi. Fa freddo, e indossa un cappotto con il bavero alzato, il respiro si condensa e viene sospinto alle sue spalle da una brezza leggera che sa di mare, perche' il mare non e' lontano, si trova dall'altra parte di quella fila di case, laggiu' in fondo.

L'uomo cammina adagio, ma seguendo una direzione sicura, come chi ha una meta da raggiungere. Pensi, si reca ad un appuntamento, mentre la fatica dei suoi passi viene amplificata da una carezza lenta della testa che l'uomo compie sotto ai tuoi occhi. La mano preme forte sulla tempia, le dita si allungano verso la nuca schiacciando l'orecchio, avvolgono il collo e scivolano in avanti, risucchiate dal bavero. Dallo sforzo della carezza e dei passi lenti di chi va verso un incontro che intuisci inevitabile capisci che e' malato, e formuli un pensiero che ti fa rabbrividire.

 Quest'uomo morira'. Quest'uomo morira' alla fine, e io non potro' fare nulla per salvarlo, hai pensato. Ed e' stato un pensiero cosi' forte che il tuo cuore si e' stretto in un singhiozzo, come se avesse saltato un battito, e se da una parte vorresti fermarti un momento per staccare la tensione da quello che ti faccio trovare con le mie parole sotto agli occhi, dall'altra ti senti gia' del tutto coinvolta in questa storia, e allora, quasi con un gesto gratuito e autolesionista continui a pensare, sto guardando un uomo che muore. E intanto un uomo ancora vivo cammina davanti a te.

Per strada non si sente nessun rumore all'infuori dei suoi passi, te ne accorgi solo quando il silenzio e' rotto dallo schianto di una tapparella. Giri gli occhi in tempo per vedere le ultime tre file di buchi che si chiudono ormai senza suono, come se fossero le foglie cadute di un albero, che non hanno piu' niente da dire, si mostrano in terra e basta, cosi' distogli lo sguardo da loro e ritorni sull'uomo, anzi, sul suono dei suoi passi, ascolta, battono lo stesso ritmo che ti ho insegnato, contano piano fino a quattro. Uno, due, tre, quattro. E' un pomeriggio d'inverno, e sui marciapiedi coperti di foglie morte un uomo stanco cammina.


La chiamavano Regina

Romanzo

di Roberto Colombari
ed.2004; formato cm.14x21
Pagine 200; € 14.00
Collana Amo Bologna Tascabili - 5
Felsina, Bononia, Bologna: la storia della città fa da sfondo alle vicende di due famiglie che per secoli l’hanno abitata, amata e difesa e che intrecciano i loro destini a quelli del capoluogo emiliano. Un romanzo storico in cui rivivono la Felsina etrusca e le battaglie che aprirono la pianura padana alla colonizzazione di Roma; la fondazione di Bononia e il suo prosperare e decadere insieme all’Impero romano; il rifiorire e il suo espandersi con la nascita del Comune e dell’Università. Un contributo pittoresco e affascinante per gli appassionati di storia locale.

horror



Nelle profondità di Bubbluns cresce un noce ritorto, che riceve pochi raggi di luce da un anfratto. Questo albero dà solo qualche frutto pieno di vermi. Si dice che spaccando il guscio di una sua noce, questi vermi muoiono pietrificati dall'orrore. Hanno  sempre ritenuto il gheriglio putrescente "il Mondo" e il guscio cariato "il Cielo". Schiavi della masticazione, non possono  reggere lo scandalo dell'esistenza di un universo di un'atroce vastità, pieno di dettagli e di colori inimmaginabili, violenti