Il cane abbaiava rabbioso apparendo improvvisamente sulla strada attraverso la radura, causando a Ramthie bisogno di fuga e riparo. L'Assente, chiamato così perché era di solito assente, era alle sue spalle,ghignando e godendo dell'evidente disagio che l'eroe etrusco stava subendo. A Ramthie era successo di assistere a un omicidio mille anni prima ed era cosi entrato nel mondo imprevedibile delle zanne e negli artigli del cane rabbioso che non è in realtà un cane rabbioso, ma si chiama così semplicemente perché voglio che si chiami cosi . L'Assente osservava ma era depresso. Aveva combattuto anche lui incappucciato contro la bestia mille anni prima ricevendo un infezione grave che lo aveva prostrato. Cosi ora tentava di superare la sua depressione osservando la lotta di Ramthie con il cane , consumando enormi quantità di essenza pipistrello, noto anche come lo spirito dalla terra della forma tridimensionale più semplice.
martedì 23 marzo 2010
Ramthie,il Phersu - 1 -
Il cane abbaiava rabbioso apparendo improvvisamente sulla strada attraverso la radura, causando a Ramthie bisogno di fuga e riparo. L'Assente, chiamato così perché era di solito assente, era alle sue spalle,ghignando e godendo dell'evidente disagio che l'eroe etrusco stava subendo. A Ramthie era successo di assistere a un omicidio mille anni prima ed era cosi entrato nel mondo imprevedibile delle zanne e negli artigli del cane rabbioso che non è in realtà un cane rabbioso, ma si chiama così semplicemente perché voglio che si chiami cosi . L'Assente osservava ma era depresso. Aveva combattuto anche lui incappucciato contro la bestia mille anni prima ricevendo un infezione grave che lo aveva prostrato. Cosi ora tentava di superare la sua depressione osservando la lotta di Ramthie con il cane , consumando enormi quantità di essenza pipistrello, noto anche come lo spirito dalla terra della forma tridimensionale più semplice.
dal balcone
scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ho qualche pensiero triste
e due o tre sereni.
mi dice Apne Cufia -
Stai cercando quella cosa
che non ricordi cosa sia:
- mi dice Apne Cufia -
se vedi un cuore non calpestarlo,
se lo raccogli non buttarlo via.
lunedì 22 marzo 2010
sbornia profonda
Avle Pichiunte si ritrova nudo sdraiato per terra. Si strofina gli occhi. Lentamente, come in trance, si alza e cerca di capire dove si trova. Cerca di ricordare gli incidenti della notte precedente. Lentamente, come un replay dell'azione tutto è tornato a lui. Lui,l'eroe, la guida in questa ricerca di energia per soddisfare i bisogni del suo popolo,era rimasto troppo tempo in quel luogo di notte, troppo vino, sesso,orgia,baldorie. Il tizio nero lo ha raccolto sulla via del ritorno,depositandolo sul pianerottolo dell'albergo a ore dove sostava da ieri. Poi più nulla. Egli ha ricordato vagamente che usciva dalla stanza la sera tardi per rispondere alla oscura chiamata della sua natura sensuale. E' troppo ubriaco ora e cerca di raggiungere il bagno per vomitare scarabocchiando qualcosa di profondo sul pavimento sotto di lui prima di svenire.
Avle si guarda intorno e cerca qualcosa per coprire se stesso. Non trovando alcuna cosa , ha lentamente iniziato a camminare verso i suoi quartieri. Poi ricorda il motivo che lo ha spinto fin li,lontano dalle sue origini. Oh! Che notte era stata ...
...Ormai non resta più molta legna per soddisfare i bisogni del nostro popolo,riflette Avle camminando barcollante. Abbiamo già fatto il doppio, il triplo, forse il quadruplo del lavoro di un anno, ma torniamo a Nord, nella terra delle foreste, per vedere se c'è rimasto qualcosa. E mentre ci spostiamo, passiamo da un posto chiamato Faramore , ai piedi del monte Cimino , e facciamo scorta di querce, anche se la voce ci chiede di passare oltre e preservare quegli alberi, che in tempi lontani hanno aiutato un grande popolo a prevedere il futuro, gioie e catastrofi, a seconda del rumore che il vento e la tempesta producevano tra le fronde.Non ha ancora smaltito la sbornia profonda e non riesce a tornare ad essere lucido, consapevole della sua missione.
- mi spiega Laris Cuccle .
Il coraggio è molto importante Principe.
- mi spiega Laris Cuccle .
Come un muscolo, si rinforza con l'uso.
domenica 21 marzo 2010
stella viola
immagino un tesoro e non so quanto vale.
Ai piedi d'un ara stò accendendo una stella:
è viola,come quella che nei sogni mi compare.
mi rivela Zilunte
Etrusca è la gioia ai piaceri dell’esistenza, ai conviti, alle donne e alla bellezza degli adolescenti, ai giochi scenici, crudeli o comici, alla lotta dei gladiatori, al circo e alla farsa, all’indolenza, amabile e contemplativa - mi rivela l'Aruspice Zilunte - Ma etruschi sono anche l’eroe cavalleresco e il combattente individuale,che aspirano all’avventura e alla fama, profondamente diversi dagli ubbidienti e disciplinati soldati di formazione romana. E la vita etrusca si svolge nell’opposta tensione di riso e crudeltà, di piacere sensuale ed avventura, di indolenza svagata ed affermazione eroica, non diversamente nell’opposizione di cavaliere e dama: la donna domina sull’uomo nella casa e prende parte anche alla vita pubblica. Una visione femminile del mondo s’esprime in Etruria dovunque .
alchemico
Ancora giovane vidi un fiore bellissimo sulla riva del Serchio. Il suo colore risplendeva sotto il sole. Lo colsi. Era un cavolo. Mi dissero che ero matto. Niente fiori Principe. E mi rinchiusero.
sabato 20 marzo 2010
dalle Necropoli
Nello sterminio folle
orridi apparireste del sugello umano,
dimentichi.
Freli Wurpile mi racconta qualcosa sulla vita nelle Necropoli:
"sotto antiche ville abbandonate, sotto vuoti e silenziosi palazzi diroccati, sotto monasteri sconsacrati e dimenticati quando non sotto le stesse dimore della famiglia i Larth dei casati etruschi celano i propri consanguinei che hanno subito Morte Ultima agli occhi dei mortali.
Ogni Necropoli accomoda le ossa, le ceneri o comunque i resti dei membri della famiglia, sia naturali che adottati, che non meritano nulla di meno che essere sepolti memorabilmente: i membri più illustri del casato, o dai Lucumoni o progenie importanti, vedono le loro spoglie sepolte in pesanti sarcofagi, le loro gesta immortalate su targhe di bronzo o scolpite nel marmo.
Spesso dentro antiche giare, anfore e vasi canopi vengono posti i gioielli preferiti, rotoli di pergamene particolarmente apprezzati, trofei e letteralmente tutto ciò che sia possibile sigillare nei contenitori su richiesta dell’interessato, del suo Lucumone o delle sue progenie.
Anche i resti di progenie fallite, figli decaduti, occupano il loro luogo di riposo sotto la Necropoli in piccoli loculi, ognuno all’interno di un complesso codice di categorizzazione noto solo ai custodi della cripta: la venerazione degli antenati ha un posto di rilievo in Etruria ed anche il più disprezzato dei trapassati può offrire una lezione attraverso l’esempio negativo.
La struttura, l’ampiezza e l’aspetto variano da Necropoli a Necropoli:
sotterranei ammuffiti, sezioni isolate di catacombe , vaste sale decorate con meravigliosi stucchi, pesanti tende e arazzi di ogni genere.
Un singolo e onorato membro della famiglia aiutato da un secondo,
che in caso di torpore o fatalità ne deve prendere il posto, mantiene la Necropoli eseguendo periodici
lavori di ristrutturazione e riparazione.
A seconda delle tradizioni della famiglia la locazione della Necropoli può essere nota solo al suo custode, ai membri altolocati della stirpe o a tutta la genìa: se il luogo è conosciuto la Necropoli può ospitare Messe di Mezzanotte in memoria degli scomparsi , essere luogo di insegnamento per i Neonati o persino essere il ritrovo delle periodiche riunioni familiari.
Solo gli alleati più onorati e fidati,
una vera rarità, possono visitare una Necropoli come gesto di amicizia e rispetto
e solo in alcune determinate occasioni.
Le Necropoli non ospitano unicamente ceneri ed ossa: in alcune il silenzio della tomba è infranto da versi gutturali mescolati a disperate richieste di aiuto: alcune famiglie considerano indegno sbarazzarsi malamente dei consanguinei che sono scivolati tra le fauci della Bestia e si assumono la grave responsabilità di catturare questi sventurati e imprigionarli in celle buie, chiudendoli nelle nicchie o nelle piccole stanze attigue al tronco principale della Necropoli.
In altri casi sono i parenticidi o traditori della stirpe a venire murati, strappati alla giustizia del Lucumoni dalle mani vendicatrici della famiglia di appartenenza: anche solo lo scambio di amorosi gesti con un membro di una famiglia nemica può portare alla terribile punizione. In ogni caso dopo alcuni anni nelle tenebre, con compagnia solo le urla dei dannati non vi è troppa differenza tra chi ha perso completamente la propria umanità e chi la propria sanità.
I custodi offrono agli sventurati prigionieri tramite una minuscola finestrella galline, conigli e ratti mantenendoli svegli. Alcuni custodi particolarmente insidiosi hanno progettato crudeli sistemi di allarme per le loro Necropoli: salire su un gradino sbagliato, sfiorare una teca, smuovere una ragnatela apparentemente innocua può portare alla chiusura dell’uscita.
Danneggiare, razziare,
diminuire in qualche modo una Necropoli é tra le offese più gravi che si possano commettere ai danni di un casato e facilmente passibile di Faida delle Ombre – ammonisce Freli Wurpile -"
mi spiega Larisa Haikunei
Non scordare mai Principe che il tempo scorre in un verso solo, e ciò che si vede ripercorrendolo all'indietro è fuorviante - mi spiega Larisa Haikunei . Il tempo non è palindromo: partendo dalla fine e risalendolo all'indietro, tutto sembra assumere significati diversi, inquietanti, sempre, e non bisogna farsi impressionare da queste cose
baratto
Stanotte ho rincorso un gatto che di passo in passo sognava il baratto delle sue sette vite con una cornice dorata di resurrezione.
venerdì 19 marzo 2010
mi confida l'Aruspice Zilunte
"Ti confiderò un primo segreto:ma forse tu lo conosci già...-mi confida l'Aruspice Zilunte.Esiste un luogo lontano e nascosto;un luogo fatto di speranze ma anche di ricordi;non è facile raggiungerlo,ma non ti serve molto per poterci arrivare;il tuo Cuore dovrà essere puro e tu lo ascolterai;sentirai solo l'odore del vento del mattino e, quando udrai una farfalla battere le ali, tra le nebbie incerte, la vedrai.Le sue mura sono fatte di smeraldo;le sue case son di smalto e di rubini;la sua strada è lastricata d'oro e, tra le brume del mattino, il Sole la fà brillare ed accecante è il suo colore.Dentro la città crescono alberi grandiosi e rigogliosi, e la gente del posto si ciba dei loro frutti, inebrianti e profumati.Ad essi non serve altro e null'altro chiedono.Non esiste nè l'odio, nè l'Invidia, nè il Male.L'unica cosa che esiste è l'Amore.Lo senti il vento??...cerca la strada per Fuflunia..
fufluns
Fufluns ama travestirsi ;
A volte è come un camion,tutto rosso,
con un bell’autista sorridente;
A volte è un bambino, vestito da mendicante,
col suo ordigno, nascosto nella mano;
A volte è un bel mare azzurro profondo,
A volte è un bel giovane in moto,
A volte è una bella casa.
Fufluns ama travestirsi;
Spesso è Crudele
anche se ti sorride.
Pulsatilla mi guarda
"Pulsatilla mi guarda sorniona e mi induce al silenzio; o meglio, mi fà cenno di ascoltarla; un Silenzio così carico di significati, così denso di sapienza;quel muto scorrere di eternità,che ha sempre pervaso coloro che cercavano la Via della Conoscenza;Impara anche tu ad ascoltarlo, ascolta te stessa e conoscerai la Via"
danzante
un tarlo danza sulla scrivania e la mia fantasia non cessa di creare sogni bianchi e pallidi
che il sole non sa cosa sia.
che il sole non sa cosa sia.
giovedì 18 marzo 2010
Arnth,il prescelto - 3 -
Il giovane Arnth si sveglia. Il fulmine deve averlo colpito di striscio perchè non sente alcun dolore fisico. Solo una grande,incontenibile energia e desiderio di parlare con la voce che esce dalla caverna, Non gli importa se potrebbe essere già la messinscena della sua morte. Egli deve sapere perchè delle turbolenze nel villaggio,la mancanza di acqua che genera depressione fra i giovani,l'assenza prolungata di secrezioni vaginali delle donne, e lo dovrà raccontare ai Lucumoni delle 12 tribù. Avanza dunque verso la bocca del cratere quando il vecchio alza gli occhi dal suo bicchiere e sorride. "Uomo, sono contento per la tua socialità.Aspettavo qualcuno per farmi una bevuta insieme. Siediti e ascolta. Sicuramente è noioso qui, tutto solo da me. Grazie al cielo ho liquidi in abbondanza. Posso almeno bere quanto voglio.Qui in cima alla Montagna Cimina mi hanno messo a disposizione un sistema di distribuzione che hanno inventato gli dei per loro. Fantastico!."
Il giovane Arnth è confuso. Obietta: " Tutto questo liquido solo per te? Ma qui sotto siamo assetati. C'è siccità.Fai qualcosa per noi,ti implorano le donne del villaggio.
"La tribù delle donne mitico?
Tutti noi uomini sognano di loro".
"No,non hai capito. Il sito web delle donne".
"Oh, che cos'è?"
"Non ti preoccupare. Serve tutti i nostri bisogni è tutto quello che devi sapere."
"Ok, ok.
"Pioggia, eh? Ma tu non hai detto la parola magica".
"Parola magica? Ma non è il tuo lavoro?"
Il mio lavoro? Qual è il mio lavoro?"
"Far scendere la pioggia".
"Pioggia? Faccio scendere la pioggia.
Cosa pensi che io sia?"
"Il vecchio della montagna. Puoi far scendere la pioggia. La nonna più antica lo ha detto.
"Ohh. Mi dispiace.Sono stato solo cosi a lungo . Io non posso farlo".
"Che cosa? Ma è necessario. Saremo tutti morti per causa tua ".
"Tu non ripartitire allora. Resta qui con me.
"Non posso farlo. Essi dipendono da me. Devi farlo".
"Mi dispiace, amico. Io non posso. E non mi piace il tuo atteggiamento, quindi non vorrei neanche se potessi».
"Aah così è impossibile?"
"Non ho mai detto questo."
"Sì, è vero. Lei ha detto che potevi."
Ho detto 'se posso'".
"Qualunque cosa! Fallo".
"Impossibile".
"Io ti ammazzo se non ti".
"Vai avanti. Chi salverà il villaggio, allora?"
"Così si dice che se si muore non si può vivere ?"
"Non me, ragazzo. Torna indietro e vai a morire.Resta qui e vivrai. Non posso aiutarti ".
"Peccato vecchio. Mi limiterò a ucciderti per prendermi tutto questo liquido in giro e tornare al villaggio."
"Peccato vecchio. Mi limiterò a ucciderti per prendermi tutto questo liquido in giro e tornare al villaggio."
" Beh, ecco quello che possiamo fare.Ingegneria idraulica,il mio mestiere di un tempo sulla terra. Un gasdotto e un allacciamento idrico, e io canalizzo il liquido attraverso la mia caverna al fianco della montagna. Possiamo creare una cascata e avrete la vostra acqua ".
"Magnifico !".
Ecco che cosa hanno fatto, e il villaggio è colmo d'acqua. Il campione Arnth è tornato a casa. Il vecchio si appoggia allo schienale della sedia, sospira. Ha una birra, e poi ha deciso di fare una doccia . Entra nel bagno, e fa schioccare le dita. Una nube sopra la sua testa, dà a lui l'acqua per fare il bagno .
oro % letame
La verità,Principe, è che hai vergogna perchè non fai quello che devi,- sussurra Thane Hapsnei -perchè esegui gli ordini morali dei signori del medioevo, resti sospeso tra l'oro e il letame pensando che sarebbe peggio se al male non fossi aggrappato.
mercoledì 17 marzo 2010
Arnth,il prescelto - 2 -
La voce proveniente dalla grotta gli parla dicendo: "Il giovane Arnth ha raggiunto la cima del Monte Sacro Cimino. E' felice come non mai. La montagna ha inondato su di lui la sua grazia e consentito la sua presenza in questo luogo sacro. Come ricompensa per la sua perseveranza e dedizione, presto sarebbe immortalato, legato alla montagna per sempre."
Lui sorride, e alza le braccia in gioia.
Il Fulmine lo colpisce con il piccone in mano, uccidendolo sul posto. La montagna lo immortala, dopo tutto!
essenziale
Vengo dalla questua vado nell'essenziale
e lascio accumulare l'inutilità commerciale
di certe papere gialle sul fondo del mare.
martedì 16 marzo 2010
Welthur Maspne osserva
Welthur Maspne osserva
minuscole goccioline di acqua
debolmente aggrappate
alla parte inferiore dei rami di cedro.
studi religiosi
La Collana Viola
Lettere 1945-1950
Autore/i: Pavese Cesare; De Martino Ernesto
Editore: Bollati Boringhieri
introduzione degli autori, a cura di Pietro Angelini. pp. 224, Torino Prezzo: € 12,39
Pavese e De Martino lavorarono insieme dal 1945 al I95o alla realizzazione della collana einaudiana di « Studi religiosi, etnologici e psicologici» (che poi confluì nel catalogo Boringhieri). Nel libro sono raccolte lettere di Pavese e di de Martino, molte delle quali inedite; testimonianze, provenienti dagli archivi dell’Einaudi e della Boringhieri, che documentano la nascita di una collana pionieristica che la nostra casa editrice riproporrà quasi interamente (ospitò Jung, Kerényi, Durkheim, Mauss e molti altri autori) nella nuova collana « Gli Archi ».
Pavese e De Martino lavorarono insieme dal 1945 al I95o alla realizzazione della collana einaudiana di « Studi religiosi, etnologici e psicologici» (che poi confluì nel catalogo Boringhieri). Nel libro sono raccolte lettere di Pavese e di de Martino, molte delle quali inedite; testimonianze, provenienti dagli archivi dell’Einaudi e della Boringhieri, che documentano la nascita di una collana pionieristica che la nostra casa editrice riproporrà quasi interamente (ospitò Jung, Kerényi, Durkheim, Mauss e molti altri autori) nella nuova collana « Gli Archi ».
La discussione tra Pavese, redattore dell’Einaudi, e de Martino, consulente della casa editrice, verte sulle scelte editoriali, almeno all’inizio, quando entrambi sentono il peso e la responsabilità
di formare una tradizione scientifica in un ambito disciplinare fino ad allora inesistente in Italia. Ma le comunicazioni di servizio cedono ben presto il passo a un dibattito tra due concezioni antagoniste del lavoro culturale ed editoriale. Da destra, la collana fu accusata di voler rompere con lo storicismo crociano che rifiuta lo studio del primitivo, considerato come manifestazione dell’irrazionale non riducibile alla ragione della storia. Da sinistra, gli ortodossi più ciechi accusano la collana di proporre una materia che poteva giustificare « scientificamente » l’irrazionalismo dei totalitarismi. Stretti tra due fuochi, Pavese e de Martino si difendono dalle ingiuste accuse e innescano una discussione di straordinaria importanza culturale. In queste lettere sono racchiusi nella loro interezza e attualità i punti chiave di quel dibattito tra politica e cultura che caratterizzò il dopoguerra.
afferma Laris Tular.
Le persone,Principe, non sono pensieri
- afferma LarisTular .
- afferma LarisTular .
Sono corpi veri,disegni d'armonia,
quadri di malattia e attimi sinceri.
lunedì 15 marzo 2010
Quadriga infernale
Nel 1995 Romagnoli Stefano, Vito de Ieso e Pellegrini Giancarlo, durante la scrittura del loro libro Io Citto Tu Citta "I segreti nascosti sulle terre del Re Porsenna", fecero importanti scoperte Archeologiche, e ne dunciarono subito la loro scoperta.
Avvennero dei sopralluoghi, indetti dalla Procura delle Repubblica, e i tre indicarono esattamente dove si sarebbe dovuto scavare per portare alla luce le loro scoperte, in presenza anche dell'ispettore onorario della Soprintendenza locale.
Nel 2003 La soprintendenza locale scavando in uno dei punti indicati dai tre Indiana Jones portò alla luce una Tomba molto importante.
Ma il merito della scoperta ufficialmente non è andato ai tre veri scopritori, i quali anni prima ne indicarono l'esatta locazione, la paternità di quella scoperta gli è stata strappata, con la forza.
Di seguito uno dei 1000 documenti che attestano la veridicità di quasta vicenda, con le attendibilissime fime delle Persone che parteciparono a qual sopralluogo nel 1995, dove i tre Indiana indicarono i punti da scavare.
Verbale di sopralluogo del 27.9.1995 4°:
Località Castolaiola Pianacce (oppure San Giuseppino, indicata nella cartina allegata all' esposto con il n° 8).
Acceduti in detta località abbiamo rilevato l'esistenza di un corridoio che conduce ad una tomba a camera preceduta da due camere a nicchia sulla sinistra del corridoio e da una a destra.
L'ispettore onorario Dr. Giulio Paolucci spiega che la tomba fu scavata dal soprintendente all'antichità dell'etruria Dr. Maetzke nell'anno 1954 - 1956, ritrovando due coppe etrusche a figure rosse, attribuite al pittore di Sarteano, Nr. due coppe a vernice, ed un dado oltre ad altri frammenti ceramici non meglio identificati.
Il suddetto materiale è conservato presso il museo archeologico di Firenze.
Gli esponenti (noi tre) considerando che le tre camere a nicchia sono anomale, ritengono che probabilmente dalla prima a sinistra si potesse accedere ad un'altra tomba inviolata che ritengono essere niente poco dimeno che quella attribuibile all' ARS Porsenna Re di Chiusi padrone indiscusso di tutto il territorio Chianino, audace condottiero contro Roma così come dalle fonti.
All'uscita del corridoio gli esponenti indicano con l'indice più volte fotografato l'esistenza del perimetro della tomba mausoleo, adducendo come prova della loro ipotesi lo studio sistematico analitico della tradizione orale che il luogo vedrebbe l'esistenza in quel di Sarteano della sepoltura in oggetto esposta e visualizzata sul poggio dove la paesistica permette una visione da Cortona verso Orvieto.
In oltre sempre per tradizione, gli esponenti dichiarano che sarebbe stata volontà del Re Porsenna essere sepolto in un luogo ove sia possibile vedere la sua città dall'alto e nello stesso tempo dominare il Mezzogiorno cioè Roma.
In oltre asseriscono che il luogo o al luogo si perveniva attraverso una presunta Via Degli Inferi.
Si da atto che vengono effettuate nr. sette fotografie contrassegnate con i numeri 11-12-13-14-15-16-e 17.---/.
principessa

Ramthie, figlio minore del Lucumone etrusco Oscu entrò, La casa era deserta, vuota. Il gelo penetrava in ogni recesso. Nella vasca si era formata una sottile pellicola di ghiaccio, e lei aveva cominciato ad assumere un aspetto leggermente bluastro.
Gli parve che somigliasse a una principessa, lì stesa. Una principessa di ghiaccio.
Il pavimento su cui stava seduto era gelido, ma il freddo lo lasciava indifferente. Allungò la mano e la sfiorò.
Il sangue sui polsi si era seccato da tempo.
L'amore che provava per lei non era mai stato così intenso. Le accarezzò il braccio, come se accarezzasse l'anima che aveva ormai lasciato quel corpo.
Andandosene, non si voltò. Non era un addio, ma un arrivederci.
amando
amando il mondo,anche,
ma ricordando il tonfo e le palpebre stanche
di cento milioni di balene bianche.
domenica 14 marzo 2010
solo per amore
Per amore non ricordo più
come si odia e mi sconfiggono
anche quando racconto qualche bugia rivoluzionaria
ritorno
Passeremo,
su questo treno
che porta a Migliarino.
- precisa Marcna -
Torneremo ad essere
tutto ciò
che non siamo.
sabato 13 marzo 2010
sostiene Isiu Appluntai
"Perchè Io sono la Prima e l'Ultima.
.sostiene Isiu Appluntai -
Io sono la Venerata e la Disprezzata.
Io sono la Prostituta e la Santa.
Io sono la Sposa e la Vergine.
Io sono la Madre e la Figlia.
Io sono le braccia di mia Madre.
Io sono la Sterile, eppure sono numerosi i miei figli.
Io sono la donna sposata e la nubile.
Io sono Colei che dà alla Luce e Colei che non ha mai partorito.
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
- prosegue Isiu -
Io sono la Sposa e lo Sposo.
E fu il mio Uomo che nutrì la mia fertilità.
Io sono la Madre di mio Padre.
Io sono la sorella di mio marito.
Ed Egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi Sempre.
Poichè Io sono la Scandalosa e la Magnifica."
- conclude Isiu Apppluntai eclissandosi.
Laris il Navigatore
Laris il Navigatore etrusco sospirò. I motivi di questo viaggio erano stati tenuti segreti troppo a lungo. I suoi uomini erano malati di oceano infinito; paura di cadere che arriva al bordo della Terra . Erano sul punto di ammutinamento, tanto più che il rum stava per esaurirsi, e tutto ciò che è rimasto è stato conservato per l'uso personale del Navigatore . Aveva bevuto lo stesso per continuare a credere che al di là dell'oceano c'era una terra ricca di spezie, dove poteva commerciare liberamente, senza doversi preoccupare del fastidioso funzionario doganale ottomano che ha rifiutato di fargli trasportare liquidi lungo la via vecchia per paura che potessero subire combustione spontanea e distruggere le carovane adiacenti.
Un'altra linea di stress aveva fatto la sua comparsa sulla fronte. Cosi Laris pensava al passeggero misterioso incappucciato seduto in cabina. Che l'oscuro personaggio fosse responsabile di questo dannato tentativo di fare il giro della Terra, e se qualcosa era andato storto con l'equipaggio, il Navigatore poteva decidere di schierarsi con loro e uccidere il Misterioso Personaggio Incappucciato , e poi tornare a casa. Ma c'era qualcosa che ha inviato a Laris brividi lungo la schiena e gli ricordò i suoi giorni passati a studiare sotto la guida del Maestro crudele più sadico a est del grande oceano. L'uomo in particolare gli ricordava i tempi spesi appeso a un albero, mentre il suo precettore frustava il suo posteriore. Pensò che di modo migliore per finire questa storia fosse quello di affrettare la sua corsa prima che le riserve di rum finissero.
venerdì 12 marzo 2010
oblio
La luna diffondeva una luce azzurrata nel portico. Vestito con un chitone bianco, un mantello leggero e un cappello a cono, Zelinte era seduto su una panca e guardava fisso il cielo stellato. Gli piaceva quello stato contemplativo e rifletteva sul fatto che il bene supremo consiste nel vivere in accordo con la natura, quella natura universale di cui la natura individuale è soltanto un frammento. Mi avvicinai a lui. Era magro, tirato in viso , con i capelli ancora castani chiari nonostante l'età: Aveva la fronte rugosa, il viso triste; una barba chiara gli fioriva sulle guance emaciate. Il mio maestro, lo sapevo, conduceva una vita sobria. Consumava pane, miele, fichi e gli piaceva bere vino buono, ma in quantità minima. In un'epoca in cui tutto l'edificio religioso stava crollando e le persone illuminate non credevano più agli dèi popolari e nei vecchi principi indicati da Tinia , Zelinte affidava il primato alla morale e alla virtù. Diceva di voler liberare il mondo etrusco dallo scetticismo e dall'inquietudine dovuti all'invasione greca prima e alla dominazione romana dopo. Duemilacinquecento anni di tragedia per il popolo Rasna.Per mettere fine al disagio intellettuale, insegnava l'esistenza di un criterio del vero; per dissipare l'angoscia dei suoi concittadini, insegnava loro a cercare la felicità nella sottomissione al destino, considerato come espressione della volontà divina... Il mio maestro diceva che è più facile tenere sott'acqua un otre pieno d'aria che obbligare un saggio ad agire contro la sua volontà, perché il saggio non è schiavo delle passioni e della vanità e gode della forza invincibile che trae dalla solidità dei suoi principi. Fedele alle proprie convinzioni, dava prova lui stesso di una fermezza di carattere che suscitava l'ammirazione dei discepoli e l'invidia dei nemici.
«Ti aspettavo» mi disse in aretino , avvolgendosi nel mantello.
Sorrisi. Quando voleva parlarmi di qualcosa di personale, Zelinte ricorreva sempre alla lingua dei nostri antenati. Ricordandomi le nostre origini comuni, intendeva cancellare la distanza imposta dal rispetto che provavo nei suoi confronti.
«Ti ascolto, maestro.»
«L'ora della partenza si avvicina.»
La sua voce era seria. Gli occhi brillavano di una strana luce che non avevo mai visto.
«Tu sai tutto di me, del mio pensiero. Ma ignori ancora la storia della mia famiglia, la tragedia vissuta da mia madre. Vorrei affidartela perché sopravviva alla mia morte e non diventi un relitto nel mare dell'oblio.»
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