martedì 13 ottobre 2009

cattedrali gotiche


Basta trovare la pietra giusta e rimuoverla: l'intera cattedrale si affloscerà come un castello di carte. Questa è una delle numerose leggende a proposito delle Cattedrali Gotiche, strutture svettanti verso il cielo ed architettonicamente arditissime, sostenute da un gioco di spinte, controspinte e "chiavi di volta" tanto bilanciato da far pensare, appunto, che togliere un solo elemento la chiave di tutte le chiavi provocherebbe un'i narrestabile reazione a catena. C'è chi afferma che i loro costruttori fossero gli eredi spirituali di Hiram, il mitico architetto dell'antico Tempio di Gerusalemme: sarebbero stati i Cavalieri Templari a indagare sugli antichi segreti ebraici nascosti nel sottosuolo di quel paese, a scoprire, in qualche nascondiglio sopravvissuto alla distruzione del Tempio, le "Leggi Divine dei Numeri, dei Pesi e delle Misure" che governano questo tipo di costruzioni.
[Le cattedrali gotiche] cominciarono a sorgere "d'improvviso" attorno al 1128, proprio quando i
Templari ritornarono in Francia, e risulta molto difficile considerarlo una logica evoluzione del pre cedente stile romanico; i loro edificatori appartenevano a delle corporazioni con fortissime componenti esoteriche (i Compagnons e i Maçons ). La maggior parte delle cattedrali sorgono su luoghi sacri precedenti, so prattutto quelli in cui si praticava il culto della Grande Madre, oppure su punti tradizionalmente considerati "nodi" di correnti terrestri; le decorazioni delle loro facciate, le statue che adornano i transetti e le navate, le vetrate, i disegni dei pavimenti sono letteralmente gremiti di simboli magici, esoterici, alchemici.
..La precisa disposizione delle cattedrali gotiche le trasformerebbe in veri e propri ricevitori della potenza solare (proveniente dal Cielo) e di quella lunare (proveniente dalla
Grande Madre nascosta nelle viscere della Terra); in tal modo le due forze percorrerebbero "la colonna vertebrale dei fedeli, aprendoli all'illuminazione". Nei sotterranei di molte cattedrali gotiche si trovano pozzi la cui profondità corrisponderebbe all' altezza della guglia più alta, in modo di creare una sorta di simmetria tra Cielo e Terra. ..

lunedì 12 ottobre 2009

luce

non c'è buio senza luce
non c'è cuore senza amore
non c'è vita senza dolore
senza luce non c'è calore
l'anima è un antro senza uscita,
profuma di viola,
e dà la vita ed in fondo alla vita,
c'è solo la luce.

a whiter shade of pale - senza luce -


12 ottobre - segni del'anima


Cominciò una sera di Ottobre .
Tornò a casa, appoggiò la valigia a terra e disse:
"Piove".
Lei lo guardò perplessa:
non aveva visto cadere una sola goccia.
Lui precisò: "Mi piove dentro".
Lei accostò l'orecchio al suo petto
e sentì il rumore di una pioggia leggera,
coda di un temporale estivo,
che ticchettava dentro di lui.
"Come è successo?", chiese.
"Ho visto un cane abbandonato, ferito,

che guaiva a un angolo di strada.
Mi è venuto da piangere,
ma le lacrime non sono uscite,
è cominciata invece questa pioggia dentro.
Ora, però, rallenta".
Rallentò, sì, ma poi riprese:

impetuosa quando vide suo fratello ammalarsi,
insistente quando lesse la tragedia del gatto delle nevi,
inevitabile a ogni riflesso dolore.
E poiché era una persona molto sensibile,
ma per quarant'anni si era travestito da cinico,
dentro di lui pioveva di continuo.
Si fece visitare, esaminare, radiografare.
Il medico concluse: "Si sta allagando".
Non propose cure, le riteneva inutili:

troppe cose nella vita scatenavano quella pioggia,
l'acqua impregnava ormai il suo fisico.
Era fradicio e sempre più pesante.
Fu costretto a mettersi a letto.
Ormai non riusciva più a spostarsi, tanto era gonfio.
Lei lo vegliò.
Cercò di escluderlo dal mondo,
perché non avesse traumi,
ma lui adesso soffriva per il dolore che vedeva negli occhi di lei.
Questo, più di ogni altra cosa,
produsse lo scroscio che lo inondò.
Lei lo guardò affogare,

poi gli chiuse gli occhi e restò con la testa sul suo petto,
mare infine calmo.
Quando udì lo scoppio del temporale andò alla finestra,
ma vide il sole.
Si accorse di non avere lacrime.
Non all'esterno.

confini


Io appartengo a te.
Tu appartieni a me.
E non dirmi quali sono i confini dell'Amore:
non prima di avermi indicato
tra le mille sfumature dell'alba
quale separa la notte dal giorno.

Piove


Piove.
Chiudo gli occhi ed esco dal tempo.
Che differenza fa, se sono sdraiato su un letto nel 2009
o su un covone di paglia nel 1492?
Che differenza fa,
se lo scrosciare delle gocce d'acqua
proviene da fuori una casa o una grotta?
L'uomo è uno: le stesse domande,
le stesse preoccupazioni,
la stessa impotenza prostrata ai piedi dell'Eterno..
Mi dicono che sto oziando
- e loro intanto corrono nel loro “dover far qualcosa”.
Mi dicono che dovrei essere altrove -
e dove?
Sasso: pietra, più che uomo.
Pianta, che immobile si disseta.
Animale,
che raggiunta la tana si accuccia per ascoltare piovere.
Nessun orologio,
salvo quello naturale in me:
sto solo aspettando il sole,
nella mia urna di silenzio.
Non dormo: ascolto.
Divenendo io stesso suono che avvolge la natura.
Che ora era,
quando ho iniziato ad ascoltare la pioggia?
E chi ero?
Non importa.
Non m'importa più.
Piove.

curiosa mente


La maestra in estate ci dava ripetizioni nel suo cortile:
io stavo sempre seduto sopra un muretto.
A guardare il mare.

domenica 11 ottobre 2009

ARCA DELL'ALLEANZA



Tutto quel che c'è da sapere
su come vivere bene,
l'ho imparato dall'arca di Noè..

Non perdere l'imbarco:
una volta salpata,
la nave non torna indietro per te.

Ricorda
che stiamo tutti
sulla stessa barca.

Pianifica le cose:
non stava ancora piovendo,
quando Noè cominciò a costruire l'arca.

Mantieniti in forma:
anche a 600 anni suonàti,
càpita che qualcuno ti chieda di fare
qualcosa di veramente importante.

Frègatene,
di chi ti dice che sei soltanto un pazzo:
completa tutto il lavoro che ritieni vada fatto.

Costruisci il tuo futuro su basi solide.
Per stare sicuro,
viaggia sempre in coppia.

La velocità non è sempre un vantaggio:
dopotutto, Le lumache erano a bordo
insieme alle scimmie.
Quando ti senti stressata,
rilàssati e per qualche tempo bada soltanto
a rimanere a galla.

Rifletti sul fatto che l'arca
è stata costruita da un dilettante,
mentre il Titanic era opera di professionisti.

Per quanto tremenda ti appaia la tempesta,
se non perdi la fede
ci sarà sempre un arcobaleno ad aspettarti domani.

25 aprile


c'è un colore sfuocato
in quel cielo al tramonto
come un senso di quiete
dopo un sogno smarrito
mi fermo
sul ciglio di strada
un pensiero improvviso
d'inseguita chimera
una penna lì accanto
cerca un foglio di neve
e chiedono al cuore
se qualcosa ha da dire
un verso che parli d'amore
forse un canto di vita passata
a cercare il raggio di sole
che incendi quell'onda
mentre va sulla riva a posare
ma solo il silenzio
circonda il mio tempo
c'è una foglia sul ramo
sfuggita all'autunno
un alito appare
e si lascia cadere
dove ombre di sera
non danno timore
chissà se il domani
è giorno d'aprile
e un battito ancora
darà luce al cammino
per scriver di me
un'altra poesia
senza titolo
da ricordare
solo un'altra poesia
la più bella
la mia.

oracolo etrusco


contemplare.
meglio.
che pregare.

bar celestiale


"Durante tutta la mia vita, sia nei momenti difficili sia in quelli più felici, ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa. Non sapevo cosa, ma mi rendevo conto che mancava".Questo è il concetto di partenza de Il bar celestiale, romanzo praticamente autobiografico scritto da Tom Youngholm e posto dall'editore Corbaccio all'interno della collana Mandala, dedicata ai romanzi e ai testi di argomento spirituale.Tra l'altro, da quando lo lessi la prima volta, ossia tanti anni fa, mi ricordo la definizione di "mandala" scritta sulla copertina dei libri della collana: "il mandala è lo spazio sacro generato nel processo di trasformazione dell'universo da un regno di sofferenza a un regno di felcità".Ma non domandatemi cosa voglia dire... :)Vi dirò invece la trama del libro: Jonathan, detto Digger, è una persona insoddisfatta. Non è felice del suo lavoro (vorrebbe fare il pianista professionista, ma ancora non vi è riuscito); non felice del suo rapporto sentimentale (da cui non riesca a farsi coinvolgere in toto); non è felice delle sue notti (in cui un incubo terrificante viene a fargli visita regolarmente).Un giorno, poco prima di un provino come pianista (in cui dovrà eseguire un brano che gli ha sempre dato problemi a un dito infortunato), Jonathan perde coscienza, ritrovandosi nel suo sogno-incubo.Alla fine del quale, però, stavolta trova un locale con un'insegna: Bar celestiale.Vi entra.All'interno del Bar celestiale (lo scrivo maiuscolo perché se lo merita :) Jonathan troverà molte risposte, ma ancora più domande.Chi sono quelle persone che egli non ha mai veduto ma che ha la forte impressione (persino la certezza) di conoscere già?Quello che gli viene detto sull'energia e sull'amore universali é vero?Ed é vero che ognuno di essi, Jonathan compreso, ha vissuto altre vite, e molte?Come intuibile, gli argomenti di questo libro sono tanti, come tanto è il piacere della lettura.In effetti, pur non essendo una capolavoro della letteratura, Il bar celestiale è comunque un'opera di spessore, assai importante e profonda, dal forte sapore iniziatico.L'impressione che si ha a fine lettura, difatti, è di saperne un po' di più sulla vita e sull'universo, e di uscirne in definitiva un poco migliorati.Concludo con una citazione tratta da Il bar celestiale: "Tutto ciò di cui hai bisogno sta proprio davanti a te. Per cambiare il mondo, cambia te stesso".Che, in sostanza, era uno degli insegnamento di Ghandi: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".Se non lo aveste capito, il libro è consigliatissimo.

canto celestiale

11
la rinuncia consiste nel distaccare dalla cosa
il desiderio che se ne ha.
In maniera totale.

fine del mondo

0 - vasco smetterà di correre e fare l'amore
1) il sole si sta scaldando,
2) la rotazione della terra si sta fermando,
3) i poli magnetici si stanno invertendo,
4) l’atmosfera si sta bucando,
5) le radiazioni ci stanno facendo impazzire,
6) le comete assassine ci stanno puntando contro,
7) il pianeta degli extraterrestri sumeri si sta avvicinando;
succederà qualcosa
o tutto quanto contemporaneamente
il 21 dodici 2012 ?
Forse.

volo breve

il piccione,
animale dell'anima,
appare tubando dall'inconscio

sabato 10 ottobre 2009

connettivismo



FRAMMENTI DI UNA ROSA QUANTICA

Antologia dei CONNETTIVISTI

(autori vari).Febbraio 2008, 224 pagg.


Quattordici storie di graffiante fantascienza che traggono spunto dalle teorie più estreme della fisica e dell'astrofisica (meccanica quantistica, teoria delle stringhe), dalle prossime innovazioni tecnologiche (reti globali, realtà virtuale, computer quantici) e dalle istanze del transumanesimo, coniugandole con gli slanci poetici del postmodernismo, del futurismo e di certe visioni olistiche.I Connettivisti sono un gruppo di nuovi scrittori di fantascienza nati con tanto di manifesto alla fine del 2004.Un movimento dalle diverse anime che ha sfornato anche il vincitore del prestigioso Premio Urania del 2006 (Giovanni De Matteo) mentre altri tre sono risultati finalisti, e molti racconti vincitori di altri premi tra cui il Premio Robot.Il Connettivismo, secondo gli addetti alla fantascienza italiana, rappresenta bene la nuova generazione dello scrivere, caratterizata dall’interdisciplinarità del background culturale, e promette un rinnovamento della fantascienza stessa. Ne risulta un cocktail di forte impatto artistico e culturale da cui sono nati romanzi e racconti eccellenti.Dopo la prima antologia-manifesto Supernova Express, esce per la Kipple Officina Libraria la seconda antologia, con ospiti ai confini del Connettivismo.Introduzione di Luca Masali. Racconti di: Giovanni De Matteo, Filippo C. Battaglia, Alberto Cola, Roberto Furlani, andro Battisti, Dario Tonani, Lukha Kremo Baroncinij, Mario Gazzola, Daniele Pasquini, Domenico Mastrapasqua, Marco Milani, Fernando Fazzari, Simone Conti.14 racconti di graffiante fantascienza introdotti da Luca Masali e splendidamente illustrati dal Connettivista Giorgio Raffaelli.Imperdibile.

In grotta


Profondità dell'anima

si aggrovigliano dentro

nidificazioni di DNA esotico.


10


Alieni interiori

sviluppati

attorno ad altri codici.


Una delle soluzioni all'ignoranza

è decriptare cerebralmente gli enigmi attraverso

norme assimilabili ciberneticamente.


baci & carezze


Un giorno un padre punì la propria bambina perché aveva perso un oggetto di valore. La bimba pianse.Il giorno dopo la bimba per farsi perdonare portò un regalo al padre dicendogli: “tieni papà, questo è per te”Il padre imbarazzato, aprì la scatola, ma subito si adirò perché si accorse che era vuota e rivolgendosi alla figlia disse, “non sai che quando si fa un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa e che si rimane delusi se non ci si trova nulla?” La bambina con le lacrime agli occhi sussurrò “papà non è vuota, l’ho riempita di baci, così potrai prenderne quando sarai triste”.Il padre si senti mortificato e strinse forte a se la bambina. Passo il tempo ed un giorno una disgrazia portò via la bambina.Da quel giorno il padre tenne sempre con se, vicino al letto, la scatola e quando si sentiva triste e scoraggiato tirava fuori un bacio che la bambina gli aveva regalato.

Eva e la stampa


Se la genesi fosse stata scritta dal punto di vista di Eva, avrebbe iniziato col chiarire che lei non nacque da nessuna costola, non conobbe alcun serpente, non offrì mele a nessuno e dio non le disse mai che avrebbe partorito con dolore e che suo marito l’avrebbe dominata e che tutte queste dicerie erano le bugie che Adamo raccontò alla stampa.

Navigatrice del Nulla


Il mare era calmo, così calmo che non se ne sentiva il respiro.La vita le fuggiva via e non c'erano funi capaci di trattenerla.Udì il suono dell'arpa e si chiese quale antico dolore poteva aver pizzicato quelle corde tese fino all'infinito.Non c'era primavera alcuna che le ricordasse lo sbocciare del suo corpo.Fino allora solo inverni e autunni l'avevano avvolta e travolta.Ma c'era un suono nuovo che accarezzava la sua mente ogni volta che un cigno si alzava in volo dallo stagno al parco vicino. Si librava anch'esso verso il blu....Ridatemi la mia anima affogata in un bicchiere d'aceto, quando la rugiada colorava di rosso il sangue e il mare straripava dagli occhi del destino.Stanca, appoggiò i sogni sul lato sinistro dei suoi pensieri e s'addormentò sul lato destro per ricordare ciò che il suo cuore aveva più e più volte dimenticato: d'essere umano.La notte la riconobbe tra i suoi figli prediletti e le concesse un viaggio attraverso le nuvole.Volò attraverso l'acqua, sfiorata dal vento, dalla sabbia e dalla leggerezza d'alcune gocce di rugiada racchiuse in un velo di nebbia.Volò oltre il possibile mentre l'impossibile si beffeggiava delle sue paure.Volò e seppe ciò che il nulla racchiudeva.All'alba non ricordò niente.Aprì i pugni tenuti serrati durante il sonno e contò le gocce di rugiada che le erano rimaste.Erano cinque luminose ellissi.Rinchiuse i pugni e pensò: "Ancora cinque notti e poi sarò figlia del nulla".La navigatrice del nulla.

Desiderante


Essere Umano.
Per districarti dal limo
hai iniziato strisciando sui gomiti
e per secoli ti sei scorticato
gomiti e ginocchi
prima di poter alzare alta la testa
per guardare negli occhi l'orizzonte.

Barcollando,hai imitato
l'eleganza delle gazzelle.
Superbo,ti sei lanciato dai picchi
per inseguire gli uccelli.

Ogni volta che riuscivi a cogliere
il respiro dei fiori,
a sfiorare il ritmo delle gazzelle,
ad accarezzare le piume degli uccelli,
trovavi sulla tua strada
i metronomi della ragione
ad obbligarti a rispettare
i percorsi della storia..

Quando prenderai in mano un bastone
per fustigare i tempi della storia
affinchè si sincronizzino finalmente
con i tuoi desideri?

venerdì 9 ottobre 2009

on the beach


Che bello camminare sul bagnasciuga.
Morbido ma duro al punto giusto, sembra essere il posto più
adatto per i nostri piedi, il migliore per camminare senza scarpe.
Poi, soffermarsi a guardare le orme rimaste nella sabbia.
Vedere quella parte del nostro corpo su cui difficilmente
poniamo l’attenzione, è proprio uno sfizio.
Ma niente rimane in quel posto e di là a poco,
perfino quei segni spariranno.
Siamo proprio nel posto di nessuno, la terra che non esiste.
Il bagnasciuga che è di tutti e rimane di nessuno,
la terra che non è terra e nemmeno mare.
Quel mare che, come un indefesso guardiano, è lì pronto
a ristabilire l’ordine e a ribadire la fugacità del posto.
Il mare che cattura, consuma, trasforma.
Qui non puoi lasciare segni, costruire o modificare.
Forse è solo una zona di passaggio, di transizione
e come tale sembra senza tempo.
Un luogo dove non pensare a nulla e liberarsi dell’esistenza.
Qui puoi lanciare i tuoi pensieri o scomparire nell’onda di turno
che arriva minacciosa.

Sacra Prostituta


In Acca Larenzia si mescolano mito e leggenda. Da un lato, essa è, un antichissima dea etrusca, acquisita dai Romani come prostituta semidivina protettrice dei plebei. Dopo aver passato una notte di preghiere nel tempio di Eracle, per volere del semidio incontrò un uomo ricchissimo che sposatala, la lasciò erede di una immensa fortuna, che a sua volta lasciò al popolo romano, che festeggiava la donazione con le feste dette Larentali, ricorrevano il 23 dicembre. Acca è anche chiamata Faula o Fabula simbolo latino di donna di facili costumi. Più tardi il nome di Acca Larenzia fu attribuito alla moglie del pastore Faustolo che aveva trovato Romolo e Remo. Pur essendo già madre di dodici figli, i cosiddetti fratres arvales, Acca Larenzia allattò e allevò anche Romolo e Remo. Dato che con la parola lupa i romani chiamavano le prostitute, ecco una spiegazione razionale, sebbene meno romantica, per la storia secondo cui Romolo e Remo erano allattati da una lupa,cioè da una prostituta.

GOOD VIBRATION




Io amo i vestiti colorati che indossa
e amo il modo in cui la luce del sole
gioca sui suoi capelli.
Io sento il suono di una parola
delicata nel vento
che trasporta il suo profumo nell’aria
io sto ricevendo buone vibrazioni…

Signora Padrona Fortuna


Signora della ruota roteante
Che a volte gira verso l'alto,
a volte verso il basso;
Signora che ferisce e cura,
Signora che ci fa girare e girare,
Ti imploriamo, Fortuna,
per avere abbondanza,
E ti preghiamo di non metterci da parte,
Perchè nessuno può sottrarsi alla tua magnifica ruota,
Ma tutti noi dobbiamo aggrapparci mentre gira.
Creatrice di possibilità e opportunità,
La tradizione dice che dietro sei calva,
Che prenderti per il ciuffo sulla fronte
E sperare nella tua gentilezza
E' il solo modo per vincere il tuo favore,
Ma sappiamo che non è vero.
Tu non sei mai gentile,
ma molte volte
Dai ai lenti come me una seconda possibilità.
Signora delle tempeste,
padrona dei marinai,
Tormento delle navi nelle onde,
Tu arrivi a noi come la risata di una zingara
E ci lasci silenziosamente.
Noi giriamo la ruota,
tiriamo i dadi,Curiamo le nostre ferite,
Ti chiamiamo una volta,
ti imploriamo due volte,
Onoriamo te e i tuoi doni ambivalenti.

attimo eterno

http://www.youtube.com/watch?v=b6s_kjlhP5U

I miei occhi sono fissi nei tuoi, immobili
e carichi di passione.


Un solo bottone tiene ancora uniti i lembi della tua camicia,
ma anche così le mie mani possono sfiorare la tua schiena,
avvicinandoci sempre di più, lentamente.


Chiusi in questa stanza, siamo qui a raccontarci pezzi di vita,
con le nostre labbra a pochi millimetri le une dalle altre
e le parole che si fondono mentre le bocche sempre più si cercano.


Il mio cuore è un organo impazzito e come in una vecchia canzone
il suo suono sfonda il soffitto e il cielo compare sopra di noi,
che restiamo qui, abbandonati come se non ci fosse niente,
più niente al mondo.


Sento le parole che la tua voce non osa dire urlate dentro di me
e così anche l'ultimo ostacolo alla tua nudità viene superato.

Il tuo ventre è calamita per i miei baci ,
non so se riuscirò a staccare mai più la bocca da te.


Ti fermi, mi guardi e mi distendi sul parquet,
cosicchè con movimeni lenti risali lungo il mio corpo, fino ad ricoprirmi per intero.

Ti sento tremare, percossa da brividi di piacere,
mentre le tue mani scivolano lungo i miei fianchi
e scendono sino al fondo della mia schiena, dove trovano finalmente riposo.


I tuoi seni immobili sul mio petto,
la tua bocca avida che si muove sul mio collo
ed è la realizzazione di quel desiderio
che covava dentro di noi da anni,
quel sogno che ora finalmente si concretizza.


Siamo un solo corpo che arde di desiderio,
batte un solo cuore dentro di noi.

Sei mia come mai nulla prima al mondo,
perchè fin'ora niente e nessuno
aveva occupato dentro di me
tutto questo spazio,
mi sento tuo come se lo fossi sempre stato,
come se solo adesso mi fossi finalmente completato.


Il tempo non ha più limiti,
si svolge fuori da queste mura.


Qui ogni attimo è eterno,

ogni tuo sospiro sembra non finire mai
scuotendomi fin dentro l'anima
e così questa stanza non ha più pareti,
ma alberi, alberi infiniti.
Impetuosi i nostri corpi si cercano,
si sfiorano, si abbracciano,
si fondono come lava che sgorga pura dalle viscere della terra
e che senza limiti travolge tutto ciò che incontra sul suo cammino.


E mentre fuori si fa giorno,
i tuoi lineamente distesi mi esprimono
tutta la tua felicità di essere mia
e spero che il mio sorriso inebetito,
ti racconti di me altrettanto.
I respiri si sono rallentati,
il cuore è quasi fermo ormai,
ma le mie mani ti cercano ancora,
ti carezzano,
ti raccontano quanto dentro di me
è forte arde l'amore che provo,
adesso sai che la mia voglia di te
si è solo momentaneamente placata,
ma non si è estinta e mai ci riuscirò.


Così, mentre le mie dita
sfiorano l'interno delle tue ginocchia,
sento che la tua bocca è di nuovo mia ..........

ti amerò - miguel bosè

http://www.youtube.com/watch?v=CLKUaw_ksBY

ti amerò mia cara.. ti amerò


Come nasce un post? è una di quelle cose che mi chiedo sempre, quali canali mentali seguo? cosa mi ispira? e chi lo sa, come ho spesso detto parafrasando Wasco, le parole vengono fuori da sole, seguono l'onda che ho dentro e cavalcando un'emozione forte decidono di venire fuori. da sole .


Io non faccio altro che scrivere, facile.



Però per quanto tutto questo è vero, i post nascono comunque qualche ora dopo il verificarsi dell'emozione, quindi c'è già una fase in cui ragiono sulle parole, sui pensieri, in qualche modo so dove andrò a parare.Questo che stai leggendo nasce mentre sono stravolto da un'emozione.




E' nato tutto così per caso, cercavo un pò di musica d'annata, tanto è vero che avevo ascoltato Gianni Togni con Luna e pensavo di utilizzarla come antipasto per uno dei miei post futuri e poi ecco venire fuori per caso questa canzone di Miguel Bosè TI AMERO' e io che rimango lì, inebetito dalla bellezza delle parole.




Davvero, credimi, un cretino a bocca aperta e sguardo fisso nel vuoto. Queste parole sono semplici e dirette, quelle che tutti vorremmo poter dire e sentirci dire.




L'amore, come io credo debba essere vissuto, come io lo voglio vivere. Niente fronzoli, nessun orpello, solo amore, diretto, senza pensare, dandosi, niente di più, niente di meno.Poi viene da chiedersi perchè nella vita non ci riusciamo, perchè ci facciamo tanti problemi ad essere così, perchè seppure vuoi una donna o un uomo con tale intensità, non ci riesci mai ad averla/o?




Eppure questa è la felicità, quella vera, quella che vuoi condividere e non vivere egoisticamente.Mi lascio cullare dalla melodia e ritrovo il sorriso di quella donna che desidero esista solo per me, quella a cui vorrei semplicemente donare il mondo, ma che probabilmente mi vede come un appestato, un portatore di sventura e di tutti i mali del mondo.




Questo post è per lei.




Ci sono altre cose che probabilmente ispirato ho scritto o che scriverò, ma non so se riuscirò mai a spiegarti così bene, come io TI AMERO' se solo tu me lo concederai.




Perdonami gli errori navigante, non l'ho riletto, non lo correggerò, lo lascio così, è stato scritto di getto, senza pensarci su, le dita andavano, il cuore dettava.

giovedì 8 ottobre 2009

mind juggling


significati di libertà


segreti del controllo globale


pronoia


La pronoia consisteva nella concessione a cittadini illustri di terreni, perché li amministrassero (εἰς πρόνοιαν) in cambio di servigi resi allo Stato. In questo senso essa appare durante il regno di Costantino IX Monomaco. L'usufruttuario non era padrone del fondo (che era invece proprietà dello stato): non poteva quindi venderlo, e inizialmente neppure lasciarlo in eredità. La pronoia infatti finiva generalmente alla morte del concessionario. Tuttavia, il concessionario poteva gestire tutti i beni presenti sul fondo, contadini compresi, i quali pagavano a lui le tasse e gli altri introiti del terreno: il concessionario era insomma il rappresentante dello stato per i cittadini del fondo (paroikoi). Questo aspetto avvicina molto la pronoia al sistema feudale, che ormai nel XI secolo aveva raggiunto la sua forma classica nell'Europa occidentale. Tuttavia, la condizione dei paroikoi non può essere paragonata a quella dei servi della gleba, in quanto non dovevano nessun giuramento di fedeltà al concessionario, perché in ogni caso il vero padrone del fondo era comunque lo Stato e il suo rappresentante (l'imperatore).
A rendere questo istituto ancora più simile a un feudo fu la sua militarizzazione: inizialmente infatti, quando fu introdotta verso la metà del XI secolo, la pronoia non aveva nessun carattere militare. Sotto il regno di Alessio (e molto più sotto il regno del nipote
Manuele I) invece, la concessione di un terreno in pronoia implicava che il concessionario partecipasse alle guerre (di solito, a cavallo e con l'armatura), e accompagnato da un truppa a piedi, più o meno numerosa a seconda dell' estensione del fondo[1]. In questo modo Alessio Comneno tentò di risolvere due problemi: il primo, la carenza di denaro con cui finanziare le sue guerre; il secondo, di evitare la concentrazione di aristocratici nella capitale, Costantinopoli, e quindi evitare le frequenti ribellioni che scoppiarono nella seconda metà del XI secolo. Negli anni successivi al regno di Alessio, il concessionario tuttavia tese ad evitare di fornire il servizio militare (soprattutto se il fondo gli garantiva una vita agiata); si registrarono anche casi di ribellioni nei confronti del governo centrale, che tuttavia furono sempre molto meno gravi di quelle del secolo XI: la pronoia infatti, nel corso del XII secolo, fu un metodo assai efficace per placare un nobile ribelle.

antidoti


La pronoia è l'antidoto alla paranoia.
888 metodi per diventare selvaggiamente felici
Autore
Brezsny Rob
Prezzo
€ 17,50
Prezzi in altre valute
Dati
2006, VII-365 p., ill., brossura
Curatore
Recchiuti M.
Traduttore
Restani D.
Editore
Rizzoli (collana 24/7)

In sintesi
Pensate che la vita sia fondamentalmente una lotta spietata in cui vale la regola del più forte, che la nostra società sia in decadenza, che i fili del nostro destino siano manovrati da poteri occulti su cui non abbiamo alcun controllo? Siete in errore, dice Rob Brezsny. Se proprio si vuole sposare una teoria cospirazionista, perché non immaginare una trama alle nostre spalle per farci del bene? Brezsny ci conduce alla scoperta di un universo che, a saperlo prendere, si rivela amichevole e accogliente. Disponendosi con mente aperta a cercare il lato sorprendente e poetico delle cose, ad accogliere i doni straordinari che la vita quotidiana può offrire, si può davvero diventare più leggeri, più gioiosamente creativi, ma anche più lucidi e consapevoli, meglio preparati per reagire al continuo bombardamento di cattive notizie e messaggi ansiogeni da parte dei media. Con irresistibile ironia, Brezsny dimostra che tutto sommato il pessimismo e il cinismo imperanti sono armi spuntate per affrontare la realtà, e ci offre ben 888 metodi per diventare ragionevolmente ottimisti e selvaggiamente felici.

occhi medievali


Gli occhi com'erano chiamati nel medioevo, cioè le cosiddette tarsie delle facciate delle chiese medievali , sono simboli che a mio parere avevano ed hanno lo scopo di elevare spiritualmente. Non entro nei particolari di cosa significhi elevarsi spiritualmente, io non sò ma c'è chi dice conoscersi meglio, entrare in contatto con noi e con l'universo, ognuno ha una propria idea in merito. Una cosa però che ho capito nel tempo è che i simboli sono attorno a noi in natura, c'è chi ha detto che è il modo di esprimersi di Dio, e certamente l'uomo li ha usati e abusati da lungo tempo fino ai nostri giorni, nei quali siamo sottoposti ad un bombardamento continuo di simboli per lo più creati per irretirci, per portarci a pensare in una determinata maniera, se non addirittura per corromperci l'anima ) se siamo totalmente all' oscuro di ciò, risultiamo facile preda di chi del mondo ne ha fatto un 'illusione

forza senza forzare


La forza non aveva intenzioni o scopi.
Si limitava ad essere ciò che era
e purtuttavia non era.


Si potrebbe dire che non esistendo fosse colma di un vuoto senza il suo contrario, e non essendo era anche priva di energia anche se essa rappresentava la totalità di ogni energia.


Non si poteva né misurare né quantificare.
Poteva assomigliare ad una vibrazione infinita
senza tempo e senza spazio.


Ma questa sua caratteristica -non caratterizzata- non poteva nemmeno essere espressa a parole e nemmeno poteva lontanamente essere immaginata.


Era e non era, vibrava e stava immobile, agiva ma non si vedeva. Influenzava la materia e la non materia e tutto a lei era subordinato senza esserlo veramente.


Le sue dimensioni non esistevano ma contemporaneamente poteva essere infinita nel micro e infinita nel macro. All'interno del suo vuoto spazio-temporale non esistevano né dimensioni né tempo.


Non andava né veniva
eppure si muoveva
perennemente intorno al suo non centro.


Forse muovendo l'immobilità del suo stato si avevano movimenti nella materia ma di contro la non materia doveva stare immobile per permetterle il movimento negli universi da lei creati.


Creava e distruggeva senza motivo
e rinnovava tutto lo scibile dell'esistente
partendo dal non esistente.

mercoledì 7 ottobre 2009

anonimus


ho delle solide convinzioni.

Perchè?

Non ho approfondito nulla.

scudi extraterrestri


Scudi Ancili.
Così erano chiamati i dodici scudi sacri
di cui solo uno era autentico
e gli altri imitazioni.
Quello autentico era caduto dal cielo
a Numa Pompilio
quale segno di consenso degli dei
ai quali aveva chiesto la protezione di Roma.
Per paura che lo scudo potesse essere rubato
Numa Pompilio ne fece fare
altri undici uguali da Veturio Mamurio.
Gli Ancili erano custoditi sul Palatino
nella Curia Saliorum
e portati in processione dai sacerdoti Salii
ogni primo di marzo

Calphurnie Thesana


sono lenta perchè non mi interessa
ciò che raggiungo
- mi spiega Calphurnie Thesana -
mi interessa solo ciò
che voglio raggiungere

Giovanni Acuto .Capitano di ventura

http://www.youtube.com/watch?v=H1UHoycmTgI

trionfante




se il viaggio nel tempo diventasse cosa comune

forse le agenzie turistiche

sarebbero occupatissime a prenotare viaggi

per particolari epoche del passato

in cui si sono svolti eventi importanti

Leggenda di Bubbluns


Una vecchia leggenda Etrusca

raccolta da Kaitli a Bubbluns,

nella Lucumonia di Velathri

racconta che vi fu un tempo in cui

tutti gli uomini erano dei.

Essi però abusarono talmente

della loro divinità,

che Tinia Signore degli dei,

decise di privarli del potere divino

e decise di nasconderlo in un posto,

dove fosse impossibile trovarlo.

Il grande problema fu dunque quello

di trovare un nascondiglio.


Quando gli dei minori

furono riuniti a consiglio

per risolvere questo dilemma,

essi proposero la cosa seguente:

"Sotterriamo la divinità dell'uomo nella terra".

Tinia tuttavia rispose:

'"No, non basta

perchè l'uomo scaverà e la ritroverà".

Gli dei allora replicarono:

'"In tal caso, gettiamo la divinità

nel più profondo degli oceani".

E di nuovo Tinia rispose :

'"No, perchè prima o poi

l'uomo esplorerà le cavità

di tutti gli oceani e sicuramente un giorno

la ritroverà e la riporterà in superficie".

Gli dei minori conclusero allora:

'"Non sappiamo dove nasconderla,

perchè non sembra esistere

sulla terra o in mare

luogo alcuno che l'uomo

non possa una volta raggiungere".


E fu così che Tinia disse:

'"Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo.

La nasconderemo nel suo io

più profondo e segreto,

perchè è il solo posto,

dove non gli verrà mai in mente di cercarla".


A partire da quel tempo

l'uomo ha compiuto il periplo della terra,

ha esplorato, scalato montagne,

scavato la terra e si è immerso nei mari

alla ricerca di qualcosa

che si trova dentro di lui.

codex

il segreto del cercare
- spiega Katliuna -
è che non si trova

martedì 6 ottobre 2009

news stampa indipendente




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9-10-11 ottobre – dalle 10.00 alle 20.00

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